Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2009.

Un sentito e sincero ringraziamento a Sara Dei per la sua consulenza, per l’analisi del video e per la correzione dei miei strafalcioni da supercafone dell’arte.

Riconoscete questo dipinto?

mainardi

E’ la “Madonna con bambino e San Giovannino“, attribuita a  Sebastiano Mainardi, ed è forse il dipinto simbolo dei sostenitori della frequente visita di civiltà aliene nel passato. In alto a destra, si può scorgere una forma ovoidale di difficile identificazione che fluttua nell’aria.  Impossibile non associarla ad un velivolo alieno sui generis.

Introduzione.

L’iconografia di opere d’arte antica è spesso oggetto di strumentalizzazione da parte di ufologi e appassionati di extraterrestri. Il motivo è semplice, nel terzo millennio, in cui il multimedia è dominato da Photoshop, 3D, software di editing video è sempre più difficile reperire testimonianze del passaggio di Ufo sulla terra che non siano “troppo belle per essere vere”. L’arte del passato quindi viene vista (semplicisticamente) come impossibile da contraffare: c’è l’artista, i suoi pennelli e ciò che i suoi occhi vedono o hanno visto.  L’innegabile presenza di “oggetti volanti non identificati” all’interno di opere d’arte stimola in modo incredibile l’entusiasmo dei convinti sostenitori della vita aliena sulla Terra.

Voglio premettere una cosa: io sto all’arte come un gambero ad una mountain bike. Il video sotto riportato (ma ce ne sono tantissimi altri similari, ho scelto quello a mio parere più completo), lo ammetto, ha quindi in prima battuta suscitato in me alcuni dubbi e perplessità. Consapevole della mia ignoranza in fatto di storia dell’Arte ho chiesto immediatamente consulenza ad una persona competente, che ha visionato attentamente il video.

Il video “Ufo in Ancient paintings”

Analisi, ricerca e debunk.

Come scritto in apertura di articolo, dopo l’iniziale stupore, ho fatto quello che molti non fanno: invece di trarre le mie personali conclusioni basate sulla consultazione di immagini decontestualizzate unite ad arbitrarie didascalie, ho chiesto a chi ne sapeva sicuramente più di me.

Ho quindi sottoposto il video a Sara Dei, laureata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Siena, specializzata in Storia della Conservazione dei beni artistici e particolarmente interessata agli aspetti iconografici dell’arte antica.

“Mi rendo conto che per delle menti particolarmente atte a riconoscere UFO nei luoghi più insoliti, le opere d’arte antica siano un’occasione appetitosa per avvalorare le loro tesi, fregiandosi dell’autorevole testimonianza di artisti illustri i quali avrebbero deliberatamente raffigurato degli oggetti alieni all’interno dei loro lavori per inviare chissà quale messaggio alle generazioni successive, magari proprio a noi. Le mie conoscenze in merito all’iconografia dell’arte antica, tuttavia mi portano a sostenere con una certa sicurezza che nelle opere del video, di dischi volanti non ce ne sia nemmeno l’ombra.

Prima di tutto, i dipinti o le sculture analizzate, non superano praticamente mai la prima metà del Cinquecento. Ci sono oggetti molto antichi certo, ma nemmeno un’opera del Seicento. Questo è un dato fondamentale in quanto, nel Seicento, a partire da Caravaggio, si inaugura la grande stagione pittorica “naturalista” in cui si tende a rappresentare oggetti, persone, dettagli atmosferici, così come appaiono, tentando di rendere la vera “pelle” delle cose, fin nelle loro imperfezioni. Questo, prima di allora, non era mai successo, per quanto la pittura si avvicinasse a rappresentare la realtà, essa era sempre filtrata attraverso una visione ideale ed intellettuale della scena rappresentata che nella quasi totalità dei casi, aveva un soggetto religioso.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che molti di quei “dischi volanti” che si possono scorgere nei dipinti analizzati ad una prima occhiata, in realtà non sono altro che dei simboli funzionali al racconto della scena. Per esempio, nelle Annunciazioni, il raggio di luce che esce dal “disco” nel cielo, non è altro che la rappresentazione ideale dello Spirito Santo che, proveniendo da Dio, “feconda” la Vergine. In altri casi, quelle che sembrano nuvole, ma potrebbero anche somigliare a dischi volanti, in realtà sono davvero nuvole, realizzate in modo particolare, sintetizzate con sigle grafiche che in taluni casi tendono a diventare una vera e propria firma dell’autore, permettendo a noi Storici dell’Arte di riconoscere la sua mano e dunque attribuire un’opera di autografia incerta. In altri casi ancora si vedono dei soli, o delle lune che sembrano strani oggetti volanti, si trovano di solito nelle Crocifissioni, ai due lati della testa di Cristo. Ebbene essi non sono altro che ciò che rappresentano: il Sole e la Luna che, secondo quanto raccontato nei Vangeli, comparvero contemporaneamente nel cielo nel momento in cui Cristo morì sulla Croce.

Certo, il video è realizzato in modo totalmente funzionale all’enfatizzazione della tesi presentata, i particolari riconosciuti come “dischi volanti” sono ingranditi decine di volte, isolati dal resto del dipinto, completamente estraniati dal loro contesto così da non somigliare a niente di immediatamente riconoscibile, tanto da suscitare il dubbio legittimo che si tratti veramente di oggetti extraterrestri.

In realtà, da un’analisi globale, che tenga conto sia delle componenti artistiche che di una prospettiva storica e culturale assolutamente necessaria, quando si parla di arte antica, emerge in modo piuttosto palese come non si possano riconoscere dei dischi volanti, siamo soltanto noi, uomini del XXI Secolo, che riusciamo a vederli, poichè ci è del tutto estraneo o quasi il bagaglio culturale ed iconografico tipico del periodo in cui quei dipinti furono realizzati.”

Dall’intervento di Sara Dei, anche se non vi è stato un intervento specifico per ogni singola opera presentata nel video, si possono trarre tre considerazioni:

  1. I dipinti e le opere presentate nel video sono totalmente decontestualizzate: non vi è stata alcuna ricerca iconografica e nessuna comparazione con opere similari dello stesso periodo;
  2. Le opere presentate nel video non hanno finalità di rappresentazione della realtà. Ogni simbolo e oggetto presente deriva dalla rappresentazione ideale di racconti a sfondo religioso (quindi non certo cronache di vita quotidiana); la modalità di rappresentazione è influenzata unicamente da diversi stili pittorici e artistici;
  3. Il fatto che in tempi moderni gli oggetti “non identificati” presenti nei dipinti siano immediatamente associati a velivoli extraterrestri è frutto della mancanza di cultura storico artistica sufficiente alla loro corretta interpretazione.

Da non dimenticare che TUTTE le opere d’arte, in special modo quelle di tema religioso, venivano realizzate su commissione da parte di famiglie illustri, Pontefici o altre figure di spicco appartenenti al clero, le quali fornivano delle precise indicazioni sull’iconografia e sui personaggi da rappresentare. In buona sostanza: il buon Mainardi, per citarne uno, non avrebbe potuto rappresentare un Ufo nel suo dipinto neanche se gli alieni lo avessero rapito e stuprato ripetutamente per mesi.

La monumentale opera di Diego Cuoghi

Se l’intervento di Sara Dei ha dato un preciso e corretto orientamento alle mie analisi e svolto gran parte del debunk “teorico”, è durante le mie ricerche che ho scoperto un documento definitivo per chiudere la questione “Ufo nell’arte Antica“. Un’opera di debunk tanto (per quanto mi riguarda) degna di rispetto da aver ispirato lo stesso titolo dell’articolo che state leggendo.

Arte e Ufo? No grazie, solo arte per favore… (Diego Cuoghi, 2004)

Un lavoro suddiviso in otto parti + introduzione in cui viene passata in rassegna praticamente la totalità delle opere presentate nel video. Ognuna corredata da analisi del contesto storico, artistico, iconografico e immagini di opere contemporanee.

La ricerca è interamente in italiano, quindi se siete realmente alla ricerca della verità non avete l’alibi delle consuete barriere linguistiche che pregiudicano la lettura dei testi migliori, solitamente in lingua inglese.

Per tutto il resto, mai come in questo caso, affidatevi al Rasoio di Ockham

A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta (William of Ockham)

Un esempio? L’immagine al minuto 4.48 rivela quattro figure umane intente ad alzare le braccia verso una figura discoidale dalla quale partono numerosi segmenti simili a raggi. Che cosa sarà mai quel gigantesco cerchio nel cielo da cui partono raggi di luce? Non so voi, ma io ci vedo… il sole.

Stuart D.

Alieni e U.F.O. ritratti dagli artisti del passato? No, grazie.

Category: Debunked
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