Sono tra noi. Diversamente dalle appartenenti ad altre categorie sfuggono ad ogni tentativo di immediato riconoscimento. Si muovono indisturbate e avvelenano -non senza autocompiacimento- il sistema delle relazioni sociali tra uomo e donna. Il loro obiettivo è distruggere ciò che capita tra le loro mani. All’inizio della carriera terroristica vivono la loro sadica attitudine con un latente senso di colpa. Dopo i 35/40 anni comprendono finalmente la grandezza della loro missione: dedicheranno ad essa il resto della loro vita.
Avete presente quelle vecchiette sole che si barricano nel loro loculo palesando la loro esistenza solo per bestemmiare contro i ragazzini che giocano nel cortile? Quelle sono ex Troubled Girl ora in disarmo.

2. Troubled Girl

La razza delle Troubled Girl (trouble = problema, dramma) estende i suoi tentacoli in ogni angolo abitabile del pianeta. Una delle colonizzazioni meglio riuscite della storia: pacifica, subdola, silenziosa. Ha rappresentanti di ogni ceto sociale e cultura. Ad ogni uomo ne sono assegnate almeno due o tre nell’arco della vita. I più sfortunati le attirano, come se avessero una calamita sulle chiappe, a gruppi di tre/quattro contemporaneamente, oppure una dopo l’altra come se fossero ciliegie.

Assunto che è impossibile riconoscere a vista le Troubled Girl, è di vitale importanza abbandonare quel becero possibilismo che contraddistingue un maschio innamorato, e cercare di scovarle in tempo utile, prima che comincino a fare (troppi) danni. Non è uno scherzo. Non c’è possibilità di redimerle e la loro pericolosità aumenta esponenzialmente man mano che passano i mesi.

L’unica categoria, tra le Infamous 5-Types, a provocare irreversibili effetti collaterali, tra cui:

* Calvizie;
* Ansia e depressione;
* Omosessualità, Bisessualità;
* Misoginia;
* Licenziamento per assenza ingiustificata da lavoro;
* Tracollo finanziario;
* Solitudine e allontanamento dagli amici;
* Dermatite e altre manifestazioni psicosomatiche;
* Autolesionismo;
* Suicidio;
* Omicidio.

E a costo di apparire noioso, ribadisco il concetto-chiave. Queste non sono iperboli in linea con lo spirito dell’articolo, o costruite con l’intento di colpire la vostra attenzione. Parlando di Troubled Girl sono serissimo. Liberissimi ovviamente di interrompere, non senza sdegno, la lettura e andare a farvi rovinare da una patetica sventurata qualsiasi; l’importante è che non vi lamentiate con me.

Come riconoscerle?

Anche senza indicazioni esterne, si inizia a sospettare dopo un paio di mesi. Ad un certo punto ci si interroga su uno sconvolgente particolare: “Ehi! Ma è un caso che non mi abbia mai chiesto come sto?”. E arriviamo al primo segno distintivo della Trouble Girl: l’egoismo. Non esistono altri problemi al di fuori dei suoi. Raramente si informerà su come state, come va il lavoro, se avete problemi ecc. E se, spontaneamente, parlerete di voi scatterà un timer installato nella sua testa: 22 secondi netti e si dileguerà in bagno, sbadigliando. Veloce pisciatina strategica ed emissione del tipico verso: “Che palle!”.

Altra caratteristica comune: l’infanzia/adolescenza problematica. Non mancheranno le occasioni in cui ne parlerà, quindi aprite bene le orecchie e anche se non siete abituati a farlo, leggete tra le righe, interpretate le metafore, osservate la mimica facciale.
Nella maggior parte dei casi la molla scatenante di tanta perfidia è un controverso rapporto con il padre, deceduto prematuramente, manesco, traditore, ubriacone, fallito, oppressivo, dominante. Piccoli o grandi traumi non risolti che degenerano in un inconscio odio (con conseguente identificazione) per il genere maschile; tuttavia lesbiche non si diventa e, costrette ad una eterosessualità non desiderata, sfogano la loro repressione cercando di distruggere/complicare ogni forma di rapporto interpersonale.

Inoltre, fateci caso: tutte le troubled girl hanno un “migliore amico maschio”. L’unico che nel corso degli anni sia stato messo nella condizione di sopportarle. Egli è loro confidente e consigliere, unico beneficiario di una piccola dose di bontà e gentilezza quotidiana. L’unico essere umano di cui parleranno bene nei loro racconti.

L’ultimo loro ex è sempre, a loro dire, un pezzo di merda. Alle Troubled Girl piace alternare: dopo aver devastato l’ultimo pezzettino ancora integro dello sfigato di turno, si autopuniranno concedendo le loro grazie ad un avventuriero bugiardo ma abile amatore spesso più grande di loro.
Durante queste brevi fasi trasfigurano: sexy, sottomesse, romantiche, propositive, stabili. Sanno che la storia durerà poco (fa parte del piano) e in virtù di ciò saranno anche in grado di innamorarsi intensamente, andando volutamente incontro ad una cocente delusione.

Sì, perchè è questo il vero modus agendi delle Troubled Girl: alimentare il loro disagio, autolegittimare la loro cattiveria, trovare un colpevole, dimostrare la propria ragione, distruggere e autopunirsi. Chiuso il ciclo, reiniziarne un altro.

E ancora: impossibile organizzare la benchè minima cosa. Cambieranno irrimediabilmente idea all’ultimo minuto. Estremamente volubili, pigre, lagnose, non ordineranno mai pizza in pizzeria, al cinema “… volevo andare a vedere l’altro film“, se uscite con gli amici vi rinfacceranno di non averle portate, se le portate vi faranno rimpiangere il momento in cui le avete invitate, e così via.

Se la chiamate al telefono spesso risponderà solo al ventesimo tentativo (“Volevo stare un po’ da sola…“). Fate bene attenzione a quel “Volevo stare un po’ da sola”, perchè è la chiave di tutto. Specie se non motivato da una discussione o un litigio o da un problema oggettivo, l’improvviso bisogno di solitudine della vostra partner spesso anticipa la diagnosi più severa: vi siete fidanzati con una troubled girl.

Manca completamente di riconoscenza. Qualsiasi cosa facciate per loro, va bene. Se invece vi macchiate della minima mancanza nei loro confronti (ad esempio vi siete dimenticati di comprarle le sigarette) preparatevi a: “Non te ne frega nulla di me, sei come tutti gli altri, mi trascuri, non mi ascolti, ma che cazzo vuoi da me, mi fai perdere tempo, sei un inetto…“.

Direi che ce n’è abbastanza per farsi per tempo un quadro ben definito della persona con cui state. Il problema è che queste psicotiche tendono a fare outing, o quantomeno rendersi riconoscibili, solo nel momento in cui ormai siete cotti a puntino, e sareste disposti a mangiare la loro merda se questo servisse a farle sorridere.

Il consiglio che posso darvi è di scappare a gambe levate non appena raggiungete la certezza di averne incontrata una. La rottura di una storia d’amore fa soffrire; di mezzo ci si mette anche il patetico orgoglio maschile, ne sono consapevole.
Ma da una relazione andata a male ci si può riprendere alla svelta. Dalla devastazione fisica e psicologica, invece no.

La prova su strada

Simpatia: 5/10

Lunatiche e volubili, a volte deprimenti. Rassegnatevi ad essere violentemente accusati per qualsiasi variazione del loro umore: “Hai detto le stesse parole che disse mio padre 14 anni e 3 mesi fa poco prima di .. [piange] …sei uno stronzo insensibile“***.
Grandi bevitrici, talvolta capaci di un sottile umorismo invero divertente e coinvolgente. Troppo poco, comunque, per una sufficienza piena.

*** la frase incriminata è: “metto anche l’aceto, nell’insalata?”

Fedeltà: 8/10

La relazione con questa sociopatica durerà troppo poco perchè possa avere tempo e voglia di tradirvi. E’ inoltre capace di repentini slanci di cieca quanto inverosimile devozione nel momento in cui minacciate di licenziarvi da quello è diventato un vero e proprio lavoro full time: il (loro) crocerossino.

Immagine: 6/10

Come le Blatant-Bitch Girl (di cui parlerò più avanti), ma per motivi diversi, solo raramente gli esemplari di questa razza possono essere definiti oggettivamente perfetti. Nel caso delle Troubled Girl, la sottile aura di negatività e sventura che si portano appiccicate addosso traspare nello sguardo, nel sorriso tirato, nei lunghi silenzi, nei continui tentativi di mettervi in difficoltà anche in pubblico. Dopo un breve periodo di approvazione, i vostri amici cominceranno a chiedervi: “Ma come fai a stare con quella mantide?”.

Dialogo: 4/10

Se la comunicazione fra due persone non fosse per definizione duplex, meriterebbe 10 e lode. Purtroppo le Troubled Girl non percepiscono alcuna voce che non sia la loro. Preparatevi ad ascoltare, fingendo estremo interesse (guai se vi scappa uno sbadiglio), interminabili monologhi incentrati su: drammi familiari, traumi adolescenziali, amiche traditrici, uomini bastardi, mobbing sul lavoro, sventure varie ed eventuali.
Quando (e se) riuscirete ad inserirvi nella discussione, limitate la durata del vostro intervento a 30 secondi al massimo. Oltre, è matematico, la Troubled Girl sbotterà: “Oh ma quanto parli stasera! Sei noioso sai?“.

Tranquillità: 1/10

Dimenticate la serenità. Se la Troubled Girl vi ha identificati come “Bravo Ragazzo” (condoglianze!) non avrà pietà della vostra psiche: sputerà su ciò che offrite, vi darà dell’egoista, del troppo altruista, ribatterà ogni singola vostra idea, vi darà sempre torto, vi respingerà per principio, vi cercherà quando la mandate a cagare, non risponderà alle telefonate, bestemmierà se vi chiama e siete sotto la doccia (“…ehi ma dove cazzo eri? Non ci sei mai quando ho bisogno…”).
Se la Troubled Girl vi ha invece identificati come “Cattivo Ragazzo” (felicitazioni!), dopo un iniziale periodo in cui cercherà di convertirvi da macho-man a martire, presa coscienza del fallimento vi ossessionerà per ore, giorni, con recriminazioni, accuse infondate, arriverà a rinfacciarvi ogni singola omelette che ha cucinato per voi. E poi vi lascerà. E sarà uno dei giorni più belli della vostra vita, credetemi.

Sesso: S.V.

Dipende. Disinibita e priva della benchè minima morale con quelli che lei etichetta come bastardi (nei suoi racconti non mancano mai orge, pissing, sadomaso…); se invece siete stati accolti in qualità di bravo ragazzo sarete appellati con un cordiale “… porco feticista!” se durante un normalissimo amplesso le sfiorate con le labbra una caviglia.

Infamous 5-types: Troubled Girl

Category: ManVsWoman
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