Mi ritengo, anzi, sono, immune dalla sindrome da blog-replying, così in uso nei salotti buoni del giornalismo online che conta. Traggo sufficiente ispirazione per i miei scritti da cronaca, cinema, musica e incubi al termine dei quali vengo puntualmente ucciso o evirato o entrambe le cose in quest’ordine. Se navigando giungo ad un articolo interessante commento direttamente in loco il mio dissenso o apprezzamento e non sento il bisogno di scrivere una replica formale qui sul sito.

Tuttavia, la categoria Man Vs Woman langue, priva di aggiornamenti, da tempo immemorabile e non mi mancano certo le argomentazioni per parlare cum grano salis di donne o palestra o entrambe le cose in quest’ordine. Dando a Cesara quello che è di Cesara, Gym Types è la logica conseguenza di “Animali da Palestra” (http://questaladomanda.blogspot.it/2013/05/animali-da-palestra.html). Uno spassoso articolo di Marta Tosco che però, volendoci trovare a tutti i costi un difetto, presenta un bestiario maschile limitato: dov’è ad esempio ‘quello che attacca bottone e parla con tutti e tutte e nessuno mai lo ha visto fare un esercizio che è uno’? E il ‘vecchio in canottiera dall’aroma cadaverina che non si lava dal 1980′?

Introduzione a Gym Types

La palestra” completa con “La Discoteca” e “Il Treno” la mia Sacra Triade della Sfiga; uno dei tre luoghi mistici che, a detta di tutte le persone che conosco, pullulano di donne vogliose e desiderose di accoppiarsi furiosamente col primo eterosessuale che incrociano.

La maggior parte delle donne va in palestra per conoscere uomini!” [cit. un’amica che preferisce rimanere anonima].

Per decenza ometterò di narrare dei miei patetici tentativi di rimorchio in disco e dei casi umani di ambo i sessi che riesco a calamitare in treno, sia che viaggi in Executive sia che mi stipi nella monoclasse del supercheap Trenord Milano-Chiasso (per la cronaca: non ho particolare fortuna neanche coi trenini danzanti che si fanno alle feste).

Bando alle divagazioni, voltiamo la medaglia e scopriamo insieme la fauna femminile che popola i centri fitness di tutto il mondo.

La Body-Builder

Cordiale, sorridente e sempre disposta a due chiacchiere tra un massimale e l’altro. Simpatica come un uomo di media simpatia (cioè: appena tollerabile e solo se preso a piccole dosi) sempre prodiga di consigli e informazioni utili, a patto di considerare informazione utile la storia della sua vita, di quanto fosse magra/obesa qualche anno prima e di come l’abnegazione allo sport, cinque sessioni di allenamento settimanali e anabolizzanti da competizione equina l’abbiano resa, secondo lei, migliore sia dentro che fuori.

Da tenere alla larga dal vostro raggio d’azione, anche solo come spotter: non è piacevole procurarsi un aneurisma alla panca piana per assecondare una virago sopra la testa che ti urla: “Dai!!! Fanne ancora una!!! Dai che io sollevo il doppio di te cazzo!!!“.

La Seria

Versione solitaria e autistica della body builder, di età compresa tra i 25 e i 45 anni, la Seria si divide equamente tra corsi di gruppo ed estenuanti maratone di cardiofitness. Entrate in palestra in un qualsiasi momento della giornata e la troverete impegnata a saltellare su uno step o sudare al Rotex. Saltuariamente la si può incontrare anche in sala pesi o nell’area corpo libero intenta a fare esercizi assurdi per scolpire gli addominali o i glutei.

Non c’è bisogno di evitarla. Tanto, a meno che non vi reincarniate in una cyclette, per lei non esistete.

L’Okkupatrice

Trattasi di esemplare di femmina tanto comune quanto detestato dai frequentatori di palestre.

L’Okkupatrice manifesta un attaccamento morboso ed esclusivo ad una, e una sola, macchina, il più delle volte quella per allenare gli adduttori (i muscoli antistupro, in gergo utopistico-femminista). Entra in sala a passo spedito, raggiunge il suo attrezzo, piazza l’asciugamani, accende l’ipod e, ignorando qualsiasi input dall’esterno come incendi, pandemie e tentativi di sollevarla con un montascale Encasa, si smuoverà solo dopo circa un’ora. Per sistemare meglio l’asciugamani.

Impossibile evitarla. Qualsiasi sia il vostro piano di allenamento quotidiano prevederà immancabilmente un attrezzo su cui l’Okkupatrice ha già inchiodato il culo.

La Blogger

Particolare specie di animale donna relativamente recente. Ottenuta mediante sapiente ibridazione della ‘stronza’ con la ‘portinaia’, non presenta tuttavia tratti distintivi che ne rendano possibile l’immediata identificazione. E’ mossa da un’investitura divina che la spinge a recensire, criticare, riportare sul suo sito internet qualsiasi puttanata le accada: dal fidanzato che sbaglia i congiuntivi alla cena di sushi nel ristorantino à la page, dall’ultimo film di Ferzan Ösz.. Hozphe… Ozpe… va bé, Ferzan Muccino, al litigio con la migliore amica per un paio di leggins non restituiti.

Generalmente la sua frequentazione della palestra non dura moltissimo. Pur animata dal nobile intento di tramandare ai posteri metodologie di allenamento, consigli alimentari e contributi multimediali della propria trasformazione fisica, finirà presto per (s)parlare brevemente dell’argomento su cui è maggiormente preparata: gli uomini.

Ritroveranno la sua scheda dopo anni, ingiallita dal tempo; sul retro un’annotazione a penna ancora leggibile:

Ricordare !! inserire nel blog!!!! .Un uomo può indossare ciò che vuole. Resterà sempre un accessorio della donna. — Marilyn Monroe [1]

[1] la frase, comunque, è di Coco Chanel.

Quella che legge gli articoli della blogger

Al grido di “Lo letto su internet è quindi e vero!!!1!1!!uno!” la lettrice della blogger approccia la palestra in uno stato già pericolosamente avanzato di confusione mentale. Scissa in parti uguali tra ciò che istintivamente vorrebbe fare, ossia assecondare le orde di uomini che sgomiteranno per avere la sua attenzione, e i simpatici aneddoti pubblicati nel suo blog preferito, che la persuaderanno a muoversi in sala pesi con l’umiltà della Regina Elisabetta II. Così, per darsi un tono.

Presto -mediamente un paio di sessioni di allenamento sono sufficienti, dovrà purtroppo affrontare un doloroso reality-check:

  1. Gli scenari desadiani prospettati dalla blogger sono plausibili quanto un romanzo della Rowling;
  2. neanche in Corea del Nord sarebbe considerata vagamente scopabile.

A quel punto il cervello, che di autodifesa ne sa più di un maestro di Krav Maga, dipingerà su tutti i maschi della palestra [2] (inclusi anziani e minorenni) espressioni grottesche di desiderio di accoppiamento, viscide ipersalivazioni e malcelate erezioni, atteggiamenti sessualmente espliciti che hanno come unico obiettivo una sola persona: lei.

[2] a beneficio di lettrici di siti e forum a target femminile confido una cosuccia che proviene direttamente da un dietro le quinte a cui neanche le blogger più affermate hanno accesso: negli spogliatoi e sotto le docce si respira ben poco ‘eterotestosterone’; ben più palpapile il timore di allacciare le stringhe o far cadere la saponetta nel momento sbagliato.

Quella del coupon

Come gli uccelli migratori, che si spostano di territorio in territorio, le sventolatrici di coupon passano di palestra in palestra, per periodi la cui lunghezza dipende dalle offerte speciali trovate su Internet.

Il marketing del coupon è un autogol che pressoché ogni centro fitness, prima o poi, commette. Si rilasciano decine e decine di ingressi scontati con la speranza di attirare nuovi clienti e fare cassa e ci si ritrova, nella maggior parte dei casi, solo uno sciame di locuste isteriche che pretenderanno, nell’ordine: personal trainer, scheda personalizzata e il fisico di Megan Fox prima della scadenza del coupon.

Quella del coupon si suddivide in due specie:

1) la principiante, riconoscibile per l’abbigliamento inappropriato a partire dalle scarpe (del resto il tacco 5 è comodo per andare a far la spesa e portare i bambini a Judo, vuoi che non lo sia per saltellare sul tapis roulant?) e perché ignora bellamente ogni forma di galateo da palestra (es: usare l’asciugamani, scaricare gli attrezzi dopo aver finito ecc.);

2) l’esperta che, oltre a vestire in modo più consono, si muove in branchi automotivanti di minimo tre unità e ignora volutamente ogni forma di galateo da palestra.

La gatta morta

Se ne incontrano, sin da bambini, in ogni contesto sociale: scuola, condominio, ufficio. Quindi perché non in palestra?

Più ‘di bell’aspetto‘ che ‘genuinamente bella‘ (sì, c’è differenza!), come ogni gatta morta, quella da palestra inizia la sua carriera sparando immediatamente al di là delle sue possibilità: titolare, istruttori ed eventuali notai o avvocati tra gli iscritti. Fallito miseramente ogni tentativo di avvicinamento ai maschi alfa, l’Ape Regina costruisce pazientemente un alveare popolato da tanti piccoli e insignificanti fuchi che competono -spesso sanguinosamente, tra loro inseguendo l’illusione di attenzioni esclusive e futuri accoppiamenti.

L’arma di seduzione non convenzionale utilizzata dalla Gatta Morta è semplice quanto letale: far sentire importante e unica la sua vittima. Le donne in ascolto prendano nota.

Di seguito l’estratto di una conversazione reale spudoratamente origliata dal sottoscritto tra una Gatta Morta e la sua preda.

Gatta morta (puntando un tizio): “Ehii! Ciaoooo!”

Fuco (si avvicina alla recumbent dove lei si sta allenando): “Ehi, ciao!.. Come stai?”

Gatta Morta (da ora in poi GM): “Mah, più o meno, ho sempre male al ginocchio, ho anche fatto una risonanza…”

Fuco (da ora in poi e per tutta la sua vita FUCO, in maiuscolo): “Oh mi spiace…”

GM: “Ma tu te ne intendi di risonanze, ginocchia, articolazioni…?”

FUCO: “Uhm… non saprei… non sono un medico, sono un carrozziere…”

GM (espressione di evidente delusione)

FUCO: “Beh, una volta mi sono rotto il polso giocando a briscola..”

GM: “Ecco, vedi?  Ne sai sicuramente più di me…! Guarda, ho qui il risultato della risonanza, dopo ci dai un’occhiata? Per favore….”

FUCO: “Va bene, dai sì, volentieri…”

GM: “Grazie, sei un tesoro! Ma tu non ti alleni?”

FUCO: “Sì, stavo andando a fare stretching.”

GM: “Stretching? Secondo te mi fa bene alle ginocchia?”

FUCO (che da ora in poi si farà chiamare DOC dagli amici): “Certo che ti fa bene!”

GM: “Dai allora mi aspetti? Così lo facciamo insieme, mi mancano solo 18 minuti…”

FUCO: “Certo… ti aspetto”

L’inizio di un amore? Di una passione travolgente? Di attimi di trepidante attesa vissuti con il cuore che batte all’impazzata? Assolutamente sì. Per il Fuco. Nei suoi sogni.

Evitare la Gatta Morta è puramente opzionale. Averci a che fare, se hai meno di 25 anni, è comunque istruttivo. Per i più grandicelli l’invito a lasciar perdere è quasi scontato.

E con questo dichiaro chiusa l’annosa guerra dei sessi…

…e propongo una coalizione contro la dilagante piaga che affligge le sale pesi di tutto il mondo.

Le Coppie

Trattasi di esemplari tra loro simbiotici che si avvistano in palestra per limitati periodi di tempo, soprattutto in primavera, notoriamente stagione degli accoppiamenti. La loro funzione sociale consiste prevalentemente nell’occupare il doppio degli attrezzi e consumare il doppio dell’ossigeno.

Le due tipologie più comuni sono:

1) Casi umani. Veri e propri anelli di congiunzione tra l’uomo e il boiler estremamente simili tra loro sia per le importanti dimensioni che per la colorazione del manto (un completino misto cotone grigio melange e scarpe bianche in similpelle Decathlon). Fermamente intenzionati a migliorare il proprio aspetto fisico -e mandare a cagare la cozza che si sono trovati in sorte, finiranno poi per iscriversi ad un Corso di Pasticceria o ad un Tour in pullman a Lourdes. Insieme.

2) Mr. Muscolo e l’intellettuale. Fuori dalle umide e sudate pareti della palestra, al loro passaggio, la gente si gira e si chiede: “Ma come cazzo…?“. Nessuno sa bene come si siano conosciuti e perché abbiano deciso di fidanzarsi. Neanche loro, interrogati direttamente sulla questione. Si sono iscritti insieme unicamente a causa della reciproca, ossessiva, immotivata gelosia. Lei stancamente e svogliatamente si trascina tra lo stepper il vogatore, sospirando al ricordo dei tempi in cui poteva godersi tranquillamente un libro o una retrospettiva di film sovietici; lui muscoloso, depilato e abbronzato, con la perenne invidia dell’altrui pene, sospira al pensiero di ‘ma quanto sta bene l’istruttore con quei pantaloncini attillati!‘.

 

Gym Types: donne da palestra

Category: ManVsWoman
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