La bufala dei microchip impiantati obbligatoriamente su ogni neonato a partire da Maggio 2014 è stata diffusa inizialmente dai tipici canali dediti a vedere complotti ovunque (ovvero: i blog delle “verità alternative“, raffinato ossimoro che sottointende: minchiate astrogalattiche) e rimbalzata a gran velocità da una bacheca all’altra dei social network, diventati ormai definitivamente il porto franco dell’intelletto e di quell’evoluzione che Darwin si era sbattuto così tanto per spiegarci per bene. 

Non ci perderò troppo tempo, conscio che questo articolo arriva ormai con troppi giorni di ritardo e altri siti, meglio di questo, hanno già debunkato la notizia. Tra questi segnalo volentieri Giornalettismo (source: http://www.giornalettismo.com/archives/1266189/la-bufala-dei-neonati-con-il-microchip/ ) e Magazine Donna (source: http://www.magazinedonna.it/microchip-obbligatorio-i-neonati-la-bufala/ )

Le origini del mito dei microchip sui neonati.

Sappiate. Le fonti affidabili cui attingono i blog complottistici altro non sono che Google, oppure siti esteri di eguale schiatta che con un paio di ricerche mirate si scopre essere stati spernacch… ops, smentiti dai vari Snopes.com, HoaxBuster e via discorrendo. In buona sostanza, le bufale messe in circolazione in Italia nella stragrande maggioranza dei casi sono di terza o quarta mano.

Di Microchip impiantati obbligatoriamente sui neonati si comincia a parlare sin dai primi anni del terzo millennio, una delle micce che ha dato vita alla scintilla della follia è certamente questo articolo del 2006 su Rense.com: “Plans To Microchip Every Newborn In US And Europe Underway – Former Chief Medical Officer Of Finland” che prendeva come spunto un provocatorio -e di pura speculazione scientifica- report, “Microchip Implants, Mindcontrol and Cybernetics (Rauni Kilde, MD December 6, 2000)”, preso terribilmente sul serio dall’autore. Il report originale, che tanto inquietò i sogni del collaboratore di Rense.com, Greg Szymanski, uscì su Spekula [nomen homen n.d.a.] un giornalino studentesco universitario finlandese nel 2000.

Greg Szymanski, alias Greg Anthony, alias Greg JD, alias Greg JA (jackass) è un ex vignettista comico satirico americano di origini polacche dalle alterne fortune, tradotto come fumettista non se la filava di pezza nessuno, poi riciclatosi complottista specializzato in Nuovo Ordine Mondiale, complotti vaticani o un mix delle due cose. Un contaminatore di diversi generi, insomma. Lo dico io? No. Lo dice lui: http://www.arcticbeacon.com/greg/about/.

Da lì in avanti, la bufala dei microchip impiantati negli esseri umani ha preso piede in America e, un po’ come Halloween, è stata importata anche in Italia.

La bufala non risiede nella tecnologia, ma nelle paranoie che ci girano intorno.

Ma attenzione:  ad essere mendace non è l’esistenza dei microchip (o Chip RFID, Radio Frequency IDentification), o della tecnologia in sè, che invero esiste sin dagli anni ’60 e trova comune applicazione nella vita di tutti i giorni, dalla tracciabilità degli animali, alle chiavi delle automobili moderne, dai bancomat alle tessere della metropolitana) quanto la sua applicazione all’essere umano come strumento di:

  • invasione privacy: la paranoia è che si possa, con un lettore, sapere vita morte e miracoli del soggetto. Già ora ogni cittadino ha l’obbligo di avere con sé un documento di identità in corso di validità e che già ora la privacy è diversamente sacra per chiunque (mai ricevuto una chiamata da parte di un call center che ci chiama per nome e ci vuole rifilare un contratto telefonico economico che levati praticamente te lo stiamo regalando?), un microchip risponderebbe, teoricamente, ai piani di intrusione di chi già oggi non ha alcun problema a invadere la privacy di chiunque: forze dell’ordine, magistrati, banche ecc.
  • controllo mentale (sul serio: l’uomo è talmente intimamente stupido da poterlo controllare in migliaia di modi più economici e subdoli dell’impianto volontario o coatto di un microchip, il quale comunque non controllerebbe proprio niente. Esempio pratico? Quest’anno  è tornato di moda il Montgomery)
  • tracciamento dell’individuo in ogni suo spostamento: tecnicamente possibile A PATTO di installare dei lettori di chip ovunque, a distanza di meno di un metro l’uno dall’altro. Soluzione poco pratica e troppo onerosa persino per il “potentissimo Nuovo Ordine Mondiale”. Tanto più che un numero sempre maggiore di persone si rende più o meno consciamente rintracciabile ovunque con smartphone, tablet, GPS e comunicando attraverso i social il ristorante dove sta mangiando o fotografandosi i piedi in una località balneare a caso.
  • controllo economico. Azzerare i suoi conti, svuotarli, sapere in qualsiasi momento la sua capacità finanziaria. Anche qui, a prescindere dall’impossibilità tecnica di fare tutto questo attraverso un chip, tutto ciò avviene già oggi, anche senza l’ausilio dei costosissimi chip. La direzione della BCE, ad esempio, è quella di ridurre sempre di più la circolazione di contante in europa, a favore di carte e pagamenti elettronici. Staccare un conto, annullare una carta di credito, lo si fa da remoto, ancora più facilmente che sovrascrivere un chip sottocutaneo.
In buona sostanza, le paranoie legate ai microchip RFID si estinguono (o dovrebbero estinguersi) non tanto per motivi tecnici, quanto per motivi pratici. Ognuno dei loschi scopi che l’impianto dei microchip dovrebbe perseguire, è già più semplicemente ed economicamente perseguibile attraverso gli strumenti attualmente disponibili.

 

Microchip obbligatorio impiantato nei neonati da Maggio 2014? NO.

Category: Debunked
0