Sconosciuta ai più, la bizzarra vicenda di Maria Elena Milagro (1909–1931), che visse un’unica e irripetibile storia d’amore durata 7 anni. Dopo la sua morte.

Maria (Helen)

Maria Elena Milagro De Hoyos, detta “Helen”, era una giovane donna cubano-americana di 21 anni. Molto piacente, per i canoni di bellezza del tempo, per questo molto popolare nella zona di Key West, Florida, dove viveva. In ogni caso una donna normalissima, per nulla destinata a lasciare un segno nella storia, che, come molti della sua famiglia e molte persone ad inizio secolo, si ammalò di tubercolosi, una malattia che ai tempi conduceva nella maggior parte dei casi alla morte.

Nell’Aprile del 1930, all’aggravarsi dei sintomi, fu accompagnata dalla madre all’ospedale locale per degli accertamenti. Dagli esami clinici svolti fu chiaro che la Tubercolosi era ormai ad uno stadio avanzato e terminale.

Carl

Il medico che seguì, sin dall’inizio, il suo caso era il dottor George Carl Tanzler (in alcune fonti Conte Carl Von Cosel). Nato in Germania nel 1877,  sposatosi nel 1920 e padre di due figlie, di cui una morì all’età di 10 anni. Si trasferì negli Stati Uniti nel 1926.

Nel 1927 venne raggiunto dalla moglie e dalla figlia, ma scelse di trasferirsi, da solo, a Key West, Florida, dopo essere stato assunto come radiologo all’Ospedale della Marina Militare.

Eccentrico e solitario, probabilmente mai laureatosi in Medicina, sin da bambino affermava di ricevere costantemente la visita notturna di una defunta lontana parente, la contessa Anna Constantia Von Cosel. Durante questi incontri la Contessa gli mostrava la preview di quella che sarebbe diventata la sua compagna ideale, una donna dai tratti esotici e dai capelli scuri. 

Il colpo di fulmine

Carl riconobbe in Maria la donna che la sua antenata gli aveva mostrato da bambino. Fu amore a prima vista. Non esistono evidenze che questa infatuazione era da lei corrisposta, tuttavia il dottore fece tutto quello che poteva fare per salvarle la vita, preparando e sperimentando medicinali speciali per lei, trasferendo alcune apparecchiature mediche dall’ospedale a casa della donna, riempiendola di regali come profumi, gioielli e vestiti. E, naturalmente, dichiarandole il suo amore.

Maria Elena Milagro si arrese alla malattia il 25 Ottobre 1931. Tanzler si offrì di pagare tutte le spese per il funerale e commissionò la costruzione di un enorme (e costoso) mausoleo per ospitare i suoi resti. La famiglia, che normalmente non avrebbe potuto permettersi celebrazioni funebri così in grande stile fu grata al dottore per il suo contributo.

Un giorno, i familiari della donna si recarono al cimitero per pregare di fronte alla tomba della cara estinta. Ma con orrore scoprirono che il mausoleo era aperto e il corpo era stato rubato. 

La scomparsa della salma di Maria Elena, e l’identità del ladro che aveva compiuto l’ignobile furto fu un mistero che rimase irrisolto per oltre 7 anni.

La soluzione del mistero nel 1940

Un po’ come quando non trovi le chiavi di casa, le cerchi per mezzora e alla fine scopri di averle in tasca, anche in questo caso la chiave dell’enigma era vicina, molto più vicina di quanto gli investigatori potessero immaginare: Carl Tanzler. Lo avreste mai detto? Infatti fu solo nel 1940 che i parenti di Maria Elena e le autorità scoprirono che Carl nascondeva il cadavere della donna niente meno che a casa sua. Nel suo letto. Per essere precisi.

Cosa successe realmente.

Il dottore, durante il periodo terminale della tubercolosi, tentò in ogni modo di salvare la vita della sua amata. Era dai tempi delle apparizioni della Contessa Von Cosel che l’aspettava, e non avrebbe certo lasciato che una sciocchezza come… uhm, la morte, gli impedisse di averla vicina a sé per sempre. 

Per due anni visitò quasi ogni sera il mausoleo.  Una notte, nel 1933, Carl si presentò al mausoleo e, grazie ad una piccola carriola, tolse il corpo di Maria Elena dalla bara e lo portò a casa sua. Un momento che l’uomo ricorda come “il matrimonio”. Nei due anni precedenti, con un costante trattamento con la formaldeide, l’uomo cercò di evitare la decomposizione del corpo della defunta. Senza troppo successo: Maria Elena Milagro, o quel che ne rimaneva, aveva decisamente visto giorni migliori. Carl avrebbe poi raccontato che in quel biennio parlava spesso con lei, facevano lunghe conversazioni, a volte anche in lingua spagnola e che l’idea di portare il suo corpo via dal mausoleo nacque da una precisa richiesta di lei.

Giunto a casa c’era da rendere un minimo presentabile la nuova moglie (anche se, sempre Carl, riferì che anche in quelle condizioni la trovava ancora bellissima): rimosse quello che restava dei suoi globi oculari e li sostituì con due occhi di vetro; uso dei cavi e delle cinture da cappotto per tenere insieme le ossa e dare al corpo un aspetto più rigido; coprì la pelle del volto, ormai grigiastra e decomposta, con della stoffa di seta immersa in un mix di cera e stucco. Successivamente i capelli della donna caddero completamente. L’uomo si sostituì incollando al cranio dei vecchi capelli della donna che gli erano stati donati dalla di lei famiglia il giorno del funerale. Man mano che passava il tempo la putrefazione degli organi interni generava un odore talmente forte che non poteva essere più sdrammatizzato neanche dalle massicce quantità di profumo che le venivano spruzzate addosso quotidianamente. Carl quindi aprì la cavità addominale e toracica del cadavere, estrasse tutti gli organi e al loro posto imbottì il corpo di stracci. Rivestì il corpo della donna con abiti costosi, calze in nylon e gioielli, e la cosparse di profumo, disinfettanti e sostanze chimiche per rallentare la decomposizione.

Gli anni passarono e Tanzler continuò nella sua opera di preservazione della salma, tanto che di organico, in quel corpo rimase ben poco: un’inquietante replica di ciò che fu la donna, un’orrenda bambola umana. Con cui l’uomo dormì ogni notte per sette anni, con una devozione che non cessò neanche quando gli investigatori scoprirono ciò che aveva fatto.

L’uomo fu arrestato immediatamente, ma altrettanto velocemente le accuse caddero e il caso archiviato. Carl Tanzler tornò libero. E sorprendentemente anche la sua reputazione non fu (troppo) scalfita: l’opinione pubblica lo vide come un uomo ossessionato -come negarlo?- ma anche come un devoto innamorato che aveva compiuto un atto tanto estremo quanto romantico. 

[FOTO] Maria Elena Milagro De Hoyos così come la trovarono gli investigatori…

 

 

Ho una Ex che è sputata precisa identica…

Fonti e approfondimenti (sono tutti in inglese, sorry)

 

The Human Doll. Il mistero della bambola umana. (Una storia vera)

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