Nel momento in cui scrivo mancano più di 24 ore a Italia vs Svezia ossia la gara di ritorno dello spareggio che deciderà chi, tra la Nazionale e gli Ikea-Boys parteciperà ai Mondiali di Russia 2018. Non so come finirà, in me convivono in parti uguali razionale pessimismo e romantico ottimismo, ma comunque vada domani sera, non saranno in pochi a pretendere la testa di Ventura. E’ una metafora, ok? Le dimissioni sono più che sufficienti. 

Nelle squadre di club in molti casi la carenza di risultati di una squadra è realmente dovuta all’errata gestione dell’allenatore, che infatti viene esonerato; in altrettanti casi, tuttavia, la sensazione è che sia solo l’anello debole di un meccanismo difettoso, causa sciagurata campagna acquisti, rivalità in spogliatoio o della mancanza di motivare i giocatori da parte della società.

Ho testimoni di quanto segue. Nel momento stesso in cui fu annunciato Giampiero Ventura come nuovo allenatore della Nazionale, la ritenni una scelta infausta. Troppo compassato, troppo paterno, troppo anziano. Perfetto per molte squadre, ma non per un gruppo di fighette metrosexual come quello che si sarebbe ritrovato a guidare. 

Le prestazioni dell’Italia a cui si è assistito nella fase a gironi della qualificazioni ai Mondiali ne sono la prova. A parte, forse, il pareggio casalingo con la Spagna e la vittoria in Israele, quanto abbiamo visto è una Nazionale pigra, svogliata, anarchica (in senso negativo, se mai ce ne fosse uno positivo). Persino il 5-0 casalingo con il Liechtenstein, in un momento in cui si faceva a gara con la Spagna per la differenza reti, fu un mezzo flop, con l’Italia capace di sbloccare il risultato solo al 35′. 

Sbaglia chi pensa che l’autostima del gruppo sia drasticamente calata dopo la debacle in Spagna. Una squadra, il cui valore complessivo supera i 500 milioni di euro, che fatica ad avere ragione, tra le proprie mura, di Israele, è una squadra carente di motivazione e fame di vincere, e se mancano questi due fondamentali elementi è chiaro che poi ci si debba aggrappare al singolo episodio o alla botta di culo o all’arbitraggio sfavorevole o al campo di gioco non perfetto.

La gara di andata. La Svezia batte l’Italia, una orrida, bruttissima, Italia cui hanno ostruito la marmitta, per 1-0. Gli scandinavi, per altro annunciando la cosa come se fosse una partita di biliardo -la palla 5 in buca ad angolo!- sono scesi in campo per far male. Fisicamente. Un po’ come nella vita reale, se non hai cervello ma sei alto 1.95, buttarla in rissa ti viene quantomeno naturale. E ci sono riusciti alla grande. 

Ora, non voglio metterla sul piano retorico dicendo che gli italiani, come indole, sono vili e alla lotta preferiscono la soluzione furbetta ai problemi. Ma di certo nessuno degli Azzurri gradiva molto l’idea di infortunarsi. Certo, un naso rotto o una distorsione al ginocchio non fanno piacere a nessuno. Ma è curioso che i nostri giocatori abbiano non solo mostrato una lentezza e svogliatezza da amichevole, ma che abbiano puntato più alla preservazione della propria integrità fisica che non al conseguimento di un risultato positivo. 

Chiaro, altri allenatori, come Lippi o Conte, avrebbero passato 90′ a bestemmiare contro quelle lumache con i capelli leccati e, a costo di minacciare loro e le loro famiglie, li avrebbero convinti a dare quantomeno il 70% delle loro capacità. Ma dopo l’ovvio ‘dagli all’untore‘ all’indirizzo di Ventura, la mia impressione è che i giocatori in campo -forse lo stesso Ventura?- rispondessero ad un’indicazione ben precisa: non fatevi male!

Non voglio scendere nel complottismo più bieco e indimostrabile, ma chi ha visto la partita, chi ha visto realmente la partita, non può non concedermi almeno un minimo di attenzione. 

E’ se la colpa non fosse di Ventura?

Riguardate Candreva, mentre -anche sull’1-0 per la Svezia!- cammina, al rallentatore, verso la bandierina per battere un corner. Guardate Immobile limitarsi a mettere il piedino, guardate i centrocampisti ignorare le fasce, pressoché sempre libere, visto che gli svedesi difendevano più le linee centrali, per fare più sicuri (per l’incolumità di tutti) retropassaggi o disimpegni in orizzontale, guardate la gratuita, idiota, auto-ammonizione di Verratti (già squalificato, salterà il ritorno), guardate Insigne entrare a soli 15′ dalla fine della partita. Ri-guardate l’intera partita con il germe di questo dubbio: è se fossero i Club ad aver impartito precise indicazioni a Ventura o ai propri giocatori di prendersela, diciamo, calma?

Quanto costerebbe al Napoli un eventuale infortunio -o una lecita stanchezza- di Insigne o Jorginho alla vigilia dello scontro casalingo con Il Milan e a una settimana dalla Champions League? Non dimentichiamo i problemi che causò alla società l’infortunio di Milik avvenuto proprio durante le qualificazioni ai Mondiali.

Verratti è stato pagato da PSG 100.000.000 di Euro (lo scrivo in cifre e per esteso, rende meglio) pensate che lo avrebbe ceduto in comodato d’uso per due, dico due, partite nel giro di quattro giorni? No, per quello che ha fatto vedere in campo il giocatore pescarese è più facile che il diktat fosse: ok, ti lasciamo fare la tua partitella con gli amichetti, ma poi porta il tuo culo qui a Parigi che devi fare i compiti!

Quanti sostituti del titolare Candreva ha disposizione l’Internazionale FC? Bonucci è costato al Milan 40 milioni di euro più quasi 10 milioni di euro l’anno: pensate dalla dirigenza gli abbiano mandato un sms con su scritto: forza! Dai l’anima a costo di morire in campo?

E Mourinho, a vedere con i suoi occhi che Darmian (18+2 milioni di euro) non si stressasse troppo in vista del Newcastle, il 18 Novembre, e del Basilea (Champion’s League, 22 Novembre)?  

L’ho detto, l’ho scritto e lo ripeto: Ventura non è, e non era, in grado di allenare la Nazionale. Non si può affidare l’Italia ad un tecnico, pur bravissimo, che non ha nel CV alcun top club (Modena, Cagliari, Torino, e Napoli -ma 13 anni fa). Ma si fa sempre più largo in me l’idea che l’ “affare nazionale” sia in realtà un braccio di ferro -o un perenne compromesso?- tra Sponsor, i cui protetti DEVONO giocare in Nazionale e i Club, che devono tutelare i loro acquisti e le quotazioni in Borsa. Ed è questo il motivo per cui l’Italia, il cui valore monetario complessivo in campo non è mai stato così alto, gioca che manco la squadra improvvisata degli Ammogliati. Dopo un pranzo, di diciotto portate, di nozze.

E quindi. C’è una regola della Federazione Italiana Giuoco Calcio che impedisce ai direttori tecnici di convocare giocatori di seconda fascia, di serie B o C, dell’Under 21, inesperti ma che abbiano FAME di vittoria, fiato per 90+5 minuti, voglia di combattere, di correre, di farsi un nome? E che, soprattutto, vedano la convocazione in Nazionale come il coronamento di un sogno di una vita, di un valore di onorare, e non come una rottura di coglioni?

L’Islanda (in caps lock: l’ISLANDA) andrà ai Mondiali, e ci andrà col cuore, con l’orgoglio nazionale, con il desiderio di indossare una maglia. Abbiamo venduto, seppur a caro prezzo, la tradizione calcistica italiana alle Società Commerciali, italiane ed estere. Comunque finisca Italia vs Svezia il giorno dopo l’idea del calcio che abbiamo dovrà essere restaurata. Lo dico da appassionato di questo sport prima che da Italiano: continuare a dar credito a questo Calcio, cinico e antipatriottico suo malgrado, è diseducativo, sbagliato, perverso.

 

In vista di Italia – Svezia: e se la colpa NON fosse di Ventura?

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