Hiroshima

L’arma definitiva cui ci si aggrappa allorquando abbia fallito tutto il resto. Che cos’è la lettera d’amore se non l’imposizione, arrogante e pretenziosa, del proprio dramma ad una persona che sui tuoi sentimenti ha già esplicitamente defecato? Pensaci bene, amico mio. Nel mondo reale, nel corso dell’intera storia dell’umanità, l’epilogo di quante storie disperate o impossibili è stato ribaltato grazie ad una missiva amorosa?

La voce dell’amante rinnegato è niente più di un patetico e fastidioso lamento. Un nudo folle malamente celato dietro la certificazione della propria sconfitta. L’animale meno carismatico, sensuale e desiderabile del pianeta. Un sadomasochista che corre incosciente verso la propria, personale, Hiroshima, si aggrappa all’effimero piacere di sentire su di sé il pensiero della donna amata, sventolando un piagnisteo che non conferirà dignità alle proprie emozioni e ai propri desideri. Il requiem maestoso e fiero, il canto di un bellissimo cigno, cacofonico quanto le urla di un maiale sgozzato, quanto il rantolo di un timido suicida.

IN-DULGE: To allow (oneself) unrestrained gratification.

Cambia strada, piccola, è tutto finto. Non è di elettroni che è costituita la materia che io chiamo realtà. E prima che tu te ne possa accorgere, sarò svanito. Nel nulla.

Stuart D.

Hiroshima / IN-DULGE

Category: Novels
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