ManVsWoman

Mi ritengo, anzi, sono, immune dalla sindrome da blog-replying, così in uso nei salotti buoni del giornalismo online che conta. Traggo sufficiente ispirazione per i miei scritti da cronaca, cinema, musica e incubi al termine dei quali vengo puntualmente ucciso o evirato o entrambe le cose in quest’ordine. Se navigando giungo ad un articolo interessante commento direttamente in loco il mio dissenso o apprezzamento e non sento il bisogno di scrivere una replica formale qui sul sito.

Tuttavia, la categoria Man Vs Woman langue, priva di aggiornamenti, da tempo immemorabile e non mi mancano certo le argomentazioni per parlare cum grano salis di donne o palestra o entrambe le cose in quest’ordine. Dando a Cesara quello che è di Cesara, Gym Types è la logica conseguenza di “Animali da Palestra” (http://questaladomanda.blogspot.it/2013/05/animali-da-palestra.html). Uno spassoso articolo di Marta Tosco che però, volendoci trovare a tutti i costi un difetto, presenta un bestiario maschile limitato: dov’è ad esempio ‘quello che attacca bottone e parla con tutti e tutte e nessuno mai lo ha visto fare un esercizio che è uno’? E il ‘vecchio in canottiera dall’aroma cadaverina che non si lava dal 1980′?

Introduzione a Gym Types

La palestra” completa con “La Discoteca” e “Il Treno” la mia Sacra Triade della Sfiga; uno dei tre luoghi mistici che, a detta di tutte le persone che conosco, pullulano di donne vogliose e desiderose di accoppiarsi furiosamente col primo eterosessuale che incrociano.

La maggior parte delle donne va in palestra per conoscere uomini!” [cit. un’amica che preferisce rimanere anonima].

Per decenza ometterò di narrare dei miei patetici tentativi di rimorchio in disco e dei casi umani di ambo i sessi che riesco a calamitare in treno, sia che viaggi in Executive sia che mi stipi nella monoclasse del supercheap Trenord Milano-Chiasso (per la cronaca: non ho particolare fortuna neanche coi trenini danzanti che si fanno alle feste).

Bando alle divagazioni, voltiamo la medaglia e scopriamo insieme la fauna femminile che popola i centri fitness di tutto il mondo.

La Body-Builder

Cordiale, sorridente e sempre disposta a due chiacchiere tra un massimale e l’altro. Simpatica come un uomo di media simpatia (cioè: appena tollerabile e solo se preso a piccole dosi) sempre prodiga di consigli e informazioni utili, a patto di considerare informazione utile la storia della sua vita, di quanto fosse magra/obesa qualche anno prima e di come l’abnegazione allo sport, cinque sessioni di allenamento settimanali e anabolizzanti da competizione equina l’abbiano resa, secondo lei, migliore sia dentro che fuori.

Da tenere alla larga dal vostro raggio d’azione, anche solo come spotter: non è piacevole procurarsi un aneurisma alla panca piana per assecondare una virago sopra la testa che ti urla: “Dai!!! Fanne ancora una!!! Dai che io sollevo il doppio di te cazzo!!!“.

La Seria

Versione solitaria e autistica della body builder, di età compresa tra i 25 e i 45 anni, la Seria si divide equamente tra corsi di gruppo ed estenuanti maratone di cardiofitness. Entrate in palestra in un qualsiasi momento della giornata e la troverete impegnata a saltellare su uno step o sudare al Rotex. Saltuariamente la si può incontrare anche in sala pesi o nell’area corpo libero intenta a fare esercizi assurdi per scolpire gli addominali o i glutei.

Non c’è bisogno di evitarla. Tanto, a meno che non vi reincarniate in una cyclette, per lei non esistete.

L’Okkupatrice

Trattasi di esemplare di femmina tanto comune quanto detestato dai frequentatori di palestre.

L’Okkupatrice manifesta un attaccamento morboso ed esclusivo ad una, e una sola, macchina, il più delle volte quella per allenare gli adduttori (i muscoli antistupro, in gergo utopistico-femminista). Entra in sala a passo spedito, raggiunge il suo attrezzo, piazza l’asciugamani, accende l’ipod e, ignorando qualsiasi input dall’esterno come incendi, pandemie e tentativi di sollevarla con un montascale Encasa, si smuoverà solo dopo circa un’ora. Per sistemare meglio l’asciugamani.

Impossibile evitarla. Qualsiasi sia il vostro piano di allenamento quotidiano prevederà immancabilmente un attrezzo su cui l’Okkupatrice ha già inchiodato il culo.

La Blogger

Particolare specie di animale donna relativamente recente. Ottenuta mediante sapiente ibridazione della ‘stronza’ con la ‘portinaia’, non presenta tuttavia tratti distintivi che ne rendano possibile l’immediata identificazione. E’ mossa da un’investitura divina che la spinge a recensire, criticare, riportare sul suo sito internet qualsiasi puttanata le accada: dal fidanzato che sbaglia i congiuntivi alla cena di sushi nel ristorantino à la page, dall’ultimo film di Ferzan Ösz.. Hozphe… Ozpe… va bé, Ferzan Muccino, al litigio con la migliore amica per un paio di leggins non restituiti.

Generalmente la sua frequentazione della palestra non dura moltissimo. Pur animata dal nobile intento di tramandare ai posteri metodologie di allenamento, consigli alimentari e contributi multimediali della propria trasformazione fisica, finirà presto per (s)parlare brevemente dell’argomento su cui è maggiormente preparata: gli uomini.

Ritroveranno la sua scheda dopo anni, ingiallita dal tempo; sul retro un’annotazione a penna ancora leggibile:

Ricordare !! inserire nel blog!!!! .Un uomo può indossare ciò che vuole. Resterà sempre un accessorio della donna. — Marilyn Monroe [1]

[1] la frase, comunque, è di Coco Chanel.

Quella che legge gli articoli della blogger

Al grido di “Lo letto su internet è quindi e vero!!!1!1!!uno!” la lettrice della blogger approccia la palestra in uno stato già pericolosamente avanzato di confusione mentale. Scissa in parti uguali tra ciò che istintivamente vorrebbe fare, ossia assecondare le orde di uomini che sgomiteranno per avere la sua attenzione, e i simpatici aneddoti pubblicati nel suo blog preferito, che la persuaderanno a muoversi in sala pesi con l’umiltà della Regina Elisabetta II. Così, per darsi un tono.

Presto -mediamente un paio di sessioni di allenamento sono sufficienti, dovrà purtroppo affrontare un doloroso reality-check:

  1. Gli scenari desadiani prospettati dalla blogger sono plausibili quanto un romanzo della Rowling;
  2. neanche in Corea del Nord sarebbe considerata vagamente scopabile.

A quel punto il cervello, che di autodifesa ne sa più di un maestro di Krav Maga, dipingerà su tutti i maschi della palestra [2] (inclusi anziani e minorenni) espressioni grottesche di desiderio di accoppiamento, viscide ipersalivazioni e malcelate erezioni, atteggiamenti sessualmente espliciti che hanno come unico obiettivo una sola persona: lei.

[2] a beneficio di lettrici di siti e forum a target femminile confido una cosuccia che proviene direttamente da un dietro le quinte a cui neanche le blogger più affermate hanno accesso: negli spogliatoi e sotto le docce si respira ben poco ‘eterotestosterone’; ben più palpapile il timore di allacciare le stringhe o far cadere la saponetta nel momento sbagliato.

Quella del coupon

Come gli uccelli migratori, che si spostano di territorio in territorio, le sventolatrici di coupon passano di palestra in palestra, per periodi la cui lunghezza dipende dalle offerte speciali trovate su Internet.

Il marketing del coupon è un autogol che pressoché ogni centro fitness, prima o poi, commette. Si rilasciano decine e decine di ingressi scontati con la speranza di attirare nuovi clienti e fare cassa e ci si ritrova, nella maggior parte dei casi, solo uno sciame di locuste isteriche che pretenderanno, nell’ordine: personal trainer, scheda personalizzata e il fisico di Megan Fox prima della scadenza del coupon.

Quella del coupon si suddivide in due specie:

1) la principiante, riconoscibile per l’abbigliamento inappropriato a partire dalle scarpe (del resto il tacco 5 è comodo per andare a far la spesa e portare i bambini a Judo, vuoi che non lo sia per saltellare sul tapis roulant?) e perché ignora bellamente ogni forma di galateo da palestra (es: usare l’asciugamani, scaricare gli attrezzi dopo aver finito ecc.);

2) l’esperta che, oltre a vestire in modo più consono, si muove in branchi automotivanti di minimo tre unità e ignora volutamente ogni forma di galateo da palestra.

La gatta morta

Se ne incontrano, sin da bambini, in ogni contesto sociale: scuola, condominio, ufficio. Quindi perché non in palestra?

Più ‘di bell’aspetto‘ che ‘genuinamente bella‘ (sì, c’è differenza!), come ogni gatta morta, quella da palestra inizia la sua carriera sparando immediatamente al di là delle sue possibilità: titolare, istruttori ed eventuali notai o avvocati o Manfredi Catella tra gli iscritti. Fallito miseramente ogni tentativo di avvicinamento ai maschi alfa, l’Ape Regina costruisce pazientemente un alveare popolato da tanti piccoli e insignificanti fuchi che competono -spesso sanguinosamente, tra loro inseguendo l’illusione di attenzioni esclusive e futuri accoppiamenti.

L’arma di seduzione non convenzionale utilizzata dalla Gatta Morta è semplice quanto letale: far sentire importante e unica la sua vittima. Le donne in ascolto prendano nota.

Di seguito l’estratto di una conversazione reale spudoratamente origliata dal sottoscritto tra una Gatta Morta e la sua preda.

Gatta morta (puntando un tizio): “Ehii! Ciaoooo!”

Fuco (si avvicina alla recumbent dove lei si sta allenando): “Ehi, ciao!.. Come stai?”

Gatta Morta (da ora in poi GM): “Mah, più o meno, ho sempre male al ginocchio, ho anche fatto una risonanza…”

Fuco (da ora in poi e per tutta la sua vita FUCO, in maiuscolo): “Oh mi spiace…”

GM: “Ma tu te ne intendi di risonanze, ginocchia, articolazioni…?”

FUCO: “Uhm… non saprei… non sono un medico, sono un carrozziere…”

GM (espressione di evidente delusione)

FUCO: “Beh, una volta mi sono rotto il polso giocando a briscola..”

GM: “Ecco, vedi?  Ne sai sicuramente più di me…! Guarda, ho qui il risultato della risonanza, dopo ci dai un’occhiata? Per favore….”

FUCO: “Va bene, dai sì, volentieri…”

GM: “Grazie, sei un tesoro! Ma tu non ti alleni?”

FUCO: “Sì, stavo andando a fare stretching.”

GM: “Stretching? Secondo te mi fa bene alle ginocchia?”

FUCO (che da ora in poi si farà chiamare DOC dagli amici): “Certo che ti fa bene!”

GM: “Dai allora mi aspetti? Così lo facciamo insieme, mi mancano solo 18 minuti…”

FUCO: “Certo… ti aspetto”

L’inizio di un amore? Di una passione travolgente? Di attimi di trepidante attesa vissuti con il cuore che batte all’impazzata? Assolutamente sì. Per il Fuco. Nei suoi sogni.

Evitare la Gatta Morta è puramente opzionale. Averci a che fare, se hai meno di 25 anni, è comunque istruttivo. Per i più grandicelli l’invito a lasciar perdere è quasi scontato.

E con questo dichiaro chiusa l’annosa guerra dei sessi…

…e propongo una coalizione contro la dilagante piaga che affligge le sale pesi di tutto il mondo.

Le Coppie

Trattasi di esemplari tra loro simbiotici che si avvistano in palestra per limitati periodi di tempo, soprattutto in primavera, notoriamente stagione degli accoppiamenti. La loro funzione sociale consiste prevalentemente nell’occupare il doppio degli attrezzi e consumare il doppio dell’ossigeno.

Le due tipologie più comuni sono:

1) Casi umani. Veri e propri anelli di congiunzione tra l’uomo e il boiler estremamente simili tra loro sia per le importanti dimensioni che per la colorazione del manto (un completino misto cotone grigio melange e scarpe bianche in similpelle Decathlon). Fermamente intenzionati a migliorare il proprio aspetto fisico -e mandare a cagare la cozza che si sono trovati in sorte, finiranno poi per iscriversi ad un Corso di Pasticceria o ad un Tour in pullman a Lourdes. Insieme.

2) Mr. Muscolo e l’intellettuale. Fuori dalle umide e sudate pareti della palestra, al loro passaggio, la gente si gira e si chiede: “Ma come cazzo…?“. Nessuno sa bene come si siano conosciuti e perché abbiano deciso di fidanzarsi. Neanche loro, interrogati direttamente sulla questione. Si sono iscritti insieme unicamente a causa della reciproca, ossessiva, immotivata gelosia. Lei stancamente e svogliatamente si trascina tra lo stepper il vogatore, sospirando al ricordo dei tempi in cui poteva godersi tranquillamente un libro o una retrospettiva di film sovietici; lui muscoloso, depilato e abbronzato, con la perenne invidia dell’altrui pene, sospira al pensiero di ‘ma quanto sta bene l’istruttore con quei pantaloncini attillati!‘.

 

Di facile identificazione, quest’esemplare è presente in generosa quantità sul suolo di ogni città, con maggiore concentrazione nelle zone del terziario (di giorno) e del Centro (di sera). Ricopre raramente ruoli di comando, prediligendo lavori quali segretaria, impiegata, commessa. Mestieri, insomma, che non affatichino neuroni già ampiamente torturati dalla compulsiva consultazione di testi di altissimo profilo quali Cosmopolitan, Vanity Fair, A, Donna Moderna, che paiono essere le uniche leve del suo modello comportamentale.

Estremamente conformista e attenta alla moda, di cui è anche vittima, spesso indugia in atteggiamenti di bieco divismo e antipaticamente pseudo-snob. Frequenta locali trendy, di cui è grande conoscitrice. Nella stragrande maggioranza dei casi ha quasi unicamente amici di sesso maschile; le cosmopolitan girl, infatti, relazionano tra loro come cagne rabbiose e ciò rende pressochè impossibile ogni rapporto amicale di lunga durata.

Come già detto, è facile riconoscerle in brevissimo tempo: si pettinano alla moda, vestono alla moda, parlano alla moda, camminano alla moda, ridono alla moda (ebbene sì, anche il modo di ridere è soggetto a scrupolosa analisi degli image-maker e dei fashion guru).

Un altro inconfondibile tratto distintivo è il cellulare: sempre attaccato all’orecchio, in qualsiasi situazione: al ristorante, al cinema, in automobile (come se una donna al volante avesse bisogno di distrazioni…). Con chiunque stia parlando, la Cosmopolitan Girl ha un campionario di espressioni facciali ridotto a due:

1. Beatamente sorridente e un po’ svampita;

2. Estremamente drammatica.

Ascoltano esclusivamente musica italiana (Irene Grandi, Laura Bono, Anna Tatangelo, Gigi D’Alessio, Anna Tatangelo & Gigi D’Alessio…), ma alla domanda: “Che musica ti piace?” risponderanno immancabilmente: “Un po’ di tutto ma adoro il lounge-chillout-freejazz“. Attenti a non rider loro in faccia: a causa di estenuanti sedute in palestra, pilates, aeroboxe, spinning, digiuni, diete dell’arcobaleno, del Somalo e del Dead-man-walking le Cosmopolitan Girl sono estremamente suscettibili e permalose.

Più di ogni altra categoria quella delle Cosmopolitan Girl è naturalmente attratta dal maschio di tipo alfa: vincente, dominante ma understated abbastanza da non offuscarle, danaroso/generoso, esente da paranoie e problemi personali. Una macchina sportiva o un SUV tedesco costituiscono titolo preferenziale. Il suo partner quindi deve essere compatibile con l’asset strategico ed estetico della sua frivola esistenza. Un accessorio, insomma, simile ad un ciondolo di marca, da esibire con orgoglio alle amiche/nemiche.
Non a caso (in ossequio ai dettami delle riviste fashion e di certa subcultura televisiva), spesso si lasciano trasportare in storie malatissime con il proprio capo, nella riservatezza dell’ufficio. Chiunque abbia avuto la sfortuna di conoscerne più di una sa benissimo che sono state amanti di un ricco imprenditore sposato almeno una volta nella loro vita: in genere lo raccontano con un odiosissimo mezzo sorriso sulle labbra e, nei casi più gravi, a distanza di tempo reiterano l’esposizione dei fatti con nuovi particolari e scabrosi retroscena.

E’ inutile precisarlo, ma lo faccio ugualmente: dal suo letto sono esclusi poeti, logorroici, cerebrali e cervellotici, alternativi, studenti e operai con contratto metalmeccanici.

La prova su strada.

Simpatia: 1/10

Vero che alcuni dei loro discorsi possono risultare involontariamente divertenti e grotteschi, ma la simpatia è ben altra cosa.

Fedeltà: 6/10

Tendenzialmente fedeli al capobranco, salvo lasciarsi facilmente influenzare dagli schemi di condotta libertina imposti dal marketing.

Immagine: 9/10

E’ fondamentalmente l’unico motivo per cui un maschio in possesso di medie facoltà mentali potrebbe desiderarne una al fianco. Curate nell’aspetto e nel portamento, attente alla dieta e alla forma, saranno per un breve lasso di tempo il motivo per cui amici e conoscenti anche solo di vista cominceranno a chiamarvi in continuazione ed invitarvi ad ogni sfigatissima serata (“Ah, dì alla tua tipa di portare qualche amica…“).

Dialogo: 2/10

A meno che non siate uno psichiatra o uno stilista (o un masochista), i loro interminabili monologhi su scarpe, serate passate a folleggiare con gli amici DJ, vacanze a Dubai (in compagnia dell’amante) e altre stronzate, saranno in grado di stendervi anche nei momenti più testosteronici.

Tranquillità: 6/10

Voto fuorviante, che va precisato. Il genere, prevedibilmente, è: “tutti i giorni in fiesta in discoteca lounge bar ristorante messicano amici che schifo stare a casa mi sono fatta i capelli proprio oggi…” e un 2/10 senza appello è fin troppo generoso.

L’uomo, tuttavia, sviluppa entro qualche mese una totale e approfondita erudizione di tutte le sostanze calmanti presenti in natura. I sedativi però non sono per lui. Sono per LEI. Narcotizzata a dovere grazie ad esotiche delizie quali il “Filetto alla Valeriana”, “Carote con sorpresa” (la sorpresa è il lexotan), “Mojito di valium e menta”, il nostro eroe potrà godersi una tranquillità da 10/10 in compagnia del suo Dvd preferito.

Sesso: 3/10

Disinibite solo nel linguaggo, il tallone d’achille delle Cosmopolitan Girl è il sesso: sporadico, veloce, monotono. Un mese insieme a queste foche e comincerete a rimpiangere le furiose fellatio dell’obesissima figlia della vostra portinaia.

La serie “Infamous 5-types” ha finora portato alla luce due tipologie di femmina di razza umana che possono essere sommariamente (e forse un po’ ingenerosamente) descritte come individualiste. Alla radice di quest’attitudine sociopatica vi sono il narcisismo, nel caso delle Cosmopolitan Girl, e almeno una decina di sindromi di natura psicologica, nel caso delle Troubled Girl. Ragioni diverse, che però ne causano il medesimo isolamento, rotto solo sporadicamente in favore di generosi pigmalioni, stalloni da accoppiamento e inconsapevoli volontari della Croce Rossa. Soffrono, insomma, di una cronica e autocompiaciuta incapacità di amare; patologia, questa, che non colpisce le appartenenti alla categoria delle Twin-Divided Girl, le quali -uniche tra le Infamous 5-Types- sono invece capaci di un sentimento puro, incondizionato e assoluto, costante nel tempo e invulnerabile a qualsiasi agente esterno. Sfortunatamente a beneficiare di quest’irrazionale impulso non è un uomo bensì una donna: la loro amica del cuore.

3. Twin-Divided Girl

Impossibile tracciare un quadro delle cause scatenanti la morbosità del legame tra queste due donne. Esse tendono a scegliersi per affinità elettiva molto presto (alcuni esemplari persino in età prescolare), e dar vita ad un’unione tanto salda da assumere nel corso degli anni comportamenti e schemi mentali molti simili, pur mantenendo elementi di complementarietà che tutelano la natura simbiotica dell’amicizia. Nei casi più interessanti, i loro stessi tratti somatici subiscono un progressivo avvicinamento tanto da renderle fisicamente somiglianti.

Non a caso, il più grande e gradito complimento che una Twin-Divided Girl possa ricevere è: “Sembrate sorelle gemelle!“.

Come nei migliori buddy-movies, con il poliziotto buono e quello cattivo, il bianco e il nero, l’onesto e il ladro, lo scemo e lo scaltro, il dominante e il sottomesso ecc. anche le Twin-Divided Girl, pur unite da gusti e passioni comuni, coltivano una loro apparente individualità, una sottile ma sostanziale diversità che è vitale ai fini dell’armonia e dell’abbattimento di ogni forma di competitività.

Twin # 1

Introversa, con la tendenza al cinismo più dozzinale. Disillusa e pratica, presenta un carattere lievemente dominante. Esprime con molta discrezione il suo amore per l’amica, prediligendo i fatti rispetto alle parole. Tra le due è quella che manifesta maggiore attaccamento morboso per l’altra.
Infedele (agli uomini) ed estremamente infida, se vi prende in antipatia (cosa molto facile, tra l’altro), state pur certi che avrete vita breve.
Ha un talento particolare per le materie scientifiche.

Twin # 2

Più aperta e solare, seppur non priva di malizia, è più dolce e ingenua. Presenta un carattere lievemente sottomesso. Non nasconde il suo amore per l’amica, di cui ha sempre una o più foto nel portafogli; il rapporto con la twin # 1 è per lei fonte di orgoglio ma, paradossalmente, ha un atteggiamento più misurato e razionale.
Ha un talento particolare per le materie umanistiche.

Le Twin-Divided Girl sono sempre e solo due. Non esistono gruppi di tre o più twin-divided girl, in natura. Ciò che lega queste donne è l’amore, non il senso di appartenenza ad un branco più o meno numeroso. Che serva di mònito a tutti coloro che ritengono sia possibile amare due persone contemporaneamente.

Ciò nonostante, non di rado è possibile osservarle in compagnia di una terza persona, di sesso femminile: il cosiddetto “elemento di disturbo“. Una sorta di rimedio omeopatico a (rari) momenti di empasse causati da noia, litigi, divergenze. Quest’amica ausiliaria diventa il loro oggetto di desiderio e di gelosia, valvola di sfogo e, in vacanza, cuoca-cameriera; terminata l’efficacia della sua funzione di interferenza, il suo incarico viene riconvertito a quello di semplice capro espiatorio e successivamente viene allontanata dal duo.

In un locale, identificato un probabile gruppo contenente Twin-Divided Girl, un rompicapo da farsi sorseggiando un Cuba è: “Scopri l’intruso”.
Suggerimenti: L’amica di troppo non veste come loro, non parla come loro, ma sembra in estrema confidenza con entrambe. Risolto l’enigma, avvicinatevi a lei e fate in modo di avere il suo numero. Presto avrà molto, molto, tempo libero.

Per non collassare, l’ecosistema delle Twin Divided Girl necessita quindi di interazione saltuaria con altri esseri di genere femminile; inglobati, come si è visto, a scopo di cura ricostituente e rigettati prima che possano aver luogo fenomeni di parassitismo dannosi per la sopravvivenza della specie.

Con gli uomini accade pressochè l’identica cosa: ben accetti, ovviamente, ma solo entro una determinata soglia “di tolleranza”. Il fidanzamento (serio) di una, ad esempio, stravolgerebbe l’intimo equilibrio di entrambe. E questo, l’altra Twin-Divided Girl lo sa perfettamente e, a costo di barare, farà in modo che questo non accada.
La stabilità della relazione con una Twin-Divided Girl, triste ma vero, passa necessariamente attraverso l’immagine che la sua amica ha di noi e quanto sarà disposta a tramare per complicarci la vita.

Quindi:

Che cosa pensa/dice di voi la fidanzata della vostra fidanzata?(ordinamento descrescente per probabilità).

1. “Il tizio con cui esci è un idiota” (80% di probabilità).

Appellativo invero molto generico, da intendersi come una sorta di passe-partout del commento negativo. Esso infatti può sorgere a causa di una telefonata troppo lunga, un jeans male abbinato alla camicia, un congiuntivo discutibile, una risata nel momento sbagliato, un basso titolo di studio, l’auto non lavata, un banale diverbio, una fellatio non autorizzata ecc.

Non vi sarà modo, per voi, di risollevare la vostra immagine agli occhi dell’amica. Sono sconsigliate, quindi, bieche operazioni di marketing quali ricordarsi del suo compleanno, giocarsi la carta del dialogo impegnato, mostrare interesse per i suoi studi o il suo lavoro.

2. “Non mi piace” – “E’ brutto” (60% di probabilità).

La natura “di principio” di tale sentenza la rende assolutamente inappellabile. Inutile quindi cercare di correre ai ripari iscrivendosi in palestra, farsi due lampade, ricorrere alla rinoplastica e organizzare una giornata tutti insieme in piscina. Non fareste altro che stimolare ulteriore discredito sulla vostra persona passando rapidamente da “Brutto” a “Brutto ed esibizionista” oppure “Brutto e convinto” oppure, ancora meglio, “Brutto, brutto e brutto ed è inutile che vada in palestra che tanto morirà brutto“.

3. “Ci ha provato con me!” (40% di probabilità)

Generalmente è un’infamia bella e buona ma, come è facile intuire, nel mondo delle Twin-Divided Girl il fine giustifica i mezzi.

Se i primi due giudizi sono tanto inevitabili quanto -relativamente- innocui, l’accusa di aver fatto proposte oscene alla migliore amica rappresenterà una mannaia violentemente calata sulla vostra relazione. Una carta vincente che viene giocata, come misura estrema, solo quando ogni precedente diffamazione non ha sortito effetto alcuno e che viene pianificata e messa in atto con l’inconsapevole complicità della vittima di turno.

Vi accorgerete che l’amica della vostra partner ha in mente qualcosa quando dopo un periodo in cui vi ha tolto anche il saluto, improvvisamente sarà gentile e disponibile nei vostri confronti; sorridente, cercherà il dialogo, vi inviterà alle feste, vi chiederà consigli di varia natura (generalmente su materie informatiche).

Se siete degli sprovveduti bonaccioni, sarete pervasi da una sottile soddisfazione: “…forse sta finalmente cominciando ad accettarmi…”. No. Non le piacete. Non vi ha mai odiato così tanto. Sta solo studiando i vostri comportamenti, le vostre abitudini, i vostri punti deboli. E non appena abbasserete la guardia sarete trasformati, con un fiabesco incantesimo, in bastardi maniaci sessuali infami e traditori.

a. Non accettate mai il suo numero di cellulare, anche se ve lo offre per motivi pratici (ad esempio dovete cambiarle l’olio della macchina, o formattarle il PC):

b. Evitate, sempre, di rimanere da soli con lei. Indovinate chi vincerebbe nel simpatico giochino “Parola sua VS parola mia”. Se le circostanze impongono una certa vicinanza, munitevi sempre di un testimone;

c. Non montatevi la testa. Una vera Twin-Divided Girl non insidierà mai il ragazzo della sua migliore amica. Esaltarsi per un’occhiata maliziosa o un complimento è la migliore scorciatoia per farsela mettere nel culo.

La prova su strada

Simpatia: 3/10 (Twin # 1) ; 8/10 (Twin # 2)

Voti che si commentano da soli. Una è smaliziata e disillusa, tanto da risultare noiosa, nel medio-breve termine; l’altra ingenua e solare (simpaticissima). In bocca al lupo.

Fedeltà: 1/10 (Twin # 1); 5/10 (Twin # 2)

Per la prima gli uomini, anche in costanza di una relazione seria o presunta tale, sono semplici surrogati testosteronici dell’amica, da consumarsi preferibilmente nei momenti di lontananza dal loro reale oggetto del desiderio.

La seconda invece, è soggetta a fulminee infatuazioni e passioni, che si dissolvono man mano che l’amica perpetra i suoi atti di terrorismo psicologico: “…da quando sei fidanzata non mi consideri più…”, “…esci ancora con lui? che noia…”, “…stai attenta, secondo me custodisce qualche torbido segreto, vedrai che non mi sbaglio..”. Meno libertina, ma distante dalla sufficienza.

Immagine: 4/10

Prese singolarmente sono gradevoli alla vista, generalmente colte e di buone maniere; avvicinate queste due bestie nello stesso perimetro per veder crollare rovinosamente la vostra reputazione.

Qualche esempio:

* Al ristorante: sdrammatizzerete battute da camionista verso i camerieri;

* al cinema: l’amica si siederà in mezzo (“…così non pomiciate in mia presenza, sapete che sono gelosa… “) ;

* in un qualsiasi cesso pubblico: anche il più sudicio, è buono come sede di interminabili colloqui privati. Non fatevi cogliere impreparati: un pacchetto di Marlboro semivuoto renderà ancora più frustrante l’attesa;

* in discoteca: vedrete la vostra donna che, istigata da quella sadica stronza dell’amica, sta ballando sul cubo e mimando un amplesso con un ballerino mezzo nudo;

* con i vostri amici: l’amica della vostra partner passerà l’intera serata a litigare, anche violentemente, con uno di loro. Oppure, caso assai frequente, selezionerà il più belloccio e cercherà di trombarselo in bagno;

* a fine serata, sempre: le riporterete entrambe a casa, ubriache e al limite del coma etilico…

* …e il giorno dopo: punterete la sveglia alle 8,00, ma non per andare in ufficio. Vi attende la rimozione, dai tappetini della vostra auto, di una poltiglia puzzolente composta da coca cola, rum, birra, pizza masticata, spaghetti sminuzzati, carote e spinaci, caffè, ammazzacaffè e uno strano fluido biancastro di cui vorrete ignorare la natura.

Dialogo: 3/10 (Twin # 1) ; 6/10 (Twin # 2)

Similarmente alla voce “Simpatia”, vi è una netta differenza tra le due platoniche amanti.

Con la prima, talvolta vi sembrerà di avere a che fare con una Troubled Girl; la seconda invece, decisamente più aperta al dialogo, indugerà spesso in estenuanti digressioni su avventure alcolico-sessuali a Ibiza/Mikonos/Formentera in compagnia dell’amica, con l’esibizione spontanea di foto e souvenir vari: “…conservo ancora gelosamente questo scontrino macchiato di merda, me lo ha regalato la mia amica…”.

Tranquillità: 3/10

Siete a letto con la vostra donna. Fissate il soffitto e intravedete, nella penombra notturna, una Vedova nera che aleggia sulla vostra testa. Vi osserva. Sa tutto di voi. Chissà da quanto tempo è lì. In apparenza è tranquilla, ma è pronta all’attacco. E’ parte della sua natura attaccare e uccidere. E voi ne siete consapevoli.

Ecco spiegato, con una pratica metafora, il livello di tranquillità che avrete durante la relazione con una Twin-Divided Girl.

Sesso: 10/10 (+ lode)

Ben poche donne possono competere con le Twin Divided Girl a letto. In un gioco perverso di reciproca istigazione a provare e osare sempre di più, che spesso ha inizio già durante il liceo, verso i 25/30 anni raggiungono l’apice di quanto la mente umana possa concepire in materia di sesso.
Se non siete infastiditi dalla certezza che ogni particolare delle vostre performance sessuali verrà raccontato all’amica, allora le Twin-Divided Girl sono la scelta ideale per risollevarvi da un matrimonio in crisi, o anche solo se cominciate a manifestare i primi sintomi di calo del desiderio.

Sono tra noi. Diversamente dalle appartenenti ad altre categorie sfuggono ad ogni tentativo di immediato riconoscimento. Si muovono indisturbate e avvelenano -non senza autocompiacimento- il sistema delle relazioni sociali tra uomo e donna. Il loro obiettivo è distruggere ciò che capita tra le loro mani. All’inizio della carriera terroristica vivono la loro sadica attitudine con un latente senso di colpa. Dopo i 35/40 anni comprendono finalmente la grandezza della loro missione: dedicheranno ad essa il resto della loro vita.
Avete presente quelle vecchiette sole che si barricano nel loro loculo palesando la loro esistenza solo per bestemmiare contro i ragazzini che giocano nel cortile? Quelle sono ex Troubled Girl ora in disarmo.

2. Troubled Girl

La razza delle Troubled Girl (trouble = problema, dramma) estende i suoi tentacoli in ogni angolo abitabile del pianeta. Una delle colonizzazioni meglio riuscite della storia: pacifica, subdola, silenziosa. Ha rappresentanti di ogni ceto sociale e cultura. Ad ogni uomo ne sono assegnate almeno due o tre nell’arco della vita. I più sfortunati le attirano, come se avessero una calamita sulle chiappe, a gruppi di tre/quattro contemporaneamente, oppure una dopo l’altra come se fossero ciliegie.

Assunto che è impossibile riconoscere a vista le Troubled Girl, è di vitale importanza abbandonare quel becero possibilismo che contraddistingue un maschio innamorato, e cercare di scovarle in tempo utile, prima che comincino a fare (troppi) danni. Non è uno scherzo. Non c’è possibilità di redimerle e la loro pericolosità aumenta esponenzialmente man mano che passano i mesi.

L’unica categoria, tra le Infamous 5-Types, a provocare irreversibili effetti collaterali, tra cui:

* Calvizie;
* Ansia e depressione;
* Omosessualità, Bisessualità;
* Misoginia;
* Licenziamento per assenza ingiustificata da lavoro;
* Tracollo finanziario;
* Solitudine e allontanamento dagli amici;
* Dermatite e altre manifestazioni psicosomatiche;
* Autolesionismo;
* Suicidio;
* Omicidio.

E a costo di apparire noioso, ribadisco il concetto-chiave. Queste non sono iperboli in linea con lo spirito dell’articolo, o costruite con l’intento di colpire la vostra attenzione. Parlando di Troubled Girl sono serissimo. Liberissimi ovviamente di interrompere, non senza sdegno, la lettura e andare a farvi rovinare da una patetica sventurata qualsiasi; l’importante è che non vi lamentiate con me.

Come riconoscerle?

Anche senza indicazioni esterne, si inizia a sospettare dopo un paio di mesi. Ad un certo punto ci si interroga su uno sconvolgente particolare: “Ehi! Ma è un caso che non mi abbia mai chiesto come sto?”. E arriviamo al primo segno distintivo della Trouble Girl: l’egoismo. Non esistono altri problemi al di fuori dei suoi. Raramente si informerà su come state, come va il lavoro, se avete problemi ecc. E se, spontaneamente, parlerete di voi scatterà un timer installato nella sua testa: 22 secondi netti e si dileguerà in bagno, sbadigliando. Veloce pisciatina strategica ed emissione del tipico verso: “Che palle!”.

Altra caratteristica comune: l’infanzia/adolescenza problematica. Non mancheranno le occasioni in cui ne parlerà, quindi aprite bene le orecchie e anche se non siete abituati a farlo, leggete tra le righe, interpretate le metafore, osservate la mimica facciale.
Nella maggior parte dei casi la molla scatenante di tanta perfidia è un controverso rapporto con il padre, deceduto prematuramente, manesco, traditore, ubriacone, fallito, oppressivo, dominante. Piccoli o grandi traumi non risolti che degenerano in un inconscio odio (con conseguente identificazione) per il genere maschile; tuttavia lesbiche non si diventa e, costrette ad una eterosessualità non desiderata, sfogano la loro repressione cercando di distruggere/complicare ogni forma di rapporto interpersonale.

Inoltre, fateci caso: tutte le troubled girl hanno un “migliore amico maschio”. L’unico che nel corso degli anni sia stato messo nella condizione di sopportarle. Egli è loro confidente e consigliere, unico beneficiario di una piccola dose di bontà e gentilezza quotidiana. L’unico essere umano di cui parleranno bene nei loro racconti.

L’ultimo loro ex è sempre, a loro dire, un pezzo di merda. Alle Troubled Girl piace alternare: dopo aver devastato l’ultimo pezzettino ancora integro dello sfigato di turno, si autopuniranno concedendo le loro grazie ad un avventuriero bugiardo ma abile amatore spesso più grande di loro.
Durante queste brevi fasi trasfigurano: sexy, sottomesse, romantiche, propositive, stabili. Sanno che la storia durerà poco (fa parte del piano) e in virtù di ciò saranno anche in grado di innamorarsi intensamente, andando volutamente incontro ad una cocente delusione.

Sì, perchè è questo il vero modus agendi delle Troubled Girl: alimentare il loro disagio, autolegittimare la loro cattiveria, trovare un colpevole, dimostrare la propria ragione, distruggere e autopunirsi. Chiuso il ciclo, reiniziarne un altro.

E ancora: impossibile organizzare la benchè minima cosa. Cambieranno irrimediabilmente idea all’ultimo minuto. Estremamente volubili, pigre, lagnose, non ordineranno mai pizza in pizzeria, al cinema “… volevo andare a vedere l’altro film“, se uscite con gli amici vi rinfacceranno di non averle portate, se le portate vi faranno rimpiangere il momento in cui le avete invitate, e così via.

Se la chiamate al telefono spesso risponderà solo al ventesimo tentativo (“Volevo stare un po’ da sola…“). Fate bene attenzione a quel “Volevo stare un po’ da sola”, perchè è la chiave di tutto. Specie se non motivato da una discussione o un litigio o da un problema oggettivo, l’improvviso bisogno di solitudine della vostra partner spesso anticipa la diagnosi più severa: vi siete fidanzati con una troubled girl.

Manca completamente di riconoscenza. Qualsiasi cosa facciate per loro, va bene. Se invece vi macchiate della minima mancanza nei loro confronti (ad esempio vi siete dimenticati di comprarle le sigarette) preparatevi a: “Non te ne frega nulla di me, sei come tutti gli altri, mi trascuri, non mi ascolti, ma che cazzo vuoi da me, mi fai perdere tempo, sei un inetto…“.

Direi che ce n’è abbastanza per farsi per tempo un quadro ben definito della persona con cui state. Il problema è che queste psicotiche tendono a fare outing, o quantomeno rendersi riconoscibili, solo nel momento in cui ormai siete cotti a puntino, e sareste disposti a mangiare la loro merda se questo servisse a farle sorridere.

Il consiglio che posso darvi è di scappare a gambe levate non appena raggiungete la certezza di averne incontrata una. La rottura di una storia d’amore fa soffrire; di mezzo ci si mette anche il patetico orgoglio maschile, ne sono consapevole.
Ma da una relazione andata a male ci si può riprendere alla svelta. Dalla devastazione fisica e psicologica, invece no.

La prova su strada

Simpatia: 5/10

Lunatiche e volubili, a volte deprimenti. Rassegnatevi ad essere violentemente accusati per qualsiasi variazione del loro umore: “Hai detto le stesse parole che disse mio padre 14 anni e 3 mesi fa poco prima di .. [piange] …sei uno stronzo insensibile“***.
Grandi bevitrici, talvolta capaci di un sottile umorismo invero divertente e coinvolgente. Troppo poco, comunque, per una sufficienza piena.

*** la frase incriminata è: “metto anche l’aceto, nell’insalata?”

Fedeltà: 8/10

La relazione con questa sociopatica durerà troppo poco perchè possa avere tempo e voglia di tradirvi. E’ inoltre capace di repentini slanci di cieca quanto inverosimile devozione nel momento in cui minacciate di licenziarvi da quello è diventato un vero e proprio lavoro full time: il (loro) crocerossino.

Immagine: 6/10

Come le Blatant-Bitch Girl (di cui parlerò più avanti), ma per motivi diversi, solo raramente gli esemplari di questa razza possono essere definiti oggettivamente perfetti. Nel caso delle Troubled Girl, la sottile aura di negatività e sventura che si portano appiccicate addosso traspare nello sguardo, nel sorriso tirato, nei lunghi silenzi, nei continui tentativi di mettervi in difficoltà anche in pubblico. Dopo un breve periodo di approvazione, i vostri amici cominceranno a chiedervi: “Ma come fai a stare con quella mantide?”.

Dialogo: 4/10

Se la comunicazione fra due persone non fosse per definizione duplex, meriterebbe 10 e lode. Purtroppo le Troubled Girl non percepiscono alcuna voce che non sia la loro. Preparatevi ad ascoltare, fingendo estremo interesse (guai se vi scappa uno sbadiglio), interminabili monologhi incentrati su: drammi familiari, traumi adolescenziali, amiche traditrici, uomini bastardi, mobbing sul lavoro, sventure varie ed eventuali.
Quando (e se) riuscirete ad inserirvi nella discussione, limitate la durata del vostro intervento a 30 secondi al massimo. Oltre, è matematico, la Troubled Girl sbotterà: “Oh ma quanto parli stasera! Sei noioso sai?“.

Tranquillità: 1/10

Dimenticate la serenità. Se la Troubled Girl vi ha identificati come “Bravo Ragazzo” (condoglianze!) non avrà pietà della vostra psiche: sputerà su ciò che offrite, vi darà dell’egoista, del troppo altruista, ribatterà ogni singola vostra idea, vi darà sempre torto, vi respingerà per principio, vi cercherà quando la mandate a cagare, non risponderà alle telefonate, bestemmierà se vi chiama e siete sotto la doccia (“…ehi ma dove cazzo eri? Non ci sei mai quando ho bisogno…”).
Se la Troubled Girl vi ha invece identificati come “Cattivo Ragazzo” (felicitazioni!), dopo un iniziale periodo in cui cercherà di convertirvi da macho-man a martire, presa coscienza del fallimento vi ossessionerà per ore, giorni, con recriminazioni, accuse infondate, arriverà a rinfacciarvi ogni singola omelette che ha cucinato per voi. E poi vi lascerà. E sarà uno dei giorni più belli della vostra vita, credetemi.

Sesso: S.V.

Dipende. Disinibita e priva della benchè minima morale con quelli che lei etichetta come bastardi (nei suoi racconti non mancano mai orge, pissing, sadomaso…); se invece siete stati accolti in qualità di bravo ragazzo sarete appellati con un cordiale “… porco feticista!” se durante un normalissimo amplesso le sfiorate con le labbra una caviglia.

Infamous 5-types è un concept che descrive (e mette in guardia da) cinque diverse tipologie di donna. Oltre l’85% della fauna femminile eterosessuale del mondo Occidentale appartiene ad uno di questi sottoinsiemi, ognuno caratterizzato da diversi livelli di pericolosità e comicità.

La scoperta del lato oscuro delle psicopatiche con cui dividiamo il già scarso ossigeno della Terra e, quando ci va di lusso, il letto non è sufficiente per evitare delusioni o affezioni gastrointestinali. Tuttavia Infamous 5-types consegnerà nelle mani del maschio dalla mente affilata una maggiore consapevolezza: che si consideri preda, vittima, compagna, partner, amante, amica, oppure oggetto, quando una donna entra incautamente nel nostro raggio d’azione bisogna prontamente (e con esattezza) identificarne la categoria di appartenenza. Da ciò dipenderanno modalità di attacco, di difesa e di fuga strategica.