letter

Arriva un giorno in cui bisogna fare i conti con le tracce lasciate dai propri errori. Quel giorno arriva. Sempre. Distorci, violenti e neghi la tua natura illudendoti che quel giorno possa non arrivare. Ma arriva. Sempre. Così ti sottometti all’ipotesi, ma ne proietti le conseguenze in un futuro ignoto e parallelo che, chissà, potrebbe dimenticarsi di te.
Poi scopri improvvisamente che quel giorno è ieri. E tutto ciò che desideri è un bagaglio leggero.

Il sogno che si avvicina. Sempre più. Fino a sfiorarti. E l’eco di ogni pensiero distratto, lo strano profumo della pioggia e del mare, ogni tremore alla bocca dello stomaco assume un senso, una provenienza e una destinazione. Ti scopri non troppo dissimile da una formica, da una locusta, da una giraffa: il libero arbitrio è psicosi, il determinismo è paranoia.

Ti auguro serenità e pace, sempre e ovunque, Susanna. Perdonami, se puoi.

Addio.

ps: se non ti ricordi di me, tanto meglio; potrei coinvolgerti in un commovente amarcord comprensivo di luoghi ed eventi, ma come avrai intuito non ho molto tempo e mi mancano ancora le lettere “T”, “U”, “V” e “Z”.

The dream, the letter

Category: Novels
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