Nel 2012, un lustro fa, pubblicavo il mio primo e finora unico libro (spoiler alert: rimarrà il primo e rimarrà l’unico): Gambler Inside. Link nella colonna di destra. 

Rileggendolo con l’occhio ipercritico dell’autore che prova una sensazione simile a quella che proveresti TU se rileggessi, oggi, un tuo tema delle elementari, mi rendo conto che i concetti chiave del libro, che è una guida per aspiranti scommettitori professionisti, potrebbero essere riassunti in pochi, ma determinanti, punti chiave. 

Ora, se Gambler Inside mi avesse reso ricco, e non lo ha fatto, non sarei qui. E non credo avrei miglior fortuna con un eventuale Gambler Inside 2.0. Tuttavia la mia ‘vision‘ della scommessa sportiva è che sia, in questo momento, una delle pochissime forme di guadagno onesto e trasparente al 100% in Italia. A patto, ovviamente, di giocare presso bookmaker con concessione governativa (AAMS). Ma allo stesso tempo rischiosa. Rischiosissima. Perché la scommessa sportiva unisce, in un mix potenzialmente letale, un’attività che può generare alienazione e dipendenza ai più bassi istinti umani, come ad esempio l’avidità.

Gambler Inside 2.0

Questa volta è gratis, anche perché entro i patrii confini non appena chiedi un euro persino gli amici cominciano a guardarti con sospetto chiedendoti: “Oh non è che adesso diventi ricco non ci caghi più?“. Tradotto: maledizione istantanea -che su di me, purtroppo, in quanto persona sensibile, funziona SEMPRE. L’invidia sociale (e la mancanza di figa) è la piaga che sta portando l’Italia al collasso, altro che immigrazione e femminicidio.

Non ti chiedo nulla per quanto segue, ma sei invitato, privatamente e non voglio saperlo, a devolvere parte delle vincite che realizzerai in beneficenza. Organizzazioni come Save The Children, Medici Senza Frontiere, la Fondazione Telethon sono serie, usano realmente le donazioni per gli scopi dichiarati e svolgono una reale opera umanitaria / scientifica.

Ebbene sì, con questo ti sto dicendo che se seguirai le regole che seguono vincerai al punto da sentirti moralmente obbligato a sostenere un’associazione umanitaria a tua scelta.

Regola #1. Scommetti solo su competizioni che conosci alla perfezione

Applicare questa regola è più difficile di quanto tu pensi. Non ti basta conoscere, genericamente, “Il Calcio”. Devi conoscere tutto, ma proprio tutto, di un campionato. Non esistono tuttologi al mondo ed escludo che possa esserlo te. Ignora qualsiasi evento sportivo che non padroneggi alla perfezione: anche se, sulla carta, sembra un evento dall’esito scontato, anche se giochi pochi euro. 

Regola #2. Limita il numero di scommesse che fai in un giorno

Questa si spiega abbastanza da sola. La scommessa sportiva, oltre che la solidità dei propri processi predittivi, richiede disciplina, metodo. Passare ore di fronte ad un PC alla ricerca spasmodica di eventi su cui scommettere, dal mattino alla sera, è il modo migliore per alienarti e, prima o poi, perdere. 

Regola #3. Non scommettere se sei triste, depresso, ubriaco, sotto effetto di sostanze.

Le tue analisi non devono essere inquinate o subire distrazioni fisiche (alcool, droghe) o umorali (tieniti lontano dal bookmaker se hai litigato con la ragazza, se sei triste, stanco ecc.). Ogni scommessa deve essere sorretta dall’ambizione, sana e pulita, di vincere, pertanto il tuo umore deve essere al top. Se hai avuto la classica ‘giornata di merda’, non sarà una scommessa che la risolleverà, e comunque molto probabilmente quella scommessa la perderesti. 

Regola #4. Se scommetti LIVE, devi guardare l’evento su cui stai scommettendo.

Scommettere dal vivo, alla cieca, senza vedere con i tuoi occhi cosa sta succedendo in campo è la più grande stronzata dai tempi dell’invenzione delle Crocs. Non fidarti delle grafiche dei livescore, non significano nulla. Nel 2017 esistono decine di modi legali e illegali di assistere ad un evento sportivo. Approfittane. 

Regola #5. Non essere avido.

La più difficile in assoluto. Tenere a bada la propria avidità quando si sta vincendo è, credo, una delle cose più difficili al mondo. Evitare di farsi prendere dall’ansia di recuperare quando si sta perdendo è altrettanto arduo. Stabilisci un piano di guadagno, ad esempio: 10% del proprio bankroll, ottenuto il quale chiudi il PC e vai in palestra. Anche se ci sono altri tre incontri interessanti in palinsesto. Anche se sei in serie positiva. Riuscire a domare i propri istinti è la scommessa più difficile da vincere, ma è quella che dà più soddisfazione e ti rende una persona migliore.

Tutto qui?

Al netto di metodi di money management, strategie e tecniche (ognuno ha le proprie, che sperimenta e perfeziona anche in anni di gioco), sì. Non esiste la scommessa sicuramente vincente -ok, esiste la sure bet, ma per me è una speculazione, non una scommessa- ma esistono tanti, troppi, giocatori perdenti che se solo si imponessero disciplina e rispettassero, senza deroghe, il loro stesso piano di gioco, oggi sarebbero ricchi.

Del resto, come scrissi in Gambler Inside: C’è un motivo per cui William Hill gira in elicottero e tu no.

Non farti del male.

 

Gambler Inside (Reloaded and simplified)

Category: Sportsbook
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