asides

Cercando informazioni sull’integrazione alimentare, incontrerai diverse testimonianze di medici, nutrizionisti o preparatori allo sport che, forse rimasti con la testa al Cretaceo Inferiore, affermeranno che, a patto di seguire la so-called “alimentazione sana ed equilibrata“, senza eccessi e senza carenze, assumere integratori è perfettamente inutile. Sai una cosa? Di questo sono convinto anche io! Allo stesso tempo la solidità di questo assunto si sgretola al cospetto di una semplice obiezione: non viviamo in un mondo perfetto e pulito e il nostro pianeta non è più quello in cui vivevano i nostri antenati.

La qualità dell’aria, dell’acqua e dei terreni è ai minimi storici: inquinamento, smog, piogge acide, effetto serra, falde acquifere contaminate, antiparassitari e pesticidi, fanno sì che la nostra alimentazione, nostro malgrado, sia peggiorata infinitamente. BIO? Niente di ciò che assumiamo è ormai considerabile BIO.  Cibi a KM 0? Certo, a patto di non avere al Km 1,5 un’autostrada, o al Km 10 una discarica, o al Km 30 un’acciaieria.

Prima di iniziare…

Se ti sei appena iscritto in palestra, o hai iniziato da poco, o non vedi risultati tangibili dai tuoi allenamenti, leggi la mia guida: I tre migliori integratori per principianti (si apre in nuova pagina) . Se invece sei uno sportivo già esperto, e pratico di integratori, magari nella mia guida ” I tre migliori integratori per atleti esperti” (si apre in nuova pagina) troverai qualche spunto di interesse.

Altrimenti: prosegui pure la lettura 🙂

asides

Era nell’aria da almeno 10 anni e non solo tra gli addetti ai lavori. All’indomani dell’insediamento di Marco Tronchetti Provera al timone della Pirelli gli obiettivi erano chiari: crescere, internazionaiizzare, rimanere al passo con i grandi competitor del settore. Per perseguire questo obiettivo servivano due cose: Grandi capitali e investitori a lungo termine, e alleanze strategiche sui mercati internazionali (ricordo che già adesso il 94% del fatturato Pirelli matura all’estero). Le pagine dei rotocalchi di finanza e generalisti degli ultimi giorni si rimbalzano -con un piglio quasi di moralistico sdegno, soprattutto nei commenti- la recente acquisizione della maggioranza delle quote del gruppo da parte di Chinachem Corp. Inevitabili i commenti di quanti lamentano la perdita di un ennesimo gioiello del made in Italy nel mondo (i casi più famosi sono Gucci e Bulgari), quel made in italy cui tutti sembrano tenere fino a ché non si tratta di investire capitali propri.

asides

Dieci minuti, forse meno, di una serata buia come mille altre. Trattengo il fiato, non urlo, non muovo un muscolo. In rapida sequenza, modalità semiautomatica, trafitto nello stomaco da una raffica di schegge della mia infanzia. Fuori programma le immagini di un piccolo incontrollabile schizzato pieno di difetti di fabbrica che ha fatto cose terribili sin da quando ha aperto gli occhi. Cose terribili. Terribili e inaccettabili.

asides

In passato il “reietto” era lo sfortunato cui era riservata una sorte infame: isolato, abbandonato da amici, parenti. La società del bene che scaccia il male. Oggi esiste ancora una società? Esiste una differenza sostanziale tra bene e male? Esiste ancora una tipologia di essere umano (ricco, povero, bello, brutto) che non sia etichettabile ed imprigionabile in un arbitrario recinto da bestiame? Sì. Noi.

asides

E’ meglio avere rimorsi o rimpianti?

Era il 28 settembre 1918, s’avvicinava la fine della prima guerra mondiale. Un plotone d’assalto del Reggimento Duca di Wellington (inglese) s’avventa su una trincea nemica a Marcoing, presso Cambrai, in Francia. Uno dei soldati – Henry Tandey – si trova davanti, nella buca nemica, un caporale ferito e sanguinante. Potrebbe finirlo, con un colpo. Non lo fa: indugia, desiste, alla fine lo lascia andare. Quel caporale – avrebbe raccontato anni dopo il pluridecorato Tandey, in grado di fornire dati che avrebbero conferito autenticita’ all’episodio – era Adolf Hitler.

Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/1997/luglio/29/inglese_che_salvo_caporale_Hitler_co_0_9707297898.shtml

 

asides

Dicono. La felicità non è giungere a destinazione ma godersi il viaggio. Mi sono sempre chiesto che cazzo significasse. Cioè: realmente. A nessuno piace trascorrere tre ore sui sedili della classe economy compresso ai limiti della frattura delle vertebre, o ritrovarsi nello scompartimento con una famiglia disfunzionale che aborrisce l’uso delle scarpe in treno. A meno di muovermi su uno yacht da 45 metri attorniato da un esercito multietnico di modelle e open bar, nella stragrande maggioranza dei casi viaggiare è una merda.

asides

La “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” del 25 Novembre è, in realtà, il primo di 16 giorni (end: 10 Dicembre) che le Nazioni Unite, attraverso UN Women, dedicheranno a diverse campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su tematiche inerenti abusi e violenze sulla donna. Insomma: è una faccenda seria, di importanza internazionale, non la versione sfigata dell’8 Marzo. Le pagine dei giornali e i palinsesti televisivi sono già saturi di approfondimenti e di ipocrisia, posso quindi permettermi una digressione che tale, in fondo, non è.