Ignazio vivrà fino a 100 anni
A chi mi interroga sulle mie aspettative di vita e su come mi immagini da anziano, rispondo che tendo a non fare programmi a lunga scadenza, visto che non sono destinato a vita lunga; molto probabilmente non soffierò su una torta con 51 candeline.
Questo a causa di una vecchia profezia che ho sempre preso molto seriamente.

Ero in terza, o forse quarta, elementare. Un giorno entrai in classe, con in spalle una cartella in cartone rigido e similpelle e in mano una merendina chimica ancora imbustata, pronta per essere gettata nel primo cestino disponibile. Attorno ad una mia compagna si era formato un folto capannello. Pur non potendo escludere l’ipotesi linciaggio (non era una scuola malfamata, di più!), mi avvicinai. Stava informando i presenti del ‘dono’ recentemente ricevuto, ossia la capacità di leggere la mano.
“Solo la linea della vita però…” tenne a precisare con un’onestà intellettuale che mi sorprese, e non poco. A riprova della sua competenza citò alla perfezione alcuni passi di un inserto speciale del Corriere dei Piccoli incentrato proprio sulla chiromanzia. Questo la ammantò, immediatamente, dell’autorevolezza sufficiente a diventare l’eroina del giorno.
“Calmi, calmi, mettetevi in fila!” rispose all’orda di manine disordinatamente protese verso il suo viso. In pochi istanti, davanti al suo banco, si formò una colonna di venti bambini ordinati per bullismo e carisma, ansiosi di ricevere la predizione più importante della loro vita.
In prima posizione Ignazio, futuro gangster di quartiere (attualmente in carcere, sconta una pena per omicidio di primo grado), dietro di lui i suoi due scagnozzi. In quarta posizione Luca, efebico biondino primo della classe, colui che chiunque avrebbe voluto come amico anche solo per un giorno. Io ero penultimo. Prima di me numerose bambine. Dopo di me, ultima, una portatrice di gravi handicap motori e cognitivi, che dovetti corrompere sessualmente per poterla precedere nella fila.
“Complimenti! Vivrai fino a 100 anni!”, il responso per Ignazio. Alcuni compagni (e una maestra) svennero. Da lì un susseguirsi di trionfali annunci di longevità: “Ehi! 80 anni!, “Uhmm.. non meno di 85 anni”. Al frocetto secchione venne pronosticato un dignitosissimo trapasso a 75 anni. Il clima era festoso, si creavano corporazioni spontanee: “Il club di quelli che vivranno fino a 90 anni” .
Attesi il mio turno con trepidazione, giocando ad indovinare a quale gruppo mi sarei affiliato. “Tu morirai a 50 anni, mi spiace… “ mi disse la strega in erba stringendomi la mano e ripercorrendo con lo sguardo i pochi millimetri della linea della vita.
Sedetti, mestamente, al mio posto e iniziai a disegnare non ricordo cosa. Avevo ricevuto la diagnosi più infausta e, ovviamente, non c’era nessun gruppo compatibile con le mie scarse aspettative di vita. La bambina (molto) diversamente abile, subito accolta dalle allegre “Future Nonne Ottantenni” mi sorrise maliziosamente: sapeva che all’intervallo avrei dovuto onorare il debito da me contratto per la cessione del penultimo posto nella fila.
Alla fine della mattinata la maestra passò tra i banchi, come faceva ogni giorno, per ritirare il “Pensierino del giorno“, che gli alunni scrivevano su un foglio quadrettato. Ignazio, in vena futuristica, scrisse “BANG!“, io scrissi: “Quando avrò 26 anni sarò un ingegnere e sarò sposato. Costruirò un’astronave per viaggiare nello spazio e porterò con me mia moglie, i miei figli, mia mamma e mio papà.”
Ignazio vivrà fino a 100 anni, e ha realizzato il suo sogno.
Fanculo.
Stuart D.
Dedicato a mio papà.
- Posted by Stuart D at 11:49 am
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