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	<title>Being Stuart</title>
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	<description>Stuart Delta sito ufficiale</description>
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		<title>L&#8217;interinale Pres. Mario Monti che afferma: &#8220;Il posto fisso è monotono&#8221;. Ironia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 18:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[asides]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è un equivoco di fondo, però.
E mi rammarica profondamente che Lei, che è persona indubbiamente dotta e illuminata e meritevole di ogni rispetto, ci sia cascato.


Innanzitutto La ringrazio, Presidente Monti, per aver così sinteticamente e lucidamente espresso quello che è anche un mio intimo pensiero. Il fatto che io sia, ormai da più di dieci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>C&#8217;è un equivoco di fondo, però.<br />
E mi rammarica profondamente che Lei, che è persona indubbiamente dotta e illuminata e meritevole di ogni rispetto, ci sia cascato.</em></strong></p>
<p><strong><em><span id="more-940"></span></em></strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-941" title="Mario_Monti" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2012/02/Mario_Monti-237x300.jpg" alt="Mario_Monti" width="237" height="300" /></p>
<p>Innanzitutto La ringrazio, Presidente Monti, per aver così sinteticamente e lucidamente espresso quello che è anche un mio intimo pensiero. Il fatto che io sia, ormai da più di dieci anni, &#8220;<em>imprenditore di me stesso</em>&#8220;, credo basti da solo a testimoniare, quantomeno, la mia coerenza.</p>
<p>Tuttavia un particolare che a Lei e a molti suoi coetanei, politici e non, sfugge è che i giovani di oggi (e per giovani di oggi intendo chiunque, dai 18 ai 99 anni, sia abile al lavoro) sanno benissimo che il &#8220;posto fisso&#8221; è monotono.<br />
Diamine, ci viene quotidianamente fatto un lavaggio del cervello in modo che si sia tutti così splendidamente individualisti ed edonisti, non Le viene in mente neanche per un attimo che nessuno, spontaneamente, si abbasserebbe mai a piantar bulloni alla catena di montaggio, timbrare documenti, vestire culi ciccioni in un negozio, battere i tasti di un registratore di cassa facendosi venire le emorroidi?</p>
<p>Basta accedere ad un social network a caso, leggerà ogni giorno decine di lamentele di lavoratori dipendenti: chi si lamenta dell&#8217;orario, della puzza del collega, i pettegolezzi di corridoio, quella stronza del piano di sopra che è stata promossa perchè ha dato il culo al dirigente, del capo che fa le avance, dei pochi sbocchi e possibilità di carriera, del cibo della mensa che fa schifo, delle scarse soddisfazioni, la macchinetta del caffè che non funziona, l&#8217;ufficio troppo caldo, l&#8217;ufficio troppo freddo e via discorrendo. <strong>Sono d&#8217;accordo con Lei, il posto fisso è davvero monotono. Voglio rilanciare: è alienante, disumanizzante, contronatura. </strong></p>
<h3>Eppure, tantissimi giovani vedono il posto fisso (alias: impiego presso struttura pubblica o privata con contratto a tempo indeterminato) come una chimera, come un obiettivo. Tutti rincoglioniti privi di ambizioni? Tutti bamboccioni? Tutte aspiranti pecore della catena di montaggio? Nossignore.</h3>
<p>Io so che non è così, Lei sa che non è così.</p>
<p>Queste <em>boutade</em> fatte così, per sollevare ad arte eguale approvazione ed indignazione non rendono giustizia alla Sua cultura e alla Sua provata esperienza di economista.</p>
<p>Cosa rende, ancora nel 2012, il posto fisso così agognato da tantissimi disoccupati che pur avrebbero la loro bella convenienza a mettersi in proprio o adeguarsi alla tanto reclamizzata flessibilità? E&#8217; molto semplice: <strong>adempimenti fiscali più semplici e, soprattutto, accesso al credito.</strong></p>
<p>Dal dopoguerra il sistema bancario (creditizio) si è plasmato ed evoluto intorno alla busta paga e al cedolino della pensione. E mi sorprende, non poco, che questo sistema obsoleto, iniquo, arbitrario, non si sia smosso di una virgola nonostante siano almeno vent&#8217;anni che i Governi ce la menano con la flessibilità e la piccola imprenditoria.</p>
<p>Non Le dirò quanto dichiaro l&#8217;anno. Ma non si preoccupi: lavoro con le aziende, non potrei evadere neanche volendo, mi creda. Mi ritengo benestante, non ho debiti in giro, prestando opera intellettuale non ho neanche merci ferme e spese di magazzino. Eppure se entro in una qualsiasi Banca a chiedere un mutuo sa cosa mi rispondono? &#8220;<em>Il Suo reddito è ok ma&#8230; ha un genitore o qualcuno in possesso di busta paga o pensione che possa garantire per Lei, meglio se ha un immobile di proprietà, e/o una sorella carina e disponibile da impegnare alla bisogna?</em>&#8221;</p>
<p>Non mi fraintenda, Signor Presidente. Di avere una casa di proprietà non me ne è mai fregato un cazzo. E non si preoccupi per me o per il mio stato fisico-psichico: è vero, per guadagnare, netto, ciò che guadagna un impiegato che lavora otto ore al giorno io, di giorni, ne lavoro sette su sette, per 12 ore almeno, ma è una vita che mi sono scelto. Non mi lamento, va bene così.<br />
E non voglio lamentarmi neanche se penso che in pensione non ci andrò mai. Lei è del &#8216;43, ancora lavora, apprezzo il buon esempio.</p>
<p>Il problema è sapere che lo Stato è un socio inoperoso che si accaparra, se va bene, tra il 50% e il 60% di quello che guadagno. E, non contento, per prendersi parte dei miei sudati soldi mi sottopone a sadici giochini mnemonico-matematici di concentrazione ogni qualvolta devo compilare un modulo F24: codici e codicilli, imposte e controimposte, percentuali, inps, tasse regionali, comunali, scadenze. E&#8217; in questi momenti che penso che lo Stato non sia dalla mia parte.</p>
<p>Si auspicava un mondo del lavoro incentrato sulla &#8220;persona&#8221;. In un modo o nell&#8217;altro, con le buone o con le cattive, lo si è ottenuto. Ma non si è tenuto sufficientemente conto del fatto che <span style="text-decoration: underline;">il mercato del lavoro non è un&#8217;entità a se stante, ma è strettamente interconnesso con Fisco e Sistema Creditizio</span>. I quali, di fatto, sono rimasti incentrati sulla &#8220;busta paga&#8221;. Se, con i poteri che Le sono stati conferiti non inizierà un serio e radicale mutamento anche di questi due capisaldi del sistema economico italiano, la società anglosassone che Lei (così come tutti i suoi predecessori) sogna, ossia fatta di piccoli imprenditori che vendono servizi ad altri imprenditori, vestono Gucci e tutti insieme fanno girare l&#8217;economia, si disgregherà in tante piccole società primitive come quella dei Puffi, con il Puffo Falegname che fa i mobili in cambio delle mele di Puffo Agricoltore, con Puffo Barbiere che fa i capelli a Puffo Idraulico che gli ripara il bagno e tanti incazzatissimi Puffi Forzuti a protezione della comunità che, desiderosi di menare le mani, non aspettano altro che un incaricato dello Stato vada a far loro visita.</p>
<p>Rispettosamente, porgo i miei ossequi.<br />
Stuart.</p>
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		<title>Surviving Panda</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 10:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[Engines]]></category>

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		<description><![CDATA[Erano esattamente due anni che non pubblicavo contenuti SEO. Nell&#8217;Agosto del 2009 scrissi su Caffeine ma l&#8217;articolo è rimasto fino ad oggi figlio unico. L&#8217;estate, si sa, è la stagione delle esplosioni ormonali e degli amori, e questa in particolare è stata caratterizzata dall&#8217;avvento, dopo mesi di falsi allarmi, di Panda in Italia: migliore momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Erano esattamente due anni che non pubblicavo contenuti SEO. Nell&#8217;Agosto del 2009 scrissi su <a href="http://www.beingstuart.com/engines/google-caffeine-revolution.html" target="_blank">Caffeine</a> ma l&#8217;articolo è rimasto fino ad oggi figlio unico. L&#8217;estate, si sa, è la stagione delle esplosioni ormonali e degli amori, e questa in particolare è stata caratterizzata dall&#8217;avvento, dopo mesi di falsi allarmi, di Panda in Italia: migliore momento non c&#8217;è quindi per dargli un degno fratellino. Fuor di metafora, Caffeine e Panda (altrimenti detto Farmer Update) sono molto più parenti di quanto molti credano.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-915" title="panda11" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2011/08/panda11.jpg" alt="panda11" width="540" height="293" /></p>
<p><span id="more-904"></span>Lavorando abitualmente in mercati estremamente competitivi, caratterizzati da serp che possono variare anche più volte durante il corso della giornata, ho potuto osservare sin dal principio -ben prima dell&#8217;<a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2011/08/high-quality-sites-algorithm-launched.html" target="_blank">annuncio ufficiale del 12 agosto</a> &#8211; gli effetti della presunta estensione del <em>so-called</em> Panda su Google.it. Il manifesto programmatico di questo update algoritmico è reperibile sul blog ufficiale di Google: &#8220;<a href="http://googleblog.blogspot.com/2011/02/finding-more-high-quality-sites-in.html" target="_blank">Finding more high-quality sites in search</a>&#8221; (24 Febbraio 2011), seguito qualche mese dopo da precise linee guida ed indicazioni per i webmaster: &#8220;<a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2011/05/more-guidance-on-building-high-quality.html" target="_blank">&#8220;More guidance on building high quality&#8221;</a>, articolo che presentava l&#8217;ormai celebre lista di domande (valide anche a scopo di autodiagnosi per il proprio sito), quesiti simili a: &#8220;<em>Se tua figlia uscisse con l&#8217;autore di questa pagina web, ne saresti contento?</em>&#8220;, oppure: &#8220;<em>Se il titolare di questo sito un giorno uccidesse ventotto persone con un AK-47, ne rimarresti sorpreso?&#8221;</em>.</p>
<p>Per la prima volta abbiamo di fronte il tentativo di produrre un modello matematico che misuri l&#8217;emotività, la fiducia, l&#8217;affidabilità che un documento web ispira all&#8217;utente umano. Non è più quindi sufficiente ottimizzare una pagina web secondo i tradizionali fattori <em>onpage</em> (non insulterò la vostra intelligenza facendone un elenco) ma si deve operare affinchè il documento e l&#8217;intero sito di appartenenza abbiano qualità editoriale e look&amp;feel tali da soddisfare non solo la chiave di ricerca in senso stretto, ma fornire maggiori informazioni, approfondimenti, riferimenti e fonti, guadagnare la fiducia dell&#8217;utente e persuaderlo a rimanere, condividere, suggerire il documento ai propri contatti. Panda è quindi un update epocale non solo per l&#8217;inedito <em>buzz</em> che Google stesso ha voluto crearci intorno, ma perchè si avvicina molto alla realizzazione delle profezie di un lustro fa, che vedevano un motore capace non solo di intepretare (o indovinare) alla perfezione i desideri impliciti di una query, ma anche e soprattutto le sensazioni che un utente umano prova visitando un dato documento web. L&#8217;imparziale arbitro dell&#8217;eterna diatriba &#8220;scrivere per i motori Vs scrivere per i lettori&#8221;.</p>
<blockquote><p>[...] came up with a classifier to say, okay, IRS or Wikipedia or New York Times is over on this side, and the low-quality sites are over on this side. And you can really see mathematical reasons. (Matt Cutts)</p></blockquote>
<p>Come probabilmente avvenuto in passato, Google ha dato in outsourcing l&#8217;esame e la valutazione di un seed di siti di partenza, di cui ha tracciato un profilo, per cosi dire, emozionale. <strong>Parafrasando, liberissimamente</strong>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Ekman" target="_blank"><strong>Paul Ekman</strong></a>, abbiamo un set di emozioni negative come paura, rabbia, tristezza, disgusto e un set  di emozioni positive come soddisfazione, sollievo, piacere: ad ogni emozione suscitata è stato assegnato un valore, ovvero le sue coordinate all&#8217;interno di un ideale iperspazio. Avremo quindi che siti come Wikipedia, che presumibilmente suscitano alti valori di emozione positiva, staranno in determinate aree, la content farm <em>sui generis</em>, in aree diverse e distanti. I rimanenti siti, vale a dire tutti, saranno valutati in base alla vicinanza minore o maggiore ai siti considerati buoni.</p>
<p>Per una disamina più tecnica su Panda rimando a questo post di <strong>Enrico Altavilla</strong>: <a href="http://www.lowlevel.it/come-funzionano-panda-e-google-gli-aspetti-tecnici/" target="_blank">Come funzionano Panda e Google: gli aspetti tecnici</a></p>
<p>Bersaglio principale di Panda, com&#8217;è ormai arcinoto, sono le &#8220;<strong>content farm</strong>&#8221; (vedi <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Content_farm" target="_blank">voce su Wikipedia</a>), siti che tecnicamente non infrangono alcuna guideline di Google ma che per loro natura propongono, premeditatamente, contenuti di bassa qualità, informazioni sistematicamente di basso profilo in quanto l&#8217;abbandono da parte dell&#8217;utente, meglio se cliccando un Ad, è cercato ed incoraggiato: il lucro sul traffico uscente come core business.<br />
Va da sè che questo tipo di progetto non è molto diffuso in Italia [1] e mi ha spesso sorpreso, negli ultimi mesi, il panico di molti webmaster (i cui siti non erano neanche lontanamente associabili a content farm). Titolari di portali turistici e siti di hotel avevano ben più pressanti questioni (ad esempio l&#8217;imbastardimento delle serp organiche con i risultati local), titolari di ecommerce avevano ben più gravi e fisiologici limiti (ad esempio il riproporre descrizioni di prodotto, spesso fornite dai produttori, sempre identiche), operatori dei settori adult e finance avevano ben più di uno scheletro nell&#8217;armadio (ad esempio campagne di link building, per così dire&#8230; troppo creative)  eppure al minimo drop tutti a sentirsi vittime della <em>grande cospirazione del Panda</em>. [2]</p>
<p>Sono convinto che, almeno per quanto riguarda l&#8217;Italia, le piccole rivoluzioni nei risultati organici osservate negli ultimi mesi abbiano origine diversa da Panda. E un piccolo ma poco notato spoiler lo fornisce, neanche troppo tra le righe, <strong>Amit Singhal</strong> (grassetto mio):</p>
<blockquote><p>&#8220;Some publishers have fixated on our prior Panda algorithm change, but <strong>Panda was just one of roughly 500 search improvements</strong> we expect to roll out to search this year&#8221;</p></blockquote>
<p>Panda quindi assume il ruolo dell&#8217;alligatore albino, sacrificato e gettato in pasto ai media e ai SEO (categoria cordialmente detestata da Google, da sempre) per distrarli da modifiche under the hood dalle conseguenze anche più tragiche, nella prospettiva di chi si occupa di search marketing. Se altri update ci sono stati,e ci sono stati, due di questi riguardano una diversa valutazione dei link e una migliore capacità di rilevare linking-schema o pattern non naturali di link. Sono certo che recentemente molti webmaster si sono visti recapitare il warning per &#8220;unnatural links&#8221;. Non è un caso. Inoltre, almeno secondo quanto ho potuto osservare sulle miriadi di progetti e clienti che seguo, l&#8217;ennesimo tentativo di improvement del filtro per i contenuti duplicati e/o una rinnovata abilità di attribuire un contenuto al suo legittimo creatore [3].</p>
<p>Che Panda sia perfettibile è fuori discussione. Però è utile, indipendentemente dalla tipologia di sito che si gestisce e indipendentemente dal reale impatto di Panda sulla search italiana, cogliere l&#8217;occasione per un restyling sia della forma sia della sostanza del proprio progetto web.</p>
<h3>Ridurre e differenziare le parti boilerplate del sito. Advertising inclusi.</h3>
<p>Tenere sempre a mente che l&#8217;abilità di Google nel riconoscere e filtrare le porzioni di codice ripetute su ogni pagina (alla base del &#8216;Mayday&#8217; del 2010), come l&#8217;header, le sidebar, footer ed eventuali blocchi di advertising e andare al &#8220;cuore&#8221; dei contenuti, non va necessariamente a favore del webmaster: un documento che presenta 50 KB di codice boilerplate e tre righe di testo unico, è e rimane un documento con tre righe di testo unico.</p>
<h3>Consolidare molte pagine in una sola.</h3>
<p>Lo scenario di partenza, la cultura seo del passato, era la necessità di pubblicare online un sito con tante pagine, magari interconnesse. Seppur unici, pochi contenuti reali erano spalmati su molti documenti rispondenti a molte chiavi, in modo esatto, con poche variazioni.  Perfettamente etico e non in contrasto con le guidelines di Google. Ma ormai insufficiente a rendere il singolo documento autorevole ed esaustivo, come desiderato dagli ideatori di Panda.</p>
<p>Non si tratta di eliminare i rami secchi di un sito, ma di raccoglierli e riunirli in un unico, lungo, ramo: esiste la redirect 301, e -nella maggior parte dei casi [4]- Google la supporta e ne tiene conto in modo relativamente rapido.</p>
<p>Al tempo stesso, chi è in procinto di creare nuovi contenuti, farà meglio ad evitare di diluire il medesimo argomento su più documenti: meglio un singolo (iper)testo, esaustivo, autoconclusivo (<em>wikipedia style</em>, se non fosse chiaro ciò che intendo). Sì a riferimenti esterni (o altre pagine interne), ma solo se di reale utilità e approfondimento.</p>
<h3>Engagement. Ovvero quali siti non hanno interesse a trattenere l&#8217;utente, allacciare con lui  una relazione e invogliarlo a ritornare?</h3>
<p>Sono i siti made for adsense, i siti satellite (costruiti per aumentare la rilevanza di altri siti ), le content farm. Come detto prima, un alto bounce rate, incubo per la maggior parte dei webmaster, in siti di questo tipo è il tramite principale per ottenere lauti guadagni e/o allontanare la possibilità di spam report. Il basso profilo e i nulli tentativi di trattenere e &#8220;conoscere&#8221; il proprio utente, sono premeditati.</p>
<blockquote><p>Look at Suite 101. Go there, look around, figure out what they&#8217;re doing, and <strong>make sure you&#8217;re doing the opposite</strong>. (Matt Cutts)</p></blockquote>
<p>Allontanarsi, anche a livello estetico e strutturale da questo tipo di sito, è la chiave per avvicinarsi all&#8217;area dei siti considerati &#8220;<em>buoni</em>&#8220;.</p>
<h3>Surviving Panda. In conclusione.</h3>
<p>Il Panda fa parte di una sottofamiglia degli <em>ursidi</em>. E&#8217; un cuginetto dell&#8217;Orso Bruno, insomma, per sopravvivere all&#8217;attacco del quale ricordo che i metodi da fumetto, stendersi a terra e fingersi morti oppure saltare e agitare gambe e braccia per sembrare più grossi, non funzionano. Il mio consiglio è di credermi sulla parola.</p>
<p>L&#8217;applicazione di Panda nelle ricerche in lingua italiana, se realmente volta a colpire uno specifico tipo di web development e tutti i progetti che, più o meno volontariamente, ne richiamano la struttura, dovrebbe coincidere anche con l&#8217;incremento di ranking per moltissimi altri siti internet. La ricetta da me fornita in questo articolo, che in sintesi si basa sulla a) riduzione di boilerplate e -soprattutto- advertising sulle proprie pagine, b) sul consolidamento dei testi brevi in un unico testo coerente, e c) aumentare i punti di interesse e le possibilità di navigazione interna al sito [5] (potrei dire semplicisticamente &#8220;<em>ridurre il bounce rate</em>&#8221; ma esso è un dato controverso che, considerato a se stante, non è chiaro come e in che modo venga considerato dal motore), forse non copre tutti quei parametri formali di cui Panda tiene conto, ma rappresenta un effettivo allontanamento da quella tipologia di sito che l&#8217;algoritmo mira a ripulire dalle serp.</p>
<p>Tuttavia Panda, a mio parere, è giunto in Italia sollevando un polverone all&#8217;interno del quale  sono stati nascosti altri piccoli update o<em> improvement</em> degli algoritmi di ranking. A meno che non si gestisca un network di spudoratissime content farm made in Italy, i motivi di un drop o di un netto calo di referer da Google negli ultimi 20 giorni,  andranno ricercati analizzando problematiche seo nel proprio progetto che prescindono da Panda: link building troppo aggressiva e innaturale, contenuti duplicati (all&#8217;interno e all&#8217;esterno), lentezza del server, assenza di outbound links ecc.</p>
<p><strong>Note.</strong></p>
<p><small>[1] In molti associano <em>content farm</em>, termine che identifica un tipo ben preciso di sito, agli aggregatori news, ai comparatori di prezzo e, suppur raramente, alle directory e a siti che presentano user-generated content spesso non originale (comunicati stampa, inserzioni ecc.). Invero questi siti hanno punti di contatto: capitalizzazione del traffico uscente, discreti posizionamenti organici, nullo o scarso controllo editoriale sui contenuti pubblicati. Tuttavia, i siti che raccolgono, infiocchettano e servono contenuti già presenti su altre risorse non sono l&#8217;obiettivo primario di Panda.</small></p>
<p><small>[2] &#8220;<em>&#8230; e i giornali e i tg non ne parlanoooo! Svegliaaaaaaaa</em> [cit.]&#8220;.  Avrebbero potuto gridare &#8220;<strong>MayDay! Mayday</strong>!&#8221;, ma <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/05/google-mayday-long-tail.html" target="_blank"> lo avevano già fatto l&#8217;anno prima.</a></small></p>
<p><small>[3] Google e l&#8217;eterna lotta per la corretta attribuzione di un contenuto al suo autore. In giugno di quest&#8217;anno ha <a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2011/06/authorship-markup-and-web-search.html" target="_blank">annunciato il supporto del tag html5 rel=author e XFN rel=me</a> . Per maggiori informazioni sull&#8217;integrazione di questo markup all&#8217;interno delle pagine web, leggere qui: <a href="http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=1229920&amp;&amp;hl=en" target="_blank">http://www.google.com/support/webmasters/bin/answer.py?answer=1229920&amp;&amp;hl=en</a> (non disponibile in italiano nel momento in cui scrivo).</small></p>
<p><small>[4] Fenomeno ampiamente osservato; ai fini di presentare all&#8217;utente serp che siano di facile comprensione e &#8220;pulite&#8221;, accade talvolta che la redirect 301, almeno in apparenza, sia ignorata e venga trattata quasi come una 302. Ciò comunque non inficia il posizionamento e la raggiungibilità della risorsa che ha beneficiato della redirezione.</small></p>
<p><small>[5] E non regalate i vostri commenti a Facebook!  <a href="https://developers.facebook.com/docs/reference/plugins/comments/" target="_blank">Facebook comment box</a> è un plugin, utilizzato da sempre più webmaster, che permette agli utenti di FB di commentare i propri articoli o prodotti direttamente sul proprio sito. Ottima opportunità per aumentare la presenza sul social network per antonomasia e ridurre drasticamente le possibilità di spam e/o trolls. Tuttavia in primo luogo i commenti diventeranno &#8220;di&#8221; Facebook, con tutto ciò che ne potrebbe conseguire. In seconda battuta, i commenti non sono tecnicamente indicizzabili e per moltissime tipologie di sito i commenti sono lo strumento principale per: rendere maggiormente originale la singola risorsa, fidelizzare gli utenti e, se si è soliti rispondere ai commenti, incrementare la propria expertise.<br />
</small></p>
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		<title>Julie&#8217;s Sixteenth Birthday</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 14:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[Debunked]]></category>

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		<description><![CDATA[Debunk semplice e disimpegnato ideato in un&#8217;afosa giornata di metà Agosto. Molti di voi avranno già visto dozzine di volte la copertina di questo album del 1985 di John Bult, che viene riproposta fino alla nausea in sbarazzine, a volte spassose, liste come &#8220;Le peggiori copertine di sempre&#8220;, oppure &#8220;Worst album cover ever&#8221; ecc.
Girare intorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Debunk semplice e disimpegnato ideato in un&#8217;afosa giornata di metà Agosto. Molti di voi avranno già visto dozzine di volte la copertina di questo album del 1985 di <strong>John Bult</strong>, che viene riproposta fino alla nausea in sbarazzine, a volte spassose, liste come &#8220;<em>Le peggiori copertine di sempre</em>&#8220;, oppure &#8220;<em>Worst album cover ever</em>&#8221; ecc.</p>
<p>Girare intorno alla questione è inutile: <strong>la copertina di dell&#8217;album è invero inappropriata e difficilmente potrebbe esser presentata al falsamente emancipato pubblico del 2011</strong>; in poche parole è indifendibile, sia dal punto di vista della realizzazione che del concetto.</p>
<p><img title="julies-sixteenth-birthday-john-bult" src="../wp-content/uploads/2011/08/julies-sixteenth-birthday-john-bult.jpg" alt="julies-sixteenth-birthday-john-bult" width="395" height="400" /></p>
<p>Ma i contenuti della <em>title-track</em> dell&#8217;album, &#8220;Julie&#8217;s Sixteenth Birthday&#8221; (il sedicesimo compleanno di Julie), <strong>sono realmente la trasposizione in strofe di quanto l&#8217;ambigua copertina lascerebbe sottintendere? </strong>Fuor di metafora: la canzone descrive l&#8217; adescamento di una minore? E&#8217; un&#8217;apologia della pedofilia?<span id="more-890"></span></p>
<h3>L&#8217;artwork (insomma&#8230;)</h3>
<p>Come già scritto in apertura, è indifendibile. L&#8217;immagine ritrae John Bult (nato nel &#8216;69, quindi ai tempi 36enne) e una ragazza, presumibilmente sedicenne, presumibilmente di nome Julie, intrattenersi in un bar. Lui, proteso verso di lei, le stringe la mano; le labbra leggermente socchiuse lasciano ad intendere che le stia parlando. Julie non sembra affatto felice di ciò che sta accadendo: la prima impressione è che un vizioso (si notino birra e sigaretta come a rimarcare le inclinazioni trasgressive dell&#8217;uomo), ben più che maggiorenne, stia persuadendo la giovane a trattenersi con lui ben oltre il tempo di un drink e non certo per una partita a briscola. Del resto è ormai una sedicenne e, forse, nello Stato in cui avviene la scena, giunta all&#8217;età del consenso (negli Stati Uniti l&#8217;età del consenso varia, da Stato a Stato, da 16 a 18 anni).</p>
<h3>Mai giudicare  un disco (o un libro) dalla copertina.</h3>
<p>E&#8217; un modo di dire ormai di uso comune: &#8220;<em>Never Judge a book by its cover&#8221;</em>. Eppure in questo specifico caso è avvenuto proprio questo:</p>
<p>Recensione estratta da <a href="http://rateyourmusic.com/release/album/john_bult/julies_sixteenth_birthday/" target="_blank">Rateyourmusic.com</a></p>
<blockquote><p>It&#8217;s a great album for a closet pedophile! Ugh! This album is Kryptonite  for intellectuals! Look at the album cover! He&#8217;s trying to score a  kid!!!! [...] &#8211; Utente &#8220;<strong>scarlettohara</strong>&#8220;</p></blockquote>
<p>Teoricamente gli utenti che recensiscono un disco, quantomeno dovrebbero ascoltarlo&#8230;</p>
<p>Commento di Allie Willis su <a href="http://www.alleewillis.com/awmok/kitschenette/2010/03/25/john-bult-julies-sixteenth-birthday-lp/" target="_blank">www.alliewillis.com</a></p>
<blockquote><p>Is Julie Bult’s daughter who he’s counseling on her “16th” birthday or  is it the Jerry Lee Lewis syndrome and he’s trying to talk her into   becoming a woman on her birthday?</p></blockquote>
<p>Insomma Allie, hai pubblicato la copertina dell&#8217;album per raggranellare qualche accesso in più al tuo (we)blog del cazzo e non hai la benchè minima idea di cosa parli la canzone? Qui in Italia si chiama diffamazione. Lì dalle tue parti?</p>
<p>Quest&#8217;altra chicca da <a href="http://blogcritics.org/music/article/the-absolute-worst-album-cover-art/" target="_blank">blogcritics.com</a> (grassetti miei)</p>
<blockquote><p>Mr. Bult is <strong>obviously an alcoholic child molester</strong>. The hat, half-empty  beer and cigarette add that &#8220;special something&#8221; that makes me want to  crawl into the fetal position and cry like a little boy.</p></blockquote>
<p>E&#8217; la droga che ti fa desiderare di <em>metterti in posizione fetale e piangere</em>. Secondo <strong>Robert Burke</strong>, autore dell&#8217;articolo, John Bult è <strong>ovviamente</strong> un alcolizzato molestatore di bambini. Ovviamente. Del resto la foto &#8220;parla chiaro&#8221;. Un po&#8217; come quei mitomani che osservando le foto della piramide di Cheope dicono &#8220;<em>Uhmmm&#8230; no, l&#8217;uomo non può averla costruita da solo, è stato ovviamente aiutato dagli alieni</em>&#8220;.</p>
<p>Tra i tantissimi, anche uno psicolabile che scrive dalle pagine di <a href="http://badalbumart.blogspot.com/2007/03/john-bult-julies-sixteenth-birthday.html" target="_blank">badalbumart.blogspot.com</a>:</p>
<blockquote><p>[...] However, I do think I need to call child protective services or the police.</p></blockquote>
<p>Potrei andare avanti con decine di altre citazioni. Ma farei solo lo sporco gioco di quegli animalisti integralisti che affermano che le bestie sono più intelligenti degli esseri umani.</p>
<h3>&#8220;Julie&#8217;s Sixteenth birthday&#8221; di John Bult: ascoltiamo la canzone.</h3>
<p>Recentemente (ad inizio Giugno), l&#8217;utente di Youtube &#8220;<strong><a href="http://www.youtube.com/user/derekcap" target="_blank">derekcap</a></strong>&#8221; ha caricato sul suo canale proprio la canzone incriminata, consentendo a tutti, sottoscritto incluso, di poterla ascoltare e comprenderne i contenuti.</p>
<p><iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/u1YZziNbeLg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>No, l&#8217;FBI, Scotland Yard e la Polizia Postale non sono sulle vostre tracce per il solo fatto di averla ascoltata. Per la semplice ragione che non è in alcun modo una canzone dai contenuti pedofili: è una malinconica traccia country che, sintetizzando al massimo, <strong>narra di un padre che chiede al barista di servirgli un drink, l&#8217;ultimo, perchè poi dovrà correre a casa; è il sedicesimo compleanno della figlia (Julie) e proprio quella sera lei avrà il suo primo appuntamento. Sulla strada di casa però ha un incidente d&#8217;auto. Si risveglia in ospedale, il suo primo pensiero è, appunto la figlia; presto, tuttavia, realizza che è morto e in quanto tale ben difficilmente potrà vederla e abbracciarla</strong>.</p>
<blockquote><p>[...] then I gotta be running. You see my little Julie just turned to 16 today. And tonight she&#8217;s going out for her very first date.</p>
<p>[...] I&#8217;ve spent more time right here (al bar, n.d.Stu) than I have it home with my daughter [...]</p>
<p>[...] so tonight I&#8217;m making up for  a lot of lost times, lot of hurt feelings, lot of broken promises&#8230;</p></blockquote>
<p>Ritornello. Cantiamo tutti insieme, in coro:</p>
<blockquote><p>[...]For once in my life I&#8217;m gonna do something right, I&#8217;m gonna be home for my Julie tonight, it&#8217;s her sixteenth birthday, and you know it&#8217;s her first date, this is one promise that I&#8217;m not gonna break&#8221;</p></blockquote>
<p>Il dramma:</p>
<blockquote><p>[...] as I got closer to home I started to think, (it) won&#8217;t do me no harm to have one more drink, so I reached for the bottle I kept under the seat&#8230; When I looked up, my whole life passed right in front of me [...]</p>
<p>[...] next thing I remembered I was just coming to in a hospital bed and right then I knew that I&#8217;d caused something awful to happen last night [...]</p></blockquote>
<p>Ai piedi del letto giunge Lou, il suo migliore amico, cui John chiede che cosa sia successo:</p>
<blockquote><p>&#8220;Jim you lost control, crossed the yellow line and hit a car head on and Lord I wish I was lying , cause a young man was injured and a lovely girl died.&#8221;</p>
<p>[...] (John / Jim dice chiede a Lou) &#8220;tell Julie how sorry I am for spoilin&#8217; her birthday&#8221; [...]</p>
<p>[...] Jim you can save your breath, cause when you meet her in heaven you can tell her yourself.</p></blockquote>
<h3>Una più obiettiva interpretazione della copertina</h3>
<p>Dato il testo della canzone, che alla luce dei fatti è quanto di più lontano dalla pedofilia possa esistere (la triste storia di un padre mediocre, più incline alla bottiglia e alla frequentazione dei bar che allo stare vicino alla famiglia, il giorno del sedicesimo compleanno della figlia Julie decide, una volta tanto, di essere presente. Ma, si sa, la redenzione avviene solo nei film, e il vizietto dell&#8217;alcool causerà al povero Jim un incidente mortale), possiamo interpretare diversamente la copertina del disco.</p>
<p>Julie, ormai sedicenne, si reca nel bar che era solito frequentare l&#8217;ormai defunto padre e si siede in quello che probabilmente era suo tavolo preferito. L&#8217;espressione triste della figlia sottintende la recente perdita. Jim la aspetta proprio lì, con la sua birra e le sue sigarette, nel limbo in cui vivrà fino a che non potrà chiederle personalmente scusa per aver mancato il suo sedicesimo compleanno. Le prende la mano e cerca di parlarle, ma non essendo più del &#8220;<em>regno dei vivi</em>&#8221; lei non se ne accorge: ecco spiegata l&#8217;espressione assente di lei.</p>
<h3>In conclusione</h3>
<p>John Bult chiuse con quel disco la sua carriera, anche se parlare di carriera appare un po&#8217; esagerato. Il cantautore non ha una voce in Wikipedia, ad esempio, ed è un&#8217;impresa reperire risorse e fonti che ne parlino <em>cum grano salis</em>. Ma mi rincresceva, sinceramente, che un artista, pur misconosciuto, venisse ricordato e tutt&#8217;ora ampiamente citato in modo diffamatorio, associandolo, a volte sarcasticamente a volte no, ad un crimine esecrabile quale, appunto, l&#8217;abuso su minori.</p>
<p>Stuart D.</p>
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		<title>Aluminium</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novels]]></category>

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		<description><![CDATA[
Avevo uno specchio. Non un banale e dozzinale ornamento da salotto.   Uno specchio magico: assorbiva completamente la mia immagine,   risucchiandola dal mondo circostante e me la restituiva piena di gioia,   amore, serenità. L&#8217;anticipazione di una felicità che ero giunto a   percepire tanto vivida e reale da sentirmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-883" title="aluminium" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2011/08/IMAG0063.JPG" alt="aluminium" width="540" height="334" /><span id="more-882"></span></p>
<p>Avevo uno specchio. Non un banale e dozzinale ornamento da salotto.   Uno specchio magico: assorbiva completamente la mia immagine,   risucchiandola dal mondo circostante e me la restituiva piena di gioia,   amore, serenità. L&#8217;anticipazione di una felicità che ero giunto a   percepire tanto vivida e reale da sentirmi commosso ed esitante. Gli   insorti corrono verso di te, non rallenteranno neanche in prossimità di   angoli ciechi ma, per una volta, non sei loro nemico.</p>
<p>Una   sera tornai a casa e lo trovai in frantumi sul pavimento. Nessuno era   entrato nel mio appartamento in mia assenza ed ero certo di averlo   fissato saldamente, con estrema cura, al muro. Incastri di paura   tristezza disprezzo rabbia tormento: vetro e alluminio esplosi   disordinatamente in decine di lame informi che non ho mai avuto il   coraggio di raccogliere, una per una, e confinare in un&#8217;innocua, triste   ma catartica, ucronìa.</p>
<p>Oggi è ancora tutto come lo trovai   quella sera. Con il tempo ho imparato a conviverci, conosco la  posizione  anche della scheggia più piccola. Osservo quei frammenti, ma  solo per  evitarli: ognuno di essi è la minuscola e distorta  riproduzione di ciò  che era e doveva essere. Inavvertitamente,  inevitabilmente, di notte,  tentenno nel buio e li sfioro. Lo stomaco si  stringe. Ma è un attimo.</p>
<p>Giocare  con il gelido alluminio, senza  coscienza, come se fosse la prima volta.  Maneggiare il vetro tagliente,  senza sanguinare. Forse, un giorno.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Stuart D</strong>. (15 Luglio 2011)</p>
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		<title>Bufala appello email / Facebook: Falso bebè e uova marce</title>
		<link>http://www.beingstuart.com/debunked/bufala-appello-email-facebook-falso-bebe-e-uova-marcie.html</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 08:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[Debunked]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; di stamattina lo sbarco in Italia, e successiva diffusione mediante i classici canali email e social network (Facebook in primis) di un appello senza fondamento (sì, una bufala) che iniziò a circolare negli States nel 2009.
Questo il testo:


Non so spiegare perchè &#8211; e la ragione poco importa &#8211; ma non mi sono fermata&#8230;
Una sera, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; di stamattina lo sbarco in Italia, e successiva diffusione mediante i classici canali email e social network (Facebook in primis) di <strong>un appello senza fondamento (sì, una bufala)</strong> che iniziò a circolare negli States nel 2009.<span id="more-877"></span></p>
<p>Questo il testo:</p>
<div>
<div>
<blockquote><p>Non so spiegare perchè &#8211; e la ragione poco importa &#8211; ma non mi sono fermata&#8230;</p>
<p>Una sera, mentre  percorrevo una via secondaria per tornare a casa, ho notato, sul  seggiolino di un&#8217;auto ferma a bordo della strada, un bambino coperto da  un panno.<br />
le bande di malviventi, i Rom e i ladri  stanno escogitando vari stratagemmi perchè gli automobilisti  (soprattutto donne) fermino il proprio veicolo e ne scendano (in zone  isolate).</p>
<p>Il metodo praticato da certe bande consiste nel  posizionare una macchina lungo la strada con un falso bebè seduto  dentro, aspettando che una donna si fermi per andare a vedere quello che  lei crede essere un bimbo abbandonato.</p>
<p>Quando  sono arrivata a casa, ho telefonato alla polizia che mi ha assicurato  che sarebbe andata a vedere Nel contempo, però, ecco quello di cui la  polizia mi ha informata:</p>
<p>Da notare che la macchina è  solitamente messa vicino a un bosco e ad un campo con l&#8217;erba alta: la  persona che ha la malaugurata idea di fermarsi sarà trascinata nel  bosco, violentata, picchiata e derubata&#8230;</p>
<p>Non fermatevi mai, ma  chiamate il 113 appena possibile, raccontando quello che avete visto e  dove l&#8217;avete visto, MA CONTINUATE LA VOSTRA STRADA!</p>
<p>Altro espediente:</p>
<p>Se,  mentre state guidando, vi &#8216;arrivano&#8217; delle uova sul parabrezza, non  fermatevi, ma soprattutto non azionate il lavavetri, perchè le uova  miste all&#8217;acqua diventano collose e vi oscurerebbero il parabrezza fino a  più del 90%! Sareste allora costretti a fermarvi al bordo della strada,  diventando potenziali vittime di criminali.</p>
<p>Ecco qualcuna delle nuove tecniche utilizzate dalle gang.</p>
<p>Informate i vostri amici, per favore</p></blockquote>
<p>Questo invece l&#8217;originale (2009):</p>
<blockquote><p>FYI, passed along from personnel at the Paulding County Courthouse, in Georgia. Several things to be aware of this year&#8230; as gangs and robbers are now plotting different ways to get a person to &#8220;stop&#8221; their vehicle.<br />
Please note:<br />
There is a gang initiation reported by the local police department that gangs are placing a car seat by the road &#8230; with a fake baby in it&#8230; waiting for a woman, of course, to stop and check on the baby. Note that the location of this car seat will usually be beside a wooded or grassy (field) area &#8230;and the person &#8211; woman &#8211; will be dragged into the woods &#8211; beaten and raped &#8211; usually left for dead. DO NOT STOP. DIAL 9-1-1 AND INFORM THEM&#8230;<br />
IF YOU ARE DRIVING AT NIGHT AND EGGS ARE THROWN AT YOUR WINDSHIELD. DO NOT OPERATE THE WIPER AND SPRAY ANY WATER BECAUSE EGGS MIXED WITH WATER BECOME MILKY AND BLOCK YOUR VISION UP TO 92.5% SO YOU ARE FORCED TO STOP BESIDE THE ROAD AND BECOME A VICTIM OF ROBBERS. THIS IS A NEW TECHNIQUE USED BY ROBBERS. PLEASE INFORM YOUR FRIENDS AND RELATIVES.</p></blockquote>
<p>E una variante della stessa:</p>
<blockquote><p>Fwd: NEW TRICK TO ROB YOU&#8230;</p>
<p>If you are driving at night and eggs are thrown at your windshield.</p>
<p>Do not operate the wiper and spray any water because eggs mixed with water become milky and block your vision up to 92.5% so you are forced to stop at the roadside and become a victim of robbers.</p>
<p>This is a new technique used by robbers.</p>
<p>Please inform your friends and relatives.</p></blockquote>
<p>Secondo <strong>URBAN LEGEND</strong> (su About.com) <a href="http://urbanlegends.about.com/od/crime/a/eggs_windshield_crime_alert.htm" target="_blank">http://urbanlegends.about.com/od/crime/a/eggs_windshield_crime_alert.htm</a> <strong>l&#8217;appello</strong>, citando come fonte anche: <a href="http://www.decaturdaily.com/stories/Egg-smashing-robbery-warning-e-mail-is-hoax,49737" target="_blank">http://www.decaturdaily.com/stories/Egg-smashing-robbery-warning-e-mail-is-hoax,49737</a> , <strong>è del tutto infondato</strong>. Non risultano, spulciando negli archivi della polizia e nelle notizie di cronaca, episodi di violenza o crimini che presentino questo tipo di modus operandi.</p>
<p>La versione italiana è una traduzione / sintesi degli originali, con l&#8217;aggiunta dei &#8220;Rom&#8221; (gruppo etnico spesso associato ad una sorta di uomo nero in versione collettivo) tra i potenziali installatori di bambole nelle auto e cecchini armati di uova.</p>
<p>La struttura da bufala, anche in questo caso, è ricalcata in pieno:</p>
<ul>
<li>assenza di luoghi o date che permettano di circostanziare gli eventi descritti;</li>
<li>&#8220;plausibilità&#8221; dei fatti descritti;</li>
<li>dito puntato, più o meno esplicitamente, contro un soggetto o gruppo particolare che in ogni caso non godrebbe della totale simpatia del lettore (negli Stati Uniti si accusano le gang e i loro simpatici riti di iniziazione, qui i Rom);</li>
<li>l&#8217;insinuare nel lettore una sensazione di falsa sicurezza data dalla conoscenza, e successivo inoltro, dei fatti.</li>
</ul>
<p>L&#8217;appello quindi è una bufala in primo luogo perchè è l&#8217;esatta traduzione di un falso appello americano di due anni fa. Inoltre non vi sono evidenze che le tecniche di cui si è fatta menzione siano state mai effettivamente utilizzate per aggredire o derubare qualcuno.</p>
<h3><strong>AGGIORNAMENTO 5 AGOSTO 2011: Il bambino con l&#8217;indirizzo di casa in mano.<br />
</strong></h3>
<p>Mi viene segnalato che in questi giorni circola un appello <em>minore</em> , che ha come protagonisti un bambino (questa volta vero) e le vittime preferite dai predatori che circolano indisturbati in giro per il mondo: le donne.</p>
<blockquote><p>Questo avvertimento è per le ragazze che vanno fuori casa, ufficio o scuola, da sole. Se trovate un bambino che piange sulla strada che vi mostra il suo indirizzo e chiede di essere accompagnato a quell&#8217;indirizzo, prendete il bambino e portatelo alla stazione di polizia e non a quell&#8217;indirizzo. Questo è un nuovo modo che hanno le gang per stuprare le ragazze.</p></blockquote>
<p>Anche in questo caso, per fortuna/purtroppo, nulla di nuovo sotto il sole. L&#8217;ennesima operazione di <strong>hoax-import</strong> dagli Stati Uniti, ripescando dal patrimonio bufalino americano del <strong>2005</strong>.</p>
<p>A confermarlo è una ricerca su <strong>SNOPES.COM</strong> che dedicò all&#8217;appello la precissima indagine &#8220;<a href="http://www.snopes.com/crime/warnings/childlure.asp" target="_blank"><strong>A Little Child Shall Lead Them</strong></a>&#8221; da cui estrapolerò alcuni passi chiave.</p>
<blockquote><p>Lacking any news accounts of a crime that would fit what has been described, we&#8217;re going to drop this one into the &#8216;false&#8217; column both because the story echoes too closely other baseless scare stories about lurking dangers to women, and because the methodology described is so far removed from that employed by the majority of rapists.</p></blockquote>
<p>Non vi è alcuna notizia di rapimento o stupro il cui modus operandi rientri in quanto descritto dall&#8217;appello. Inoltre lo schema &#8220;persona che chiede aiuto ma è una trappola&#8221; è molto similare ad altre bufale; <strong>soprattutto la tecnica descritta è assai improbabile che verrebbe realmente usata da uno stupratore.</strong></p>
<p>Di quest&#8217;ultimo aspetto, che rende di fatto improbabile che uno stupratore utilizzi questa tecnica predatoria, ne ero a conoscenza: <strong>uno stupratore non metterà mai in atto una tecnica di aggressione che lo privi della scelta diretta della vittima.</strong></p>
<p>Come ben precisa Snopes:</p>
<blockquote><p>[...] rapists would be surrendering one of the most basic components of their thrill: victim selection. Instead, they would be resigning themselves to having no say about who they would be assaulting, their Judas goats (the children they were using) making that choice for them.</p></blockquote>
<p>Come per la bufala precedente, quindi, la <strong><em>mera plausibilità</em> dei fatti descritti si scontra con la logica</strong> e l&#8217;assenza di episodi realmente avvenuti  e documentati.</div>
</div>
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		<title>Giù le mani da Federica!</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 10:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[asides]]></category>

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		<description><![CDATA[Tornata alla ribalta in questi giorni la procedura di  autodiagnosi che, secondo gli autori e successivi estensori  dell&#8217;appello, permetterebbe di rilevare per tempo un probabile attacco  cardiaco.
Ne cito un passo rilevante:
Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un attacco di cuore:
* Chiedete alla persona di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Tornata alla ribalta in questi giorni la procedura di  autodiagnosi che, secondo gli autori e successivi estensori  dell&#8217;appello, permetterebbe di rilevare per tempo un probabile attacco  cardiaco.<span id="more-868"></span></strong></em></p>
<p>Ne cito un passo rilevante:</p>
<blockquote><p>Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere <strong>se qualcuno ha avuto un attacco di cuore</strong>:</p>
<p>* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);</p>
<p>* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa(esempio:  oggi è una bella giornata); se non ce la fa è sotto attacco;</p>
<p>* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);</p>
<p>*  Chiedete al paziente di mostrarvi la lingua. (se la lingua sembra   ingrandita o la muove solo lateralmente è anche questo un segno di chi è   colpito da attacco cardiaco).</p>
<p>Nel caso si verifichino uno o più  dei sovra citati punti chiamate  immediatamente il pronto soccorso e  descrivete i sintomi della persona  per telefono.</p></blockquote>
<p>Le procedure sopra citate in realtà non riguardano la diagnosi dell&#8217;attacco cardiaco, bensì dell&#8217;<strong>ictus cerebrale</strong> e sono state estrapolate, per la cronaca, dal Cincinnati Prehospital Stroke Scale o CPS.</p>
<p>Errore  marginale, obietteranno alcuni, sempre di salvare una vita si tratta.  Inutile sottolineare le differenze non marginali tra attacco cardiaco e  ictus, vale la pena ricordare che in Italia suggerire o praticare  procedure di (auto)diagnosi a terzi senza essere medici regolarmente  iscritti all&#8217;Ordine è reato *.</p>
<p>Questo non include, ovviamente, la prestazione di primo soccorso che è un dovere civico, prima che morale.</p>
<p>La regola, in ogni caso, è la seguente: se un vostro amico o parente ha subìto un trauma (caduta, impatto&#8230;), <strong>nel dubbio chiamate il 118 o la Guardia Medica</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Stuart D.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Commenta questo articolo su Facebook: </strong><a href="https://www.facebook.com/notes/stuart-delta/durante-una-cena-federica-cade-giu-le-mani-da-federica/10150173452157687" target="_blank">https://www.facebook.com/notes/stuart-delta/durante-una-cena-federica-cade-giu-le-mani-da-federica/10150173452157687</a></p>
<p>* secondo un&#8217;interpretazione restrittiva e oltranzista della Legge commettete reato anche quando vostra moglie vi dice: &#8220;<em>Caro, ho un dolore alla spalla</em>&#8221; e voi, impiegati, salumieri e informatici le rispondete: &#8220;<em>Uhmm vieni qui cara che ti faccio un massaggio</em>&#8220;.<strong><br />
</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>R.E.M. Collapse into now (2011).</title>
		<link>http://www.beingstuart.com/250milliampere/r-e-m-collapse-into-now-2011.html</link>
		<comments>http://www.beingstuart.com/250milliampere/r-e-m-collapse-into-now-2011.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 13:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[asides]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scenario è grosso modo questo: sono le 13.28 e aspetti trepidante che tuo figlio torni da scuola. Oggi aveva la verifica di matematica e hai passato la notte a vegliare mentre ripassava formule e teoremi, silenzioso, chino sulla scrivania. Con discrezione sei entrato nella sua camera, hai posato latte caldo e biscotti vicino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_842" class="wp-caption alignnone" style="width: 550px"><img class="size-full wp-image-842" title="rem-collapse-into-now" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2011/03/rem-collapse-into-now.jpeg" alt="R.E.M. Collapse into now" width="540" height="540" /><p class="wp-caption-text">R.E.M. Collapse into now</p></div>
<p><span id="more-841"></span>Lo scenario è grosso modo questo: sono le 13.28 e aspetti trepidante che tuo figlio torni da scuola. Oggi aveva la verifica di matematica e hai passato la notte a vegliare mentre ripassava formule e teoremi, silenzioso, chino sulla scrivania. Con discrezione sei entrato nella sua camera, hai posato latte caldo e biscotti vicino a quaderni e matite, gli hai sorriso e gli hai accarezzato la testa spettinandolo un po&#8217;, poi sei uscito socchiudendo la porta. Nessuna raccomandazione, nessun consiglio: il tuo modo di fargli capire che in caso di bisogno ci saresti stato ma che prima di tutto riponevi in lui grande fiducia. Il citofono, tre suoni prolungati, che sanno di festa; tiri un mezzo sospiro di sollievo, sai che l&#8217;umore di una persona si può dedurre anche da questi particolari. Non lascerai che bussi e attenda sul pianerottolo, apri subito la porta e ti piazzi sull&#8217;uscio per accoglierlo. L&#8217;ascensore giunge al piano e tuo figlio ti sorride sventolando un foglio protocollo pieno di scritte blu e qualche segno rosso, ma prima di porgertelo assicura: &#8220;<em>E&#8217; andata bene</em>&#8220;. Afferri la verifica senza mascherare la tua impazienza e non ti curi di altro che non sia quel numero posto in alto a destra: Sette e mezzo.</p>
<p>Sette e mezzo. Verifica ampiamente superata. Tuttavia pensi: perchè non otto? O nove? Magari un dieci? Ma tutto vuoi, tranne che spezzare l&#8217;entusiasmo del tuo pargolo, che neanche le grigiastre occhiaie riescono a nascondere. Così gli chiedi: &#8220;<em>Ci sono state molte insufficienze?</em>&#8220;. E quando ti sentirai rispondere &#8220;<em>Sì</em>&#8220;sarai pervaso, finalmente, dal giusto sentimento di orgoglio paterno: Dieci? Suvvia, mio figlio non è un secchione! Nove? Tipico voto da cocchino del professore! Otto?  Sì la prossima volta sarà di certo un otto!</p>
<p>Per un fan dei R.E.M., la cui inscalfibile passione rimane costante da ormai più di 20 anni, l&#8217;uscita di un nuovo album, o meglio, la prima ora di ascolto, è caratterizzata da sensazioni assai simili a quelle sopra esposte. Ti aspetti una nuova &#8220;The One I love&#8221;, un pezzo che riporti a &#8220;Fall on me&#8221;, canzoni che entrino nella storia della musica come &#8220;Losing my religion&#8221; o &#8220;Everybody Hurts&#8221;, pretendi che il tuo gruppo abbia messo insieme una collezione eterogenea di brani di altissimo livello come in &#8220;New Adventures in Hi-Fi&#8221; o &#8220;Green&#8221;. Quando al termine dei 40 minuti di <strong>Collapse into Now </strong>ti ritrovi a dire che è <em>solo</em> un gran bell&#8217;album una breve ma dolorosa fitta, in fondo in fondo, la provi. Ed è a quel punto che, fortunatamente, l&#8217;esame di realtà ti suggerisce un ragionamento più obiettivo e rassicurante: <strong>se Collapse into Now fosse stato realizzato da una band esordiente</strong>, pompata all&#8217;inverosimile dalla propria etichetta discografica con la complicità di radio e MTV varie, <strong>la critica discografica starebbe in questo momento gridando al miracolo e migliaia di persone nel mondo si starebbero strappando le vesti dall&#8217;eccitazione</strong>.</p>
<p>Sì, perchè il panorama mainstream musicale del terzo millennio ha abbracciato la seguente filosofia commerciale: le major scelgono un artista, gli creano intorno un <em>hype</em> del tutto arbitrario, gli accreditano uno o due singoli più o meno vendibili, finanziano un intero album (composto dai due singoli più una decina di riempitivi insulsi per fare volume) che verrà promosso con ogni mezzo lecito e illecito per un bimestre scarso al termine del quale ricominceranno il ciclo con un altro artista. La storia, insomma, sta saturandosi, stagione dopo stagione, di future comparse di quelle trasmissioni nostalgiche in stile: &#8220;<em><strong>Che fine ha fatto..?</strong></em>&#8221;</p>
<p>Al momento non esistono (non è neanche nell&#8217;interesse dei discografici, che esistano) band in grado di compilare un intero album con brani di altissima qualità, senza riempitivi o b-sides inserite in extremis per raggiungere un minutaggio tale da giustificarne la pubblicazione.</p>
<p>&#8220;<strong>Collapse into now</strong>&#8220;, nonostante il prevedibile insuccesso di vendite (insomma, l&#8217;album venderà, ma non stravenderà), è una fortunata eccezione all&#8217;assunto sopra esposto. 12 brani, che presentano una discreta varietà di soluzioni musicali, composti da una versione particolarmente cinica e ispirata dei R.E.M.<br />
Ideale successore del precedente &#8220;Accelerate&#8221; (2008): stesso produttore, Jacknife Lee e medesima predominanza delle chitarre elettriche di Peter Buck e del <em>quarto-non-ufficiale</em> membro Scott McCaughey. Al contrario di ciò che accadeva nei precedenti lavori (a partire da &#8220;Up&#8221; del 1998 in avanti, alias dall&#8217;uscita dal gruppo di Bill Berry), tuttavia, non si notano evidenti debolezze o b-side stranamente inserite nella tracklist finale.<br />
Un album che esalterà -e non poco!-  coloro che amano già alla follia il gruppo ma che dubito raggranellerà un numero rilevante di nuovi fan.</p>
<h3><strong>Collapse into now, canzone per canzone.</strong></h3>
<p>Si inizia con il primo singolo:(1) &#8220;<strong>Discoverer</strong>&#8220;. Rilasciato in download legale gratuito a fine 2010. In tempo per guadagnarsi il mio personalissimo award di &#8220;Più bella canzone del 2010&#8243;. Il migliore anthem possibile per Collapse into now: orecchiabilissimo e trascinante. Se mi ritrovassi ubriaco in un karaoke e mi obbligassero (tutti, al karaoke, cantiamo perchè qualcuno ci ha obbligato a farlo!) a cantare un pezzo dei R.E.M., sceglierei senza dubbio questo.</p>
<p>(2) &#8220;<strong>All the best</strong>&#8220;, un up-tempo corale e ben prodotto. Che forse risente troppo della vicinanza, nella timeline dell&#8217;album, con la ben più carismatica canzone precedente uscendone lievemente offuscata.</p>
<p>Si prosegue con il primo, vero, singolo per l&#8217;Europa: (3) &#8220;<strong>Überlin</strong>&#8221; (per gli U.S.A. è stato scelto &#8220;<em>Mine Smells like honey</em>&#8220;), una ballata sognante e stralunata, lettera d&#8217;amore del gruppo alla città ove è stato -parzialmente- registrato il disco, Berlino. Un brano davvero valido, con un testo intimista stranamente comprensibile, forse un po&#8217; debole e &#8220;poco R.E.M.&#8221; per fare da biglietto da visita per l&#8217;intero album. Una nota: circola su varie TV nazionali un finto videoclip di supporto, un collage di pezzi del video di &#8220;Daysleeper&#8221;. Il video ufficiale della canzone è questo:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZITh-XIikgI?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/v/ZITh-XIikgI?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>(4) &#8220;<strong>Oh my heart</strong>&#8221; è l&#8217;unico pezzo vag(hissim)amente politicizzato dell&#8217;intero disco. Una ballata acustica che riporta ai tempi di &#8220;Out of Time&#8221; dal vago retrogusto southern e nostalgico.</p>
<p>Se vi state chiedendo che fine abbia fatto Eddie Vedder, che compare come guest singer in (5) &#8220;<strong>It Happened Today</strong>&#8220;, sappiate che fa &#8220;<em>oooh oooh eeeh oooh&#8230;!</em>&#8221; nei minuti finali della canzone. Una ballata acustica dal testo ipercinico, il riassunto, negativo, di una giornata, che termina con una lunghissima (quasi 2 minuti) <em>wordless harmony</em>, una soluzione musicale che i R.E.M. hanno padroneggiato già svariate volte in passato (es: &#8220;Me in honey&#8221;).</p>
<p>La canzone più bella: (6) &#8220;<strong>Every day is yours to win</strong>&#8220;. In contrasto con la sarcastica &#8220;It happened today&#8221;, anche qui un&#8217;impalpabile negatività la fa da padrona tuttavia Michael, che canta con voce filtrata, come un amico al di là del telefono (&#8221;Turn you inside-out&#8221;, &#8220;King of comedy&#8221;&#8230;) è qui a darti coraggio, a dirti che &#8220;<em>&#8230;.è così che sono fatti gli eroi..</em>&#8220;.<br />
Egoisticamente -ed erroneamente, lo ammetto- la considero un dono per me e per tutti coloro che nel corso della propria vita hanno trascorso periodi in cui  sembrava che solo un cantante potesse capirli e confortarli.</p>
<p>(7) &#8220;<strong>Mine Smells Like Honey</strong>&#8220;, il primo singolo per gli Stati Uniti. Ovvia alternativa a &#8220;Discoverer&#8221;, che il gruppo si era già bruciato due mesi prima con la release per il web. Up-tempo rock n&#8217; roll ballabile e orecchiabile di facilissima presa, che frena bruscamente lasciando il posto alla quasi-gospel (8) &#8220;<strong>Walk it back</strong>&#8220;, dolce ed intimista addio ad una donna, ad un amico o, come temo, ai fan.</p>
<p>(9) &#8220;<strong>Alligator_Aviator_Autopilot_Antimatter</strong>&#8220;. Puro rock n&#8217; roll con la sciattissima cantante canadese Peaches a ricoprire il ruolo di backing vocalist, che  di solito spetta a Mike Mills. Non temo smentita, la scelta è azzeccatissima nel conferire al brano quel feeling scanzonato e trashy tipico del rock da strada. Un altro dei miei pezzi favoriti dell&#8217;intero album. E&#8230; occhio al video.</p>
<p><script src="http://player.ooyala.com/player.js?embedCode=gzaGFiMjo1V0C3GyOvealjjdOTIX38EJ&amp;deepLinkEmbedCode=gzaGFiMjo1V0C3GyOvealjjdOTIX38EJ%2CxhYmFiMjok3bR8S1bNnxiIREUVFfd2Gb"></script></p>
<p>Si prosegue con un altro, fulmineo (1&#8242;40&#8243; di durata) up-tempo  (10) &#8220;<strong>That Someone is You</strong>&#8220;che, a dispetto della mia cordiale antipatia per le canzoni brevi, trovo davvero valido: nelle rapide strofe il cantato di Michael Stipe si incastra perfettamente con quello di Mike Mills (in questo caso quasi predominante) per culminare in un ritornello corale di quelli che ti rimangono in testa per un&#8217;intera giornata.</p>
<p>Un&#8217;altra ballata sognante e vagamente psichedelica (11) &#8220;<strong>Me, Marlon Brando, Marlon Brando and I</strong>&#8221; , forse il pezzo più debole dell&#8217;intera collezione. Non mi si fraintenda, come canzone in sè non è malaccio, ma sembra un <em>frankestein</em> di tutto ciò che non mi piace dei R.E.M. Non saprei spiegare meglio -e so di non aver detto abbastanza, ma forse ho detto troppo- il feeling che questa canzone mi trasmette.</p>
<p>Si conclude con (12) &#8220;<strong>Blue</strong>&#8220;, la canzone che meno sarà apprezzata dagli ascoltatori occasionali della band di Athens. Parte con un esplicito reprise di &#8220;Country Feedback&#8221; che viene mantenuto quando Michael Stipe inizia a sproloquiare attraverso il filtro vocale già utilizzato in &#8220;Every day is yours to win&#8221;. La ritmica si stoppa momentaneamente e alla melodia centrale ci pensa Patti Smith, che già in passato aveva collaborato con i R.E.M. (&#8221;E-Bow the letter&#8221;). Tutto fuorchè un brano di facile comprensione, insomma, ma che trova legittimazione nel <em>mood</em> dell&#8217;intero disco. Disco che si conclude con un reprise, come a voler &#8220;chiudere il cerchio&#8221;, della canzone di apertura: &#8220;Discoverer&#8221;.</p>
<h3>In conclusione</h3>
<p>La mia valutazione di Collapse into now credo sia evidente. <strong>Un disco davvero bello, una, due, tre, dieci spanne sopra la porcheria che ci viene propinata quotidianamente attraverso i media</strong>, rock vero, forse impossibile da etichettare (ma con i R.E.M. è sempre stato così) ma assolutamente genuino. Per i fan e non. Collapse into now riesce persino a non sfigurare con i classici del gruppo ed è sicuramente superiore, come qualità media globale, a tutto ciò che è uscito dopo &#8220;New Adventures in Hi-Fi&#8221;.</p>
<p>Un limite, grosso, dell&#8217;album è che sì, i brani sono tutti di qualità eccelsa e non vi sono reali tempi morti. Ma manca un brano che spicchi sugli altri, che possa effettivamente trascinare con sè le vendite. Senza dover necessariamente ripescare dal  glorioso passato manca una &#8220;Daysleeper&#8221;, manca una &#8220;Imitation of Life&#8221;, manca quell&#8217;urlo forte, dirompente, che comunichi al mondo: &#8220;Siamo tornati, cazzo!&#8221;.</p>
<p>Un altro limite attiene all&#8217;immagine della band in sè: il trio è invecchiato, e male. E non è una questione anagrafica: i Rolling Stones, ad esempio, sono persin più anziani, eppure sono riusciti, rinnovando la propria immagine, a capitalizzare totalmente lo status di &#8220;mostri sacri del rock&#8221;. Idem gli U2, coetanei dei R.E.M. e ad essi spesso associati, nonostante le vaccate degli ultimi album riescono ad ogni release a creare il giusto <em>hype</em> intorno a sè: sono anziani, ma nessuno pare accorgersene soprattutto le nuove leve. Il gruppo di Athens invece sente sulle spalle il peso di una carriera costellata di canzoni che rimarranno nella storia della musica e, conseguentemente, il peso di grandissime aspettative soprattutto da parte della Warner, che negli anni pare essersi disinnamorata di loro lasciandoli sempre più a loro stessi.</p>
<p>I R.E.M. del 2011 sembrano voler dire (e leggendo con attenzione i testi di Collapse into now questa comunicazione non è neanche tanto velata): abbiamo dato. Ora lasciateci in pace.</p>
<p>Per la cronaca, questo era l&#8217;ultimo album per la Warner Bros e il gruppo è ufficialmente &#8220;disoccupato&#8221;; non credo sarà un problema accasarsi con un&#8217;altra major, di certo è che Collapse into now rappresenta il voltare, reale, di una pagina della sua storia. Il destino, adesso, è nelle mani solo e unicamente, dei R.E.M. : ringiovanirsi e sfruttare il proprio talento/genio per tornare ad essere un peso massimo della musica o rassegnarsi a strimpellare &#8220;Losing My Religion&#8221; a festival e revival televisivi.</p>
<p>Stuart D.</p>
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		<title>Il Regno Unito ha rimosso l&#8217;Olocausto dai piani di studio&#8230;? E perchè mai?</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 15:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[Debunked]]></category>

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		<description><![CDATA[
Lo spunto per questo articolo proviene da una catena di Sant&#8217;Antonio dal vago fetore bovino con PDF (sembra impossibile.pdf) incorporato. Il titolo della mail , &#8220;Io non fermo questa email&#8221;, sottintenderebbe un&#8217;estrema rilevanza delle notizie incluse, una sorta di passaparola al fine di condividere informazioni bannate dagli organi di informazione mainstream. Invece no. Il solito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-838" title="holocaust1" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2011/01/holocaust1.jpg" alt="holocaust1" width="540" height="342" /></p>
<p>Lo spunto per questo articolo proviene da una catena di Sant&#8217;Antonio dal vago fetore bovino con PDF (sembra impossibile.pdf) incorporato. Il titolo della mail , &#8220;Io non fermo questa email&#8221;, sottintenderebbe un&#8217;estrema rilevanza delle notizie incluse, una sorta di passaparola al fine di condividere informazioni bannate dagli organi di informazione mainstream. Invece no. Il solito PDF di fine gennaio, periodo di commemorazione dell&#8217;Olocausto (In italia il <strong>27 Gennaio</strong>), che presenta immagini -invero inquietanti- di lager e deportati adulti e bambini.<span id="more-837"></span></p>
<p>Che la commemorazione di una tragedia immane, che provocò una ferita storica che ancora oggi sanguina copiosamente, possa sfruttare le nuove tecnologie non la vedo una cosa negativa in sè. Certo, l&#8217;azione di inoltrare una email con la semplice pressione di un tasto puzza molto di pulizia della coscienza molto &#8216;alla veloce&#8217;, ma tant&#8217;è. Ciò che è più indigesto, tuttavia, oltre ai soliti indizi bufalini (es: la mancanza di fonti e di date certe) è la headline di una delle pagine che compongono il documento:</p>
<blockquote><p><strong>Questa settimana, il Regno Unito ha rimosso l’Olocausto dai piani di studio scolastici poichè “offendeva” la popolazione musulmana, che afferma che l’Olocausto non è mai esistito&#8230;</strong></p></blockquote>
<p>Ma sarà vero? Il Regno Unito ha rimosso l&#8217;insegnamento dell&#8217;Olocausto, del Nazismo, della Seconda Guerra mondiale dai libri di testo per non urtare la sensibilità dei Mussulmani?</p>
<p>Ovviamente no. Per tutti coloro che vogliano risparmiarsi l&#8217;indagine completa anticipo: <strong>Nel Regno Unito l&#8217;insegnamento dell&#8217;Olocausto viene regolarmente svolto ed è presente in tutti i piani di studio.</strong> E sarebbe strano il contrario.</p>
<h3>Indagine.</h3>
<p>Questa catena, o meglio, il Pdf allegato, non è così nuovo come molti pensano, ma hà più o meno un lustro di età: circola da almeno il 2005. Secondo <strong>Hoax-Slayer.com</strong> (fonte: <a href="http://www.hoax-slayer.com/uk-holocaust-removal.shtml" target="_blank">http://www.hoax-slayer.com/uk-holocaust-removal.shtml</a> ) la circolazione massiccia di questa notizia del tutto fuorviante costrinse il governo britannico, nel 2007, ad una secca smentita. La smentita è riportata dalla BBC su questa pagina: <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/education/6563429.stm" target="_blank">http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/education/6563429.stm</a></p>
<blockquote><p>In fact the government has reaffirmed that <strong>in England, teaching children  about the Holocaust is compulsory, and it is not banned elsewhere in  the UK</strong>.</p></blockquote>
<p>Quindi i (primi) creatori ed estensori del PDF da cosa hanno tratto spunto per la notizia sul Regno Unito? Voglio dire, accusare di negazionismo un intera nazione occidentale non è una cosa che ci si inventa così, di sana pianta.  Sempre hoax-slayer.com rivela che molto probabilmente è un equivoco sorto dopo la pubblicazione di un report da parte della Historical Association commissionato dal Dipartimento dell&#8217;Educazione inglese. In un passo il report recita testualmente:</p>
<blockquote><p><em>Teachers and schools avoid emotive and controversial history for a variety of reasons, some of which are well-intentioned. Staff may wish to avoid causing offence or appearing insensitive to individuals or groups in their classes. In particular settings, teachers of history are unwilling to challenge  highly contentious or charged versions of history in which pupils are  steeped at home, in their community or in a place of worship.</em></p></blockquote>
<p>Il report, successivamente, cita un caso, un singolo caso di una scuola (non precisata) in cui il non insegnamento dell&#8217;Olocausto fu una scelta dettata dall&#8217;esigenza di non &#8220;scaldare troppo gli animi&#8221;:</p>
<blockquote><p><em>For example, a history department in a northern city recently avoided selecting the Holocaust as a topic for GCSE coursework for fear of confronting anti-Semitic sentiment and Holocaust denial among some Muslim pupils. </em></p></blockquote>
<p>Ciò comunque non certifica alcuna direttiva formale da parte del governo britannico a negare l&#8217;Olocausto. Il report inoltre non prende a modello solo le vittime del nazismo ma anche, in altri ambiti, le Crociate.</p>
<p>Se quindi smentire che il Regno Unito abbia bandito il nazismo e l&#8217;Olocausto dai piani di studio è semplice (è un dato di fatto: non lo ha cancellato. Punto e fine), ben più complessa e articolata la seconda implicita domanda:</p>
<h3>è vero che i mussulmani negano l&#8217;Olocausto?</h3>
<p id="firstHeading">No. Se per &#8220;negare&#8221; l&#8217;Olocausto intendiamo lo schema mentale di chi afferma: &#8220;<strong><em>No, l&#8217;Olocausto non è esistito</em></strong>&#8220;. E&#8217; un fatto storico innegabile, documentato da cronache del tempo, fotografie, riprese video, libri e testimonianze. Invero esiste una corrente negazionista (<strong>Mahmud Ahmadinejad</strong>, presidente della Repubblica Islamica dell&#8217;Iran ne è un fervente rappresentante di spicco) e l&#8217;antisemitismo ha origini storiche, religiose e culturali, ma il negazionismo in senso stretto no, non rappresenta in alcun modo il comun pensare dei mussulmani.</p>
<p>Ed è per questo motivo che il fuorviante PDF, pur partendo da intenzioni lodevoli (insomma, non ho elementi per dimostrare la malafede degli autori), rischia di alimentare ulteriori e pericolose fratture tra popoli e religioni diverse, che già tanta fatica fanno per convivere.</p>
<p>Dimenticavo: al fine di conferire maggior enfasi al documento viene fatta una citazione: &#8220;<strong>Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla</strong>&#8220;, attribuita a Edmund Burke che, nel contesto in cui è posta, calza a pennello. Tuttavia questo aforisma <strong>non</strong> è di Edmund Burke e, dato che il politico morì nel 1797, ben difficilmente il suo pensiero era indirizzato ai nazisti.</p>
<p>Stuart D.</p>
<p><strong>post scriptum</strong>: mi segnalano che un&#8217;indagine era già stata fatta da <strong>Paolo Attivissimo nel 2008</strong> (pardon, non lo sapevo). Non ho consultato il blog di Paolo nella stesura di quest&#8217;articolo ma un link al Disinformatico lo metto ugualmente: <a href="http://attivissimo.blogspot.com/2008/09/olocausto-tolto-dalle-scuole-in-gran.html" target="_blank">http://attivissimo.blogspot.com/2008/09/olocausto-tolto-dalle-scuole-in-gran.html</a></p>
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		<title>OROSCOPO 2011 &#8211; Previsioni REALI per tutti i segni zodiacali</title>
		<link>http://www.beingstuart.com/250milliampere/oroscopo-2011-previsioni-reali-per-tutti-i-segni-zodiacali.html</link>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 10:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[asides]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come ogni capodanno astrologi professionisti (alias: zotici dalla   dubbia sessualità pagati per le loro previsioni) e dilettanti (alias:   zotici dalla dubbia sessualità che non vengono pagati ecc. ecc.)   rilasciano risibili profezie valevoli per i successivi 365 giorni: dal   campionato di calcio alla scena politica internazionale, da eventi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-833" title="zodiaco_oro" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/12/zodiaco_oro.jpg" alt="zodiaco_oro" width="540" height="405" /></p>
<p>Come ogni capodanno astrologi professionisti (alias: zotici dalla   dubbia sessualità pagati per le loro previsioni) e dilettanti (alias:   zotici dalla dubbia sessualità che non vengono pagati ecc. ecc.)   rilasciano risibili profezie valevoli per i successivi 365 giorni: dal   campionato di calcio alla scena politica internazionale, da eventi   catastrofici al gossip.</p>
<p>L&#8217;attrazione gravitazionale di   Spazzino-Giove, che ripulisce il sistema solare da asteroidi che   diversamente impatterebbero sulla Terra, anche nel 2010 pare non aver   portato i previsti tragici ribaltoni politici in Italia, Stati Uniti e   Vaticano.<span id="more-832"></span></p>
<p>Il transito di Venere in Pesci è stato anch&#8217;esso   ininfluente: per i nati sotto quel segno tanto amato da Venditti si   prevedevano infatti orge, storie di sesso degne di un romanzo a caso di   Melissa P. Ma di tutto questo, almeno per il sottoscritto, non si è   visto nulla di neanche lontanamente paragonabile.</p>
<p><small>A   proposito. Vendo in blocco attrezzatura bondage, SM, coadiuvanti   erotici e una decina di scatole di Durex. Il tutto come nuovo, mai   usato. Vendita tra privati, formula &#8216;visto e piaciuto&#8217;, accetto Paypal e   ricariche postepay.</small></p>
<p><strong><big>Ma torniamo all&#8217;Oroscopo 2011.</big></strong></p>
<p>Previsioni valide, anzi validissime, da Gennaio 2011 a Dicembre 2011.</p>
<p><strong>ARIETE</strong>:   Lo sfintere anale maschile è più elastico di quello femminile: grande   prosperità vi attende nel 2011, specie nel primo trimestre, se  eviterete  di dimostrare la veridicità o la fallacia di questo assunto  anatomico.</p>
<p><strong>TORO</strong>:  Se vi dicono che siete noiosi  anche quando sognate e la cosa suscita in  voi un leggerissimo  imbarazzo, beveteci sopra un white russian.  Ricordate che la  preparazione casalinga di questo cocktail prevede  l&#8217;utilizzo della  panna da montare (non montata, ovviamente) e non il  latte.</p>
<p><strong>GEMELLI</strong>:  Siete per vostra natura  generosi e disponibili, tuttavia pagare 1000  euro un panino al  prosciutto solo perchè siete in vacanza non vi farà  apparire munifici ma  idioti. Se avete in programma gite fuori porta a:  Venezia (zona piazza  San Marco), Roma (zona Vaticano), Firenze  (dappertutto), i panini  portateli da casa.</p>
<p><strong>CANCRO</strong>:  La forma,  talvolta, sovrascrive la sostanza: la salsa va a parte e non   direttamente sulla pietanza da condire. Si consiglia alle donne cancro   animaliste di ridurre il consumo di Tampax durante il 2011 in quanto   sono testati sugli animali. Se vi state chiedendo come&#8230; beh, anche io.</p>
<p><strong>LEONE</strong>:   Nel secondo semestre comincerete a capire quanto stupido sia scrivere   sempre in maiuscolo, abbondare con la punteggiatura (in primis punti   esclamativi e interrogativi) e usare le K. In generale il 2011 sarà   tranquillo salvo complicazioni, prospero salvo disgrazie, amoroso salvo   corna.</p>
<p><strong>VERGINE</strong>:  Se state aspettando il  grande  amore, forse arriverà, o forse no. Dipende da voi. C&#8217;è anche la   possibilità che siate voi il grande amore che qualcuno sta aspettando.   Insomma, meglio che ci pensiate più seriamente nel 2012. Nel frattempo   le stelle suggeriscono l&#8217;acquisto di biancheria intima erotica e   l&#8217;apertura di un blog per sole donne.</p>
<p><strong>BILANCIA</strong>:   Un&#8217;importante comunicazione vi giungerà per posta all&#8217;inizio del 2011.   Non esaltatevi troppo però. E&#8217; Equitalia che vi ricorda una rata   dell&#8217;INPS (o una multa non pagata) di cui credevate che lo Stato si   dimenticasse. Il consiglio è di non andare nel panico: solo negli Stati   Uniti si finisce in galera per queste cose.</p>
<p><strong>SCORPIONE</strong>:   Dovete fare assolutamente qualcosa per risolvere i vostri odori   corporei: voi non li sentite, gli altri sì. Le stelle suggeriscono di   aumentare il consumo di limone e verdura cruda. Pare funzioni. Dal punto   di vista amoroso non si segnalano mutamenti evidenti: illudersi di   potersi fare una donna non significa essersela fatta.</p>
<p><strong>SAGITTARIO</strong>:   l&#8217;uomo si è posto al vertice della catena alimentare grazie alla   consapevolezza di sè, alla capacità di linguaggio e ai pollici   opponibili. Se vi trovate di fronte ad un orso nel bosco, fare finta di   essere morti non vi salverà la vita. Migliaia di campeggiatori  sfigurati  possono testimoniare che detto trucchetto è largamente  inefficace.  Detto questo, per tutto il 2011 copritevi se sentite freddo  e scopritevi  se sentite caldo.</p>
<p><strong>CAPRICORNO</strong>: La  vostra  carta natale, i vostri bioritmi, e i pianeti suggeriscono di non  fare  troppe minchiate nel 2011: ad esempio evitate di pagare con  potepay su  Ebay, comprare stereo negli Autogrill o bere dodici  vodkalemon prima di  mettervi al volante.  Se un tossico vi si dovesse  avvicinare chiedendovi  una sigaretta è altamente sconsigliato  rispondere: &#8220;Non fumo, drogato!&#8221;</p>
<p><strong>ACQUARIO o AQUARIO</strong> questo è il problema. Se sia più nobile d&#8217;animo sopportare gli   oltraggi, i sassi e i dardi  dell&#8217;iniqua fortuna, o prender l&#8217;armi   contro un mare di triboli e  combattendo disperderli. Il vostro è   l&#8217;unico segno che avrà una previsione d&#8217;autore (Shakespeare, prima che   lo chiediate) per il 2011.</p>
<p><strong>PESCI</strong>: il  delirio  sessuale promiscuo estremo previsto per il 2010 non si è  purtroppo  avverato. Ma nel 2011 quella iettatrice malefica di Venere  abbandonerà  il Vostro segno lasciando il posto a Eros, che vi renderà  magnetici e  attraenti specie nei confronti delle persone del Vostro  stesso sesso.  Non lamentatevi: è pur sempre un&#8217;ottima alternativa ad  ammazzarvi di  pornazzi.</p>
<p>BUON ANNO!</p>
<p>Stuart D.</p>
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		<title>&#8220;CRAWL (e altre storie)&#8221; &#8211; tracklist provvisoria</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 13:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Crawl (e altre storie) &#8211; Stuart Delta
Disponibile dal 7 Marzo 2011. Licenza Creative Commons (Some rights reserved).
Formati Html per la lettura sul web, PDF e ePub per la lettura tramite Kindle e i più comuni ebook reader.
Non è prevista, almeno inizialmente, una versione cartacea. 
Download gratuito.
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			<content:encoded><![CDATA[<h3>&#8220;Crawl (e altre storie) &#8211; Stuart Delta</h3>
<p>Disponibile dal 7 Marzo 2011. Licenza <strong>Creative Commons</strong> (Some rights reserved).</p>
<p>Formati Html per la lettura sul web, PDF e ePub per la lettura tramite Kindle e i più comuni ebook reader.<br />
Non è prevista, almeno inizialmente, una versione cartacea. <span id="more-825"></span></p>
<p><strong>Download gratuito.</strong></p>
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<h3>Tracklist*</h3>
<ul>
<li> Prologo</li>
<li><strong>Crawl</strong></li>
<li>Cadavere Atipico (interlude)</li>
<li><strong>Donnaonirika</strong></li>
<li><strong>La Trilogia dei Serial Killer</strong></li>
<li>&#8212; Sequoia Noise (interlude)</li>
<li>&#8212; She-Judas (extended version)</li>
<li>&#8212; Been [ever] tasting her (Altered / Serial Killer Remix / 2011 &#8211; extended)</li>
<li>&#8212; Dissolve (extended version)</li>
<li><strong>20 Metri</strong></li>
<li><strong>Tre Storie di ordinaria felicità</strong></li>
<li>- Epilogo</li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-828" title="spacer" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/12/spacer.gif" alt="spacer" width="1" height="30" /></p>
<p>* la tracklist presentata, nonchè la copertina (soprattutto la copertina!) potrebbero essere soggette a variazioni di qualunque tipo, in qualsiasi momento.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-830" title="copertina_face" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/12/copertina_face-199x300.jpg" alt="copertina_face" width="199" height="300" /></p>
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