Per ragioni sportive e di salute, pur non essendo astemio (giammai!), sono un abituale consumatore di birra analcolica da svariati anni. Non appena ne esce una nuova mi precipito a testarla e, con buona approssimazione, posso dire di aver assaggiato tutte le birre analcoliche attualmente in vendita in Italia. Se molti brand stanno, nell’ultimo periodo, spingendo anche lato marketing il loro prodotto senza alcool, significa che l’utenza di questo tipo di bevanda sta crescendo. Ritengo quindi un dovere civico —anche per svecchiare un po’ i contenuti del blog—  stilare una mia personale classifica delle migliori birre analcoliche sul mercato. 

Premessa e Disclaimer

La classifica, TOP 5, che segue è basata unicamente sul mio personale gusto. O disgusto per quelle non presenti, che dir si voglia. Non ho alcun rapporto commerciale con alcuno dei marchi sotto riportati. 

Come ho scritto in apertura, ho assaggiato tutte le birre attualmente in vendita in Italia (scrivo a Luglio 2018). Va da sé che ‘mettendoci la faccia’ e non essendo questo un blog anonimo su wordpress.com, non posso permettermi di scrivere che la pubblicizzatissima Birra Tal dei Tali ha un retrogusto di risciacquatura di piatti o che sembra una birra sgasata lasciata un mese sotto il sole. Perché è vero che a quanto pare si risparmia in prove organolettiche o indagini di mercato prima di mettere sul mercato una birra analcolica, ma per querelare un blogger e limitarne la libertà di opinione non si bada a spese. Quindi: in lista solo le birre che mi piacciono (e che sinceramente sono piaciute alle persone cui le ho fatte provare), fuori dalla lista tutte le altre e amen. 

Tre cose da sapere sulla birra analcolica

Amo la birra. Tu ami la birra. Tutti amano la birra. E sulla carta l’idea di una birra il cui consumo consenta di non ingrassare, di berne senza limiti, di potersi persino mettere alla guida dopo, è geniale. Tuttavia, soprattutto se sei amante della birra (come lo sono io) ci sono tre cose che devi tenere presente prima di metterne una scorta nel carrello della spesa. Dico carrello della spesa perché a tutt’oggi trovare un locale che proponga anche birre analcoliche è più arduo che trovare un idraulico a ferragosto. 

Il gusto

La prima brutta notizia: anche la più buona birra analcolica sul mercato non avrà mai il gusto gradevole della vera birra. Ad oggi non esiste una birra analcolica che ti faccia dire: “Ma dai! E’ analcolica???”. Le birre in classifica rappresentano un discreto surrogato se vi sono motivi reali per fare una scelta alcool-free: dieta, allenamento, problemi di salute, imminenti esami del sangue ecc. Ma se non vi sono reali condizioni che ti impediscono di bere una birra normale, non c’è motivo per bere un’analcolica. 

Occhio all’etichetta

Per quanto tutti i marchi facciano uso del termine “Analcolica”, che farebbe intendere l’assenza totale di alcool, in realtà molte birre presentano tracce di alcool, con contenuti pari a 0.5%, 0.3% ecc. Se per motivi religiosi devi bandire totalmente l’alcool -es: sei diventato mussulmano- leggi bene l’etichetta prima di acquistare una birra analcolica.

Non sono bevande dietetiche

L’assenza di alcool rende una birra analcolica meno calorica di una birra comune. Ma rimane comunque una bevanda gassata, cui sono aggiunti aromi. Quindi, scelta più salutare rispetto alla birra normale? Si. Scelta salutare in assoluto? Ovviamente no. 

Criteri di valutazione

Molto semplicemente. 1. Il Gusto: sa di birra? ha retrogusto gradevole? 2. Reperibilità: la si trova facilmente presso la GDO? 3. Prezzo: costa il giusto?

E finalmente, in ordine inverso, dalla quinta alla top 1, la…

CLASSIFICA DELLE MIGLIORI BIRRE ANALCOLICHE

5° POSTO: TOURTEL

E’ stata la prima, rimane una delle migliori. Non ha un gusto particolarmente distintivo, rimaniamo sempre in ambiente “birra da camionista”, ma non presenta alcun retrogusto sgradevole. Reperibilità massima, disponibile pressoché in tutti i supermercati. Prezzo medio, paragonabile ad una birra di medio livello. 

Gusto: 3/5 | Reperibilità: 5/5 | Prezzo: 3/5

4° POSTO: ARGUS (LIDL)

Sorprendente. Sarò sincero, non avrei mai scommesso 1 euro su una birra del Lidl. Tuttavia, costando 39 centesimi una latta da mezzo litro (non è un errore: trentanove centesimi!) ed essendomi ripromesso di dare una chance a qualsiasi birra analcolica, l’ho acquistata. Molto leggera nel gusto, ricorda (molto, molto, molto alla lontana) una weiss. Prodotta in Italia, reperibile solo presso supermercati della catena LIDL. Peccato che l’unico formato sia in lattina.

Gusto: 3,5/5 | Reperibilità: 4/5* | Prezzo: 5/5 (con Lode)

3° POSTO: CLAUSTHALER

La Clausthaler Original è quella che ho sempre consigliato come migliore birra analcolica sul mercato. Vincitrice di numerosi premi al WBA (World Beer Award) negli anni scorsi. Una delle bevande analcoliche più vicine alla vera birra che fosse disponibile fino all’anno scorso. Reperibilità non altissima, si trova ma non sempre. Prezzo congruo. L’etichetta dichiara 0,0% di alcool.

Gusto: 4/5 | Reperibilità: 3/5 | Prezzo: 3/5

2° POSTO: BECK’s BLUE

Medaglia d’argento per la Beck’s Blue. Il gusto leggero ricorda (alla lontana) più la Beck’s Next che la diretta cuginetta alcolica. Diciamo: una Beck’s ‘vorrei-ma-non-posso’. Che però, servita alla temperatura giusta, non ti fa immediatamente pensare che sia la versione mormona di una birra vera. Zero retrogusti strani, si sente chiaramente il luppolo. Al contrario della Beck’s normale, non è ancora diffusissima nei supermercati più piccoli. Prezzo allineato grosso modo alla classica e alla Next per un pacco da 3 bottiglie da 33.

Gusto: 4,5/5 | Reperibilità: 3/5 | Prezzo: 3/5

1° POSTO: CLAUSTHALER UNFILTERED

And the winner is. Di nuovo un prodotto del brand Clausthaler, ovver la versione “Unfiltered”. Vale a dire una keller, dal gusto leggermente amaro e colore torbido. Al contrario della sorella classica, ha una piccola % di alcool. E’ l’unica birra in lista che può veramente ingannare il palato e nascondere la sua natura analcolica. In commercio, ma bisogna ancora essere fortunati per trovarla presso la grande distribuzione. 

Gusto: 5/5 | Reperibilità: 2,5/5 | Prezzo: 2,5/5

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Sintesi finale

Qual è la migliore birra analcolica?

Di seguito la classifica sintetica finale delle migliori cinque birre (o bevande gusto luppolo) disponibili attualmente sul mercato italiano.

  1. Clausthaler Unfiltered: keller dal gusto amaro e dal colore torbido. Il brand, Clausthaler, è una garanzia. Prezzo mediamente più alto delle altre analcoliche, reperibilità ancora problematica presso la GDO.
  2. Beck’s Blue: Gradevole anche se non persistente aroma di Luppolo. Simile alla Beck’s Next. Prezzo allineato con le altre birre dello stesso brand. Discreta reperibilità.
  3. Clausthaler Classic: pluripremiata ai WBA, gusto paragonabile ad una normale birra lager. Prezzo medio, buona reperibilità presso la GDO.
  4. ARGUS (Lidl): a dispetto del prezzo supereconomico, questa bevanda che ricorda molto una weiss presenta gusto leggero, privo di sgredevoli retrogusti. Prodotta in Italia.
  5. Tourtel: la capostipite delle birre analcoliche, rimane una delle migliori. Gusto luppoloso anche se poco persistente. Ottima reperibilità presso la Grande Distribuzione.

 

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Per commenti e opinioni (sempre gradite)

Ricordo ad eventuali commentatori, che la classifica è comparativa tra birre analcoliche. Inutile venire a contestare che “La Ceres è più buona“, oppure “Niente di meglio di una birra artigianale”. Grazie al cazzo, direi. Se dico che la ARGUS analcolica del Lidl è ‘ottima’, non sto certo dicendo che è la più buona birra della storia: sto dicendo che tra le birre analcoliche se la può giocare alla grande. 

Classifica: Le migliori birre analcoliche sul mercato

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