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	<title>Being Stuart &#187; Memorabilia</title>
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	<description>Stuart Delta sito ufficiale</description>
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		<title>Been [ever] tasting her.</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 10:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Milano. Ore 23,09. Camera d&#8217;albergo. Sul letto il mio corpo e il mio entusiasmo cinico e ingenuo. Sparsa per la stanza un po&#8217; della mia vita: un notebook in stand-by, vestiti Armani, un paio di Nike, telefono cellulare e poco altro.
Sono le undici passate e c&#8217;è la mia testa, tra le sue gambe. Ho la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano. Ore 23,09. Camera d&#8217;albergo. Sul letto il mio corpo e il mio entusiasmo cinico e ingenuo. Sparsa per la stanza un po&#8217; della mia vita: un notebook in stand-by, vestiti Armani, un paio di Nike, telefono cellulare e poco altro.</p>
<p>Sono le undici passate e c&#8217;è la mia testa, tra le sue gambe. Ho la lingua tesa e quasi dolorante e i miei gemiti sono in realtà un maldestro tentativo di partecipare alla sofisticata colonna sonora che accompagna i nostri movimenti. Nella mia mente l&#8217;immagine vivida di una mosca che ronza su una merda.<br />
Lei mi lascerà giocare con il suo corpo e in cambio le porgerò il mio cuore, che sarà una tela su cui, emulando Fontana, praticherà dei profondi tagli.<br />
E&#8217; arte concettuale anche questa.</p>
<p>Il fatto che abbia abusato di alcool e antibiotici e mi ritrovi un uccello inservibile è tutto sommato un fattore secondario, una contingenza temporanea indegna persin di fungere da alibi. Sarà la prossimità a quel luogo caldo e umido da cui l&#8217;esistenza stessa ha inizio, ma non riesco a non pensare (ossessivamente) che la vita è stronza. Semplice e stronza.<br />
E&#8217; meditazione trascendentale anche questa.</p>
<p>La mia bocca viene risucchiata dentro fino all&#8217;utero, infilo anche la testa, mi stringo nelle spalle e penetro con tutto il torace, con la strada spianata è uno scherzo scivolare più in profondità, bacino, cosce, gambe e infine i piedi. Ora, solo ora, mi sento davvero protetto. Da me stesso, innanzitutto.</p>
<p>Milano. Ore 23,49. Ha un orgasmo. La osservo. E&#8217; bellissima. Lei mi osserva come se stesse ammirando la sua opera d&#8217;arte meglio riuscita. Se potesse, piangerebbe; e sono certo che intimamente, segretamente, una piccola lacrimuccia dagli occhi verdi è scesa. Gli artisti, quelli veri, piangono dinnanzi alle loro creazioni. Perchè in ogni quadro un pezzo della loro anima si stacca e va ad abitare, per sempre, sulla tela, diventando la diapositiva più realistica del loro inconscio. Gli artisti anelano l&#8217;immortalità morendo un po&#8217;, giorno dopo giorno. Inginocchiato, il volto profuma di lei e il sangue che sgorga dal mio cuore graffiato rende ancor più colloso e fastidioso il contatto con le lenzuola.</p>
<p>Ripercorro, in rapida sequenza, il succedersi degli avvenimenti che mi hanno portato qui stanotte. La prima volta che la vidi fu la prima volta che scappai dinnanzi ad una donna. Troppo bella, troppo profonda. Lei era uno dei complicati marchingeni di cui si serve la vita per comunicarti -non senza un briciolo di autocompiacimento- che non vali un cazzo.<br />
Lenti passarono i giorni, durante i quali cercai di estrarre la spada da cui ero stato trafitto. Ma questa sera ero troppo arrabbiato per sentirmi vulnerabile. Avrei affrontato anche la morte, se la morte avesse avuto il coraggio di affrontare me. Così ho affrontato lei. La teoria del caos: mutamenti, anche infinitesimali, delle condizioni iniziali di un sistema possono causare estreme conseguenze.</p>
<p>Milano. Ore 00,29. Luci spente. C&#8217;è la sua testa, sul mio petto. Sdrammatizzo il buio disegnando con l&#8217;indice piccole lettere sulla sua schiena. Ancora mesmerizzato da uno strano profumo di agrumi sudati mi accorgo di aver scritto &#8220;palindromo&#8221;, per ragioni a me tutt&#8217;ora ignote.</p>
<p>&#8220;Ti amo&#8221;.<br />
&#8220;Ti amo&#8221;.<br />
&#8220;Non offenderti se dormendo mi allontanerò&#8221;, mi sussurra.<br />
&#8220;Non preoccuparti&#8221;.<br />
_</p>
<p>Originalmente pubblicato nel 2007 su &#8220;U l t r a t a s t e d &#8220;.</p>
<p>Riferimento su <a href="http://web.archive.org/web/20070501200552/ultratasted.blogspot.com/2007/02/been-ever-tasting-her.html" rel="nofollow">Archive.org (Wayback Machine), <strong>1 Novembre 2007</strong></a></p>
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		<title>Sequoia Noise</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 10:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memorabilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;aria risuona il silenzio delle mie labbra che non stanno percorrendo la tua schiena, delle mie mani che non stanno colpendo le tue natiche e della mia pelle che non si sta scaldando sulla tua (secondo una delle più sputtanate Leggi della Termodinamica); i tuoi gemiti non fanno rumore, cammini a due metri dal pavimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;aria risuona il silenzio delle mie labbra che non stanno percorrendo la tua schiena, delle mie mani che non stanno colpendo le tue natiche e della mia pelle che non si sta scaldando sulla tua (secondo una delle più sputtanate Leggi della Termodinamica); i tuoi gemiti non fanno rumore, cammini a due metri dal pavimento per non farti sentire.</p>
<p>Il folle tenta di abbattere una sequoia con un cuscino. Io sono quel folle. E potresti esserlo anche tu, se solo fossi profonda abbastanza da volerlo. Le nostre emozioni produrrebbero il medesimo rumore: intenso ma ovattato, caldo ma breve.</p>
<p>Non sei morta, non dormi, non sogni. Semplicemente non sei qui.</p>
<p>Sono in ritardo. Come sempre. Uno dei pochissimi narcisistici vezzi che mi concedo (boxer firmati a parte). Mi attendi. Fa freddo. Il dolce pensiero di te che ti torturi nel dubbio. Sorrido al pensiero che ti vendicherai, lasciandomi nel limbo di ciò che sarebbe stato e non sarà mai. E lo farai con quella violenza di cui solo il silenzio e l&#8217;indifferenza possono macchiarsi.</p>
<p>Mi allontano. Ti allontani. Ora esisti. Dentro di me. Una piccola cicatrice sulla corteccia che si confonde tra altre: incisioni inflitte e subìte, un quadro surrealista, un mosaico di immagini che si incrociano e si fottono a vicenda dando vita a forme e colori astratti che solo la memoria e la lucida pazzia riescono, talvolta, a spiegare.</p>
<p>Non sei viva. Ed è per questo che ti auguro di vivere. Vivere per davvero, e non solo secondo la tua limitata percezione dell&#8217;esistenza. Prima o poi.</p>
<p>_</p>
<p>Originariamente pubblicato su &#8220;U l t r a t a s t e d&#8221; nel 2007</p>
<p><a href="http://web.archive.org/web/20071012030112/ultratasted.blogspot.com/2007/10/sequoia-noise.html" target="_blank rel="nofollow">Riferimento su Archive.org (Wayback Machine), 12 Ottobre 2007</a></p>
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		<title>The Tower of Babel</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 10:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; il terzo Cointreau. No. Non è vero. Ho mentito. Ne ho bevuti molti di più. E&#8217; il settimo terzo Cointreau che ingurgito. Lo sento scendere lungo l&#8217;esofago e rimbalzare sulle pareti dello stomaco. A breve verrà filtrato dal fegato e trasformato in proteine, zuccheri, grassi, feci e urina. Forse sono i reni che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; il terzo Cointreau. No. Non è vero. Ho mentito. Ne ho bevuti molti di più. E&#8217; il settimo terzo Cointreau che ingurgito. Lo sento scendere lungo l&#8217;esofago e rimbalzare sulle pareti dello stomaco. A breve verrà filtrato dal fegato e trasformato in proteine, zuccheri, grassi, feci e urina. Forse sono i reni che si occupano di questo vitale processo? O il pancreas? Le conoscenze che ho, in materia di apparato digerente, si limitano a poche rudimentali regolette: se mangi tanto ingrassi, se mangi poco dimagrisci, se bevi troppo dici cazzate e poi vomiti e poi ti addormenti e poi ti svegli e poi ti senti una merda (del tipo bovino: grande, floscia, puzzolente).<br />
Non sono neanche bravo a rollare le canne. Ho i polpastrelli troppo lisci, un blocco psicologico o più semplicemente sono privo di questo specifico talento. Infatti quella che sto fumando ricorda molto uno Zeppelin deforme che va a fuoco, un bizzarro tizzone che si sgonfia tra le dita.</p>
<p>Questo triviale cappello introduttivo ha un senso. L&#8217;analogia tra le parole che si scambiano gli innamorati e la biblica Torre di Babele non mi sarebbe venuta se non mi trovassi in un pericoloso (visto il mio sadomasochismo non-solo-intellettuale) stato di coscienza alterata.</p>
<p>Della Torre di Babele si parla nella Bibbia, precisamente nella Genesi (11, 11-9). Gli uomini decisero di costruire nell&#8217;attuale Mesopotamia un edificio altissimo. Tanto elevato da toccare il cielo, e quindi Dio. Ma Dio, di cui è nota la totale mancanza di sense of humour, cosparse il cantiere di insana follia, tanto che muratori, imbianchini e carpentieri cominciarono a parlare lingue diverse, non capendosi più. Il progetto naufragò e la Torre di Babele divenne la prima opera pubblica incompiuta della storia.</p>
<p>A molti amanti succede la stessa cosa. Nel loro cuore custodiscono sogni e aspettative, le loro parole trasudano profondità, gioia, sentimento. Costruiscono insieme, frase dopo frase, un castello fatto di complicità, passione e amore. Ma quando stanno per raggiungere (talvolta quando hanno già raggiunto) il paradiso avviene qualcosa di non ben definito che progressivamente devasterà la loro comunicazione. E come i biblici manovali cominceranno a parlare lingue diverse: la dolcezza verrà percepita come offesa, un consiglio diventerà una critica, una considerazione diventerà un attacco frontale.</p>
<p>Nel 2007 viviamo di comunicazione. Cellulari (con tariffe agevolate per rompere i coglioni a chiunque a qualsiasi ora), Email, Instant Messaging e forum e quant&#8217;altro. Si studia la PNL (programmazione Neuro linguistica), ci si circonda di tante stronzate per comunicare il nostro benessere al prossimo, ormai anche durante una normale chiacchiera tra ubriachi ci si atteggia come i reclusi del Big Brother. Non conta cosa si dice ma come lo si dice.</p>
<p>Le relazioni che vivono unicamente di parole, sono destinate a morire.</p>
<p>Se solo gli innamorati riuscissero a rimanere in silenzio senza per questo sentirsi vuoti, non ci sarebbe dinività capace di sottrar loro il diritto di accedere al Paradiso.<br />
Per tale ragione sono un peccatore. Le mie parole hanno rovinato tutto. E non merito il Paradiso. E tutto sommato non lo voglio. Non lo voglio più. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.</p>
<p>Chiudi quella cazzo di bocca. Adesso.</p>
<p>__</p>
<p>Originariamente pubblicato su &#8220;U l t r a t a s t e d&#8221; nel 2007</p>
<p><a href="http://web.archive.org/web/20070226214758/ultratasted.blogspot.com/2007/02/tower-of-babel.html" rel="nofollow">Riferimento su Archive.org (Wayback Machine), 26 Febbraio 2007</a></p>
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		<title>Mary (the complete collection)</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 12:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memorabilia]]></category>

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		<description><![CDATA[In un’unica pagina i tre brani (+1) della “Mary situation” (2007), una fiction tragicomica e sadomasochistica fatta di amore, repulsione, fuga, abbandono, morte (presunta).
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Riunisco in un&#8217;unica pagina i tre brani della &#8220;<strong>Mary situation</strong>&#8221; (2007), una fiction tragicomica e sadomasochistica fatta di amore, repulsione, fuga, abbandono, morte (presunta).</p>
<p>___</p>
<h3>Lucky guy on Saturday night</h3>
<p>Web archive (Wayback Machine) reference, <a href="http://web.archive.org/web/20071103150735/ultratasted.blogspot.com/2006/12/lucky-guy-on-saturday-night.html" target="_blank" rel="nofollow">3 novembre 2007</a></p>
<p>This is a message. This is an open letter. This is an useless post. This represents my motherfucking attitude. Mi ucciderai. Ed ecco come. Goddamn you r gonna kill me, Mary.</p>
<p>Sto ascoltando la canzone più bella di questo fine autunno. &#8220;Beware of the dog&#8221; di Jamelia, un fork di Personal Jesus dei Depeche Mode su cui il produttore di quest&#8217;adorabile negretta (nel vero senso della parola, mai vista una donna che susciti desideri foot fetish come lei&#8230;) ha compilato un pezzo funky-power-pop da urlo. Il classico ritmo che riesce a sdrammatizzare la sveglia alle 7,00, il babbo natale di pezza che pende sul mio terrazzo, le purulente cicatrici sui polsi che ancora non mi fanno dormire.</p>
<p>Senza accorgermene batto i piedi sul pavimento. I miei vicini invece notano il solaio tremare e a colpi di scopa, bestemmie e telefonate anonime mi intimano di smettere.<br />
Ricevo un&#8217;email da Mary.</p>
<p>Attimo di imbarazzo. Fumo una Camel (si, fumo anche!). Perchè cazzo fai finta di tenere a me? Ti rispondo qui, e ora. Sono troppo ubriaco per chiamarti, ma sono lucido abbastanza da dedicarti una lettera.</p>
<p>Sono pazzo, Mary. Devi saperlo prima che possa farti del male. Mi ami perchè sono sempre tranquillo, timido, indipendente da abbracci sorrisi strette di mano amici e nemici. Perchè scrivo bene e lasci scie organiche sulla sedia quando leggi le mie lettere. C&#8217;è il caos dentro di me, un uragano di violenza che a malapena riesco a contenere e che un giorno esploderà in tutta la ferocia. Passerò con un caterpillar sopra qualcuno, e non voglio che tu sia lì.</p>
<p>Potevi chiamarmi, però.</p>
<p>Sabato ci vedremo. La bella notizia è che da te, Sabato, ci verrei anche a piedi, in ginocchio, sgranando un rosario e immolandomi in nome di San Gennaro (o un altro santo di equivalente compiacenza). E se non hai cambiato idea, nonostante il destino mi abbia boicottato con una sodomia preterintenzionale assurda, ci sarò.</p>
<p>Stabiliamo tranquillamente i ruoli.</p>
<p>Tu sarai la strafiga, io lo sfigato che verso la fine del film, dopo averne passate di tutti i colori (mentre la già citata figona se ne passava di tutti i colori) , riesce ad avere la sua lucky night.<br />
Quindi pretend you&#8217;re a diva, cammina un metro sopra il terreno (terreno che per decenza non bacerò, sappilo), non parlarmi, se non vuoi, ma non tirarti indietro. Non sono un eroe, tu non sei un&#8217;eroina (e non sei eroina), siamo solo spazzatura come tutti ma sarà bello fare finta di far parte di qualcosa di importante, del nostro B-movie. Mi esalterò guardando i miei sogni cadere in pezzi, leggendo nei tuoi occhi il disgusto, l&#8217;odio e la rabbia che ti porteranno ad uccidermi.</p>
<p>Io non ho nulla da perdere. Non ho proprio un cazzo da perdere. E&#8217; merda ciò che mangerò. Ma almeno concedimi un po&#8217; di mayonaise. Renderà il tutto più facile da digerire.<br />
Scapperai come hai fatto dopo quella notte, fuggirai in e da quel fottuto buio. Ricordo la tua pelle, liscia, profumata, istigazione al cannibalismo, la tua voce leggermente roca, le tue risate, il tuo nasconderti, i tuoi insulti. Blame on me, damn.</p>
<p>Scappa ora, Mary. Altrimenti uno di noi non sopravviverà.<br />
Ti amo, e non posso correre troppo velocemente. Non riesco a prenderti.<br />
Kill me.</p>
<p>___</p>
<h3>Worms</h3>
<p>Web archive (Wayback Machine) reference: <a href="http://web.archive.org/web/20071103152336/ultratasted.blogspot.com/2006/12/worms.html" target="_blank" rel="nofollow">3 Novembre 2007</a></p>
<p>Visto? Sono morto.</p>
<p>Odio avere ragione. Cazzo! Avevo previsto tutto.<br />
Sento ancora i tuoi fottuti sputi sul viso, le tue risate nelle orecchie, il tuo disgusto negli occhi. I miei. Ormai non sento più nulla. Potrei anche essermi pisciato nei pantaloni. Che importa ormai?<br />
Tutto sommato non è così male. L&#8217;unico vero fastidio sono i vermi. Cristo non li sopporto, viscidi e voraci, mangiano la mia carne e la trasformano in concime.</p>
<p>Sto mutando in merda, lentamente.</p>
<p>Potrei diventare uno spettro e tormentare le tue notti future, motherfucking bitch from hell.<br />
Ma non lo farò. Sarò uomo, più da morto che da vivo. Quel tizio sempre felice e ottimista che ti accoglieva con un sorriso e ti desiderava con l&#8217;ingenuità di un bambino, si avvicinava con il cuore pronto ad esplodere, che ti aveva confuso con il 50% di qualcosa di importante ora non c&#8217;è più.</p>
<p>Sono merda. E tu lo hai sempre saputo.</p>
<p>Come un gatto mi donavi i topi morti che avevi catturato. Lascia perdere, non so più che farmene. Ho lo stomaco pieno di quella spazzatura che rivendevi come emozioni. Sto per vomitare. Sei più maschilista di me, perchè sai benissimo che saranno in molte a pagare per quest&#8217;omicidio. E&#8217; questione di equilibrio cosmico, niente di meno: do not underestimate it.</p>
<p>Sto dissolvendomi, lentamente.</p>
<p>Sappi una cosa. Tu non hai fatto nulla di diverso da ciò che ti ho permesso di fare, da ciò che volevo tu facessi, da ciò che pretendevo da te. You think you were in control. Il tuo libero arbitrio non ha valore. Non sei nulla e non sei mai stata nulla per me. Se soffro, se muoio, se sparisco è perchè io ho bisogno di tutto questo. Sei una sottile linea in un disegno che non puoi capire. Tutto questo è inutile, non troverebbe giustificazione neanche come regalo riciclato e non è con me che riconquisterai la tua perduta verginità.</p>
<p>Mi sono dissolto. E sei troppo stupida per rendertene conto.</p>
<p>Non esisto più. Sono protagonista di una purificazione che passa attraverso il rifiuto, l&#8217;abbandono, la sofferenza. Un contrappasso necessario, anticipazione della mia più importante trasfigurazione: l&#8217;ultima. Sono già lontano, tu sei lontana. Nuova aria riempie i miei polmoni, passa attraverso le mie ossa, rinfresca i miei muscoli; sono ancora un po&#8217; sporco di te e del pattume che definisci vita ma non è una sensazione insopportabile. Non esisto più. E&#8217; l&#8217;ultimo favore che ti faccio.</p>
<p>Non me n&#8217;è mai fregato nulla. Sei merda, come me.</p>
<p>___</p>
<h3>Mary, Epilogue</h3>
<p>Web archive (Wayback Machine) reference: 2 referenze, <a href="http://web.archive.org/web/*hh_/ultratasted.blogspot.com/2007/01/mary-epilogue.html" target="_blank" rel="nofollow">1 maggio 2007 e 3 novembre 2007</a></p>
<p><strong>Un uomo non deve specchiarsi nello sguardo delle donne che lo amano, ma in quello delle donne che lo respingono. Perchè in loro c&#8217;è sempre un po&#8217; di lui . Quindi stammi lontano, Shakespeare!</strong></p>
<p>Erano anni che non bevevo una Ceres di prima mattina. Informo quei tre cazzoni che mi leggono che la scomoda guest star di questo blog, Mary, non troverà più spazio su queste pagine.</p>
<p>L&#8217;infelice epilogo di questa storia era stato ampiamente pronosticato, eppure fino all&#8217;ultimo avrei ben volentieri puntato 1 euro su un sorprendente happy-ending.<br />
Ma la mia vita non è un romanzo di Coelho e non sono mai stato un bravo scommettitore.</p>
<p>Tra insulti, silenzi, incomprensioni, minacce, recriminazioni, fughe, ritorni: ecco come finisce la &#8216;relazione&#8217; (termine iperbolico, lo ammetto) tra due persone che viaggiano nella stessa direzione, ma su due binari diversi.</p>
<p>L&#8217;emozione di baciare le tue labbra, il tuo ribrezzo per aver baciato le mie. Il desiderio di sfiorare la tua pelle, il disgusto per aver dormito vicina a me, il tuo piede (destro) che segue nella penombra del mattino le linee del mio torace, disegnando nella tua mente un&#8217;immagine orripilante, la mia gioia nel vederti sorridere, la tua rabbia nel vedermi sorridere, e quando tu&#8230; NO. Sto per vomitare, cazzo. Sto cercando di rendere profonda e poetica la più banale delle situazioni pseudosentimentali. Storie così ne nascono e muoiono ogni giorno, in ogni parte del mondo. Noi non siamo diversi, Mary. Non siamo migliori. Siamo solo due pezzi di sanguinolenta carne che camminano, che un giorno verranno sotterrati e digeriti. Niente di più.</p>
<p>Oggi ti odio, Mary. E non ti odio perchè non mi hai amato come desideravo. Non ti odio perchè mi hai mentito. Non ti odio perchè ho capito che l&#8217;unico problema è la mia non conformità ai tuoi inderogabili standard di bellezza. Ti odio perchè a causa tua ho tristemente compreso quanto superficiale e vuoto io sia sempre stato.</p>
<p>Il passato è una zavorra di cui mi libero facilmente, potessi farei alla griglia il mio stesso cordone ombelicale, la cura di bellezza che il tempo effettua sui ricordi, sui miei non ha effetto alcuno. Per questa ragione non esiste persona che abbia più o meno orbitato nella mia vita che potrebbe, oggi, donarmi nuove emozioni. Ma ciò non toglie che io debba rispetto alle donne che mi hanno amato: ho il dovere morale di essere sempre all&#8217;altezza dell&#8217;immagine che avevano di me, in ogni momento e circostanza della mia vita.</p>
<p>Continuare a fare il piccolo perdente inseguitore, subalterno dei tuoi invadenti ex amori e dei tuoi amici immaginari, in nome di un tuo sorriso, di un tuo minimo cenno, significherebbe offendere e rinnegare ingiustamente i sentimenti di persone che, al contrario di te, avrebbero fatto di tutto per rendermi felice.<br />
Persone meravigliose che ho deriso, sfruttato e da cui silenziosamente e vigliaccamente sono scappato. Usavo la loro sofferenza come propellente per alimentare la mia superbia, dileguandomi -senza pagare il conto- solo quando i loro lamenti si trasformavano in fastidio. Mi credevo un Dio. Ma un Dio, per definizione, è perfetto. E io non lo sono. Tu non lo sei.</p>
<p>E ora non mi rimane che l&#8217;ambizione di diventarlo davvero, un Dio. Le cose che odio di te sono le cose che, oggi, odio di me. E non voglio essere così.</p>
<p>___</p>
<p>Mary special guest in:</p>
<h3>Prince of RSM &#8211; 1</h3>
<p>Web archive (Wayback Machine) reference: riferimenti da <a href="http://web.archive.org/web/*hh_/ultratasted.blogspot.com/2006/12/prince-of-rsm-part-i.html" target="_blank" rel="nofollow">4 Febbraio 2007 a 3 novembre 2007</a></p>
<p>Breve e doverosa (si offenderebbero, altrimenti) premessa. Mi trovo a Ferrara in questo momento, ospite di Tommaso, Monica I e Monica II, rampanti thirty-something che condividono 120 mq arredati Ikea e dotati di Wi-Fi nel quasicentro della città; il clima a tratti demenziale che si respira qui (in alcuni momenti mi sento come in un remake di Three&#8217;s company), farebbe tornare il sorriso anche al cugino depresso di Nosferatu. Grazie per l&#8217;inaspettata ospitalità e per i 2 lt. di Lambrusco.<br />
In valigia ho messo tutto ciò che mi serve. Due boxer, due magliette, camicia, calze&#8230; l&#8217;abito buono adagiato su una gruccia, una compilation su CD masterizzata all&#8217;ultimo minuto, cellulare, notebook e relativi caricabatterie.</p>
<p>Lascio a casa &#8220;Un ragazzo&#8221; di Nick Hornby; fingo di dimenticare i &#8220;sostitutivi del pasto&#8221;, che ultimamente costituiscono la mia unica fonte di nutrimento, e Mary non partirà con me.</p>
<p>Non ti chiamerò, Mary. Puoi scommetterci la tua stronza vita che non lo farò. Piuttosto pagherò (5,00 €) un albanese perchè mi sgozzi, piuttosto fonderò il telefono umiliandomi -per ore e per finta!- con una mia ex, piuttosto sfiderò a testate un tir sulla A1 [truck vs man, truck always wins], ma non ti cercherò.</p>
<p>Headin&#8217; to Republic of Saint Marino</p>
<p>La fitta e grigiastra nebbia spalmata sull&#8217;autostrada rende il viaggio più triste e monotono e amplia questa fastidiosa sensazione di solitudine; i vetri parzialmente appannati mi isolano ulteriormente da questo spettrale contesto. Sono un minuscolo ed insignificante puntino che si muove a 100 km/h verso sud seguendo le linee della seconda corsia, quella dei non-troppo-veloci e dei non-troppo-lenti, della verità che risiede nel mezzo, della mediocrità.</p>
<p>Mi giro verso il lato passeggero e uno strano ghigno si disegna sul mio volto. Per un attimo intravedo la sagoma di una donna (che non nomino più per limitare la crap-density) che sorride e canta. Per un attimo intravedo la sagoma di una donna (che non nomino più per limitare la scum-density) che ride e balla. Per un attimo intravedo la sagoma di una donna (che non nomino più per limitare la bullshit-density) che sorride, canta, ride e balla. Con un altro uomo.</p>
<p>Mi fermo in una piazzola di sosta. E&#8217; solo un pit-stop, stronzi. Mi bastano 2 minuti. Il tempo necessario a togliermi la giacca di pelle e rimanere in camicia, stappare la bottiglia di Gewurztraminer che avevo portato per l&#8217;occasione e organizzare una generos(issim)a degustazione sul posto. Il freddo penetra attraverso il cotone senza trovare resistenza, lo stomaco mi si contrae e sono costretto a serrare con forza la lingua sul palato per non restituire immediatamente il vino a madre terra.</p>
<p>Mi rimetto alla guida. Chi è il mediocre? Ho la bottiglia di traminer incastrata tra le gambe come fosse una protesi fallica. Chi è il perdente? Alzo il volume dell&#8217;autoradio a livelli proibitivi. Attaccano i Korn con &#8220;Here to stay&#8221;: This state is elevating, as the hurt turns into hating, Anticipating all the fucked up feelings again! Premo sull&#8217;acceleratore. 120, 130, 140 km/h&#8230; i cartelloni indicano nebbia e il limite di 50 km/h&#8230; 150 km/h &#8230; Sorpasso un autotreno, lo spazio per passare è angusto &#8230; 160 km/h &#8230; Canto a squarciagola: The hurt inside is fading This shit&#8217;s gone way too far&#8230; sorpasso una station wagon farcita al gusto di &#8220;famiglia unita e felice&#8221;. Stammi lontano, i tuoi figli non devono pagare per tutto questo!</p>
<p>Esco a Rimini Sud verso le 20.30. Sono ubriaco. Ora, se non altro, sarei in grado di riconoscermi allo specchio.<br />
L&#8217;ultimo centilitro di vino lo trangugio di fronte allo sguardo esterrefatto del casellante, a cui sorrido con disinvoltura. Prima che tu possa avvertire la Stradale sarò già lontano. Buon anno, maritino. Lo sai che cosa sta facendo in questo momento tua moglie? Tranquillo, fratello, ti capisco benissimo.</p>
<p>Durante il periodo natalizio i laboratori dell&#8217;Eminflex sono chiusi e adoro spacciarmi per consulente seo &amp; web visibility. L&#8217;incontro a San Marino con il mio nuovo cliente è fissato per domani mattina. Mi è stata prenotata una camera (si rivelerà poi essere una specie di suite) presso il Touring Hotel di Miramare, Rimini.</p>
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		<title>Sweetly, briefly, gently&#8230; Kiss My Ass!</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 11:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[Memorabilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci fu un tempo in cui ascoltando una canzone d&#8217;amore sorridevo e mi commuovevo pensando: &#8220;Un giorno anche io ne dedicherò una ad una donna&#8230;&#8220;.
Ci fu un tempo in cui ascoltando una canzone d&#8217;amore mi intristivo e mi commuovevo pensando: &#8220;Quanto vorrei avere una donna a cui dedicarla&#8230;&#8220;.

Oggi gioisco perchè nessuna canzone d&#8217;amore passata, presente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci fu un tempo in cui ascoltando una canzone d&#8217;amore sorridevo e mi commuovevo pensando: &#8220;<span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic">Un giorno anche io ne dedicherò una ad una donna&#8230;</span>&#8220;.<br />
Ci fu un tempo in cui ascoltando una canzone d&#8217;amore mi intristivo e mi commuovevo pensando: &#8220;<span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic">Quanto vorrei avere una donna a cui dedicarla&#8230;</span>&#8220;.</p>
<div style="TEXT-ALIGN: justify">
<span style="FONT-WEIGHT: bold">Oggi gioisco perchè nessuna canzone d&#8217;amore passata, presente, futura, parla di me.</span> Il business della musica, che fa il brainwashing alle coppiette (o aspiranti tali) patetiche che si prendono si lasciano discutono si picchiano si tradiscono si riappacificano tradiscono tradiscono si cercano piangono soffrono fanno sesso il sabato sera si tradiscono e si fanno sodomizzare da un venditore di auto che cercherà di rifilare loro una station wagon, su di me non ha più potere alcuno.</p>
<p><span style="FONT-SIZE: 130%; COLOR: #ff9900"><span style="FONT-WEIGHT: bold">Le 10 circostanze che non sarò mai costretto a vivere (Voi sì, losers):</span></span></p>
<ol>
<li>E&#8217; la centesima chiamata che faccio, perchè non risponde? Dove sarà? Ora provo chiamando con un numero anonimo&#8230; <span style="FONT-STYLE: italic">Ehi! Ciao&#8230; perchè non rispondevi?</span></li>
<li>Ma non mi dire, scommetto che non piaccio alle tue amiche e che hanno deciso che ti troveranno un nuovo fidanzato..! Dove andate stasera? Ad una festa? Uhmmm..</li>
<li>Senti scusami non volevo far saltare il naso a ******* , ok avrò esagerato ma era la millesima volta che gli dicevo che non doveva provarci con te&#8230; Ma poi perchè cazzo lo stai difendendo???</li>
<li>No davvero, non ho un&#8217;altra, tantomeno ti ho tradita&#8230; ma chi ti mette in testa queste stronzate? Ah.. il tuo migliore amico?&#8230; Senti ma da quando hai un &#8220;migliore amico&#8221;?</li>
<li>Beh, che posso dire&#8230; se dopo 6 mesi ancora non riesci a dimenticare il tuo ex ex ex ex..</li>
<li>Si lo so, è tardi, pensavo fossi sveglia. Mi chiedevo se domani ti andava.. no, non ti va&#8230; prossima settimana sei&#8230; no, non lo sei.</li>
<li>Mi dicevi che è arrivato in ufficio il nuovo manager&#8230; ah, è carino? Ha anche il Porsche? beh si, è un manager&#8230; per stasera? Ah rimani in ufficio fino a tardi..</li>
<li>Wow&#8230; non avevi mai fatto sesso in modo così passionale&#8230; che ti è preso?&#8230; Ehi!.. io non mi chiamo Marco&#8230; chi cazzo è Marco?</li>
<li>Ma no, certo che non mi dispiace se vai a ballare Salsa Merengue con la tua amica&#8230;</li>
<li>Senti, mi dici perchè se digito il tuo nome in Google Images&#8230;..?</li>
</ol>
<p><span style="FONT-WEIGHT: bold"><span style="COLOR: #ff6600">Kiss my ass, now and forever:</span><br />
</span></p>
<ul>
<li><span style="FONT-WEIGHT: bold">Fighette della cultura Cosmopolitan</span>, che declamano a gran voce il loro &#8220;spirito libero&#8221; e poi vanno in depressione se mettono sù un chilo e si vestono come decerebrate non appena uno stilista sodomita fa uno schizzo su un foglio A3.</li>
<li><span style="FONT-WEIGHT: bold">Sfigate vittime del loro immobilismo psichico</span> e fisico, succubi del loro passato, del padre manesco, della madre oppressiva, dei loro traumi infantili vari ed eventuali, veri o presunti, reali o romanzati. Vittime, siete. Vittime, resterete. Di voi stesse. Amen.</li>
<li><span style="FONT-WEIGHT: bold">Capre affette da perenne Sindrome Dell&#8217;Ex,</span> per le quali l&#8217;ex era meglio, l&#8217;ex è indimenticabile, una storia importante, <span style="FONT-STYLE: italic">ci sarà sempre un posto nel mio cuore per&#8230;</span>, l&#8217;ex che chiama 4 volte al giorno ma <span style="FONT-STYLE: italic">non tornerei con lui per niente al mondo ma un po&#8217; mi manca forse lo amo ancora anche se sono passati 3 anni</span>..</li>
<li><span style="FONT-WEIGHT: bold">Minorate mentali in continua ricerca di conferme</span>, che vanno nei locali e flirtano e tradiscono per sentirsi desiderate, chattano via sms con sconosciuti per sentirsi cercate; l&#8217;anello più debole della catena alimentare. Per devastarle basta sputtanarle e mandarle dove meritano di stare: in un cesso.</li>
<li><span style="FONT-WEIGHT: bold">Lesbiche latenti morbosamente legate alle amiche</span>. Quelle per cui il giudizio di un&#8217;amica vale più di una Legge del Parlamento, quelle che &#8220;<span style="FONT-STYLE: italic">io a Ramona sono troppo legata, non potrei vivere senza di lei</span>&#8220;, quelle che devi necessariamente ottenere il beneplacito dell&#8217;amica del cuore per uscire con loro, quelle che andranno a raccontare ogni singola scopata, con dovizia di particolari, alla loro amichetta bisex.</li>
</ul>
<p>Dicono che i valori della famiglia e i dei sentimenti siano stati spazzati via dalla TV, dalla cultura trash, dalla pubblicità (un single spende di più, semplice no?). Stronzate. Tutto ciò è parte integrante di quel processo naturale che ha portato l&#8217;uomo dall&#8217;essere un vermetto nel brodo primordiale all&#8217;essere un geniale bipede depilato e abbronzato: l&#8217;<span style="FONT-WEIGHT: bold">evoluzione</span>.</p>
<p>Evolviamoci del tutto, e lasciamo finalmente questo mondo agli insetti.<br />
<span style="FONT-WEIGHT: bold">Abbiamo rotto il cazzo abbastanza.</span></div>
<p>Ci fu un tempo in cui ascoltando una canzone d&#8217;amore sorridevo e mi commuovevo pensando: &#8220;<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Un giorno anche io ne dedicherò una ad una donna&#8230;</span>&#8220;.<br />
Ci fu un tempo in cui ascoltando una canzone d&#8217;amore mi intristivo e mi commuovevo pensando: &#8220;<span style="font-weight: bold; font-style: italic;">Quanto vorrei avere una donna a cui dedicarla&#8230;</span>&#8220;.</p>
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<span style="font-weight: bold;">Oggi gioisco perchè nessuna canzone d&#8217;amore passata, presente, futura, parla di me.</span> Il business della musica, che fa il brainwashing alle coppiette (o aspiranti tali) patetiche che si prendono si lasciano discutono si picchiano si tradiscono si riappacificano tradiscono tradiscono si cercano piangono soffrono fanno sesso il sabato sera si tradiscono e si fanno sodomizzare da un venditore di auto che cercherà di rifilare loro una station wagon, su di me non ha più potere alcuno.</p>
<p><span style="font-size: large;"><span style="font-size: 130%; color: #ff9900;"><span style="font-weight: bold;">Le 10 circostanze che non sarò mai costretto a vivere (Voi sì, losers):</span></span><br />
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<li>E&#8217; la centesima chiamata che faccio, perchè non risponde? Dove sarà? Ora provo chiamando con un numero anonimo&#8230; <span style="font-style: italic;">Ehi! Ciao&#8230; perchè non rispondevi?</span></li>
<li>Ma non mi dire, scommetto che non piaccio alle tue amiche e che hanno deciso che ti troveranno un nuovo fidanzato..! Dove andate stasera? Ad una festa? Uhmmm..</li>
<li>Senti scusami non volevo far saltare il naso a ******* , ok avrò esagerato ma era la millesima volta che gli dicevo che non doveva provarci con te&#8230; Ma poi perchè cazzo lo stai difendendo???</li>
<li>No davvero, non ho un&#8217;altra, tantomeno ti ho tradita&#8230; ma chi ti mette in testa queste stronzate? Ah.. il tuo migliore amico?&#8230; Senti ma da quando hai un &#8220;migliore amico&#8221;?</li>
<li>Beh, che posso dire&#8230; se dopo 6 mesi ancora non riesci a dimenticare il tuo ex ex ex ex..</li>
<li>Si lo so, è tardi, pensavo fossi sveglia. Mi chiedevo se domani ti andava.. no, non ti va&#8230; prossima settimana sei&#8230; no, non lo sei.</li>
<li>Mi dicevi che è arrivato in ufficio il nuovo manager&#8230; ah, è carino? Ha anche il Porsche? beh si, è un manager&#8230; per stasera? Ah rimani in ufficio fino a tardi..</li>
<li>Wow&#8230; non avevi mai fatto sesso in modo così passionale&#8230; che ti è preso?&#8230; Ehi!.. io non mi chiamo Marco&#8230; chi cazzo è Marco?</li>
<li>Ma no, certo che non mi dispiace se vai a ballare Salsa Merengue con la tua amica&#8230;</li>
<li>Senti, mi dici perchè se digito il tuo nome in Google Images&#8230;..?</li>
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<p><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #ff6600;">Kiss my ass, now and forever:</span><br />
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<li><span style="font-weight: bold;">Fighette della cultura Cosmopolitan</span>, che declamano a gran voce il loro &#8220;spirito libero&#8221; e poi vanno in depressione se mettono sù un chilo e si vestono come decerebrate non appena uno stilista sodomita fa uno schizzo su un foglio A3.</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Sfigate vittime del loro immobilismo psichico</span> e fisico, succubi del loro passato, del padre manesco, della madre oppressiva, dei loro traumi infantili vari ed eventuali, veri o presunti, reali o romanzati. Vittime, siete. Vittime, resterete. Di voi stesse. Amen.</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Capre affette da perenne Sindrome Dell&#8217;Ex,</span> per le quali l&#8217;ex era meglio, l&#8217;ex è indimenticabile, una storia importante, <span style="font-style: italic;">ci sarà sempre un posto nel mio cuore per&#8230;</span>, l&#8217;ex che chiama 4 volte al giorno ma <span style="font-style: italic;">non tornerei con lui per niente al mondo ma un po&#8217; mi manca forse lo amo ancora anche se sono passati 3 anni</span>..</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Minorate mentali in continua ricerca di conferme</span>, che vanno nei locali e flirtano e tradiscono per sentirsi desiderate, chattano via sms con sconosciuti per sentirsi cercate; l&#8217;anello più debole della catena alimentare. Per devastarle basta sputtanarle e mandarle dove meritano di stare: in un cesso.</li>
<li><span style="font-weight: bold;">Lesbiche latenti morbosamente legate alle amiche</span>. Quelle per cui il giudizio di un&#8217;amica vale più di una Legge del Parlamento, quelle che &#8220;<span style="font-style: italic;">io a Ramona sono troppo legata, non potrei vivere senza di lei</span>&#8220;, quelle che devi necessariamente ottenere il beneplacito dell&#8217;amica del cuore per uscire con loro, quelle che andranno a raccontare ogni singola scopata, con dovizia di particolari, alla loro amichetta bisex.</li>
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<p>Dicono che i valori della famiglia e i dei sentimenti siano stati spazzati via dalla TV, dalla cultura trash, dalla pubblicità (un single spende di più, semplice no?). Stronzate. Tutto ciò è parte integrante di quel processo naturale che ha portato l&#8217;uomo dall&#8217;essere un vermetto nel brodo primordiale all&#8217;essere un geniale bipede depilato e abbronzato: l&#8217;<span style="font-weight: bold;">evoluzione</span>.</p>
<p>Evolviamoci del tutto, e lasciamo finalmente questo mondo agli insetti.<br />
<span style="font-weight: bold;">Abbiamo rotto il cazzo abbastanza.</span></p>
<p><span style="font-weight: bold;">__</span></p>
<p>Originariamente pubblicato su &#8220;U l t r a t a s t e d &#8221; nel 2007</p>
<p><a href="http://web.archive.org/web/20071027081657/ultratasted.blogspot.com/2007/07/sweetly-briefly-gently-kiss-my-ass.html" target="_blank" rel="nofollow">Riferimento su Archive.org (Wayback Machine), 27 Ottobre 2007</a></p>
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