Debunked

Adoro, anzi, in Caps Lock e grassetto: ADORO la logica vegana. Che suona più o meno così: se l’animale X segue [per sua natura n.d.Stuart] un’alimentazione Y, dove Y = solo piante, e ne trae apparentemente un vantaggio Z, allora anche l’uomo può seguire la medesima alimentazione e produrre sul suo corpo i medesimi benefici. 

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Data la viralità (cercata e ottenuta) dello spot Volvo di Van Damme, in cui il 53 enne attore belga si esibisce in una spaccata ‘epica’ tra due Tir era abbastanza prevedibile che da lì a poco spuntassero su Youtube svariate parodie e cloni. A sfruttare la rivalità tra le star cinematografiche dei film d’azione anni 80/90 giunge la Delov Digital dall’Ungheria a proporre la replica di  Chuck Norris che, tenendo fede alla fama di essere onnipotente alimentata da un decennio di  barzellette su internet, si esibisce in uno stunt ancora più estremo. Tra due aerei. In volo. Reggendo sul cappello da cowboy un intero plotone di soldati.

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La bufala dei microchip impiantati obbligatoriamente su ogni neonato a partire da Maggio 2014 è stata diffusa inizialmente dai tipici canali dediti a vedere complotti ovunque (ovvero: i blog delle “verità alternative“, raffinato ossimoro che sottointende: minchiate astrogalattiche) e rimbalzata a gran velocità da una bacheca all’altra dei social network, diventati ormai definitivamente il porto franco dell’intelletto e di quell’evoluzione che Darwin si era sbattuto così tanto per spiegarci per bene. 

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Per la serie “un debunker conosce i suoi polli“, dopo l’esplosione di tre bombe durante la maratona di Boston, ben sapevo che al mio risveglio la mia bacheca Facebook si sarebbe popolata di ipocrite attestazioni di cordoglio alle vittime e ai loro parenti, condivisioni di video, sgomento generale e, almeno nelle loro forme embrionali, le primissime ipotesi fantasiose di complotto. E così è stato. 

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Nelle ultime ore ha (ri)preso a circolare, specie sui dannatissimi social network, un video ripescato dalla tv polacca che mostra uno spezzone di una visita ufficiale di Joseph ” (ex) Papa Benedetto XVI” Ratzinger a Berlino durante la quale, in apparenza, alcuni vescovi e cardinali negano la stretta di mano al pontefice.

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Debunk semplice e disimpegnato ideato in un’afosa giornata di metà Agosto. Molti di voi avranno già visto dozzine di volte la copertina di questo album del 1985 di John Bult, che viene riproposta fino alla nausea in sbarazzine, a volte spassose, liste come “Le peggiori copertine di sempre“, oppure “Worst album cover ever” ecc.

Girare intorno alla questione è inutile: la copertina di dell’album è invero inappropriata e difficilmente potrebbe esser presentata al falsamente emancipato pubblico del 2011; in poche parole è indifendibile, sia dal punto di vista della realizzazione che del concetto.

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Ma i contenuti della title-track dell’album, “Julie’s Sixteenth Birthday” (il sedicesimo compleanno di Julie), sono realmente la trasposizione in strofe di quanto l’ambigua copertina lascerebbe sottintendere? Fuor di metafora: la canzone descrive l’ adescamento di una minore? E’ un’apologia della pedofilia?

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Lo spunto per questo articolo proviene da una catena di Sant’Antonio dal vago fetore bovino con PDF (sembra impossibile.pdf) incorporato. Il titolo della mail , “Io non fermo questa email”, sottintenderebbe un’estrema rilevanza delle notizie incluse, una sorta di passaparola al fine di condividere informazioni bannate dagli organi di informazione mainstream. Invece no. Il solito PDF di fine gennaio, periodo di commemorazione dell’Olocausto (In italia il 27 Gennaio), che presenta immagini -invero inquietanti- di lager e deportati adulti e bambini.

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Il web colpisce ancora. Stando a svariate fonti, perlopiù di matrice complottistica, new age, ufologica -senza contare, manco a dirlo, Facebook- dal 1 Aprile 2011 saremo costretti a recarci in farmacia per acquistare una semplice camomilla e piante come l’Ortica saranno trattate alla stregua della marijuana.

Ma sarà realmente così? Dal 2011 piante dalle presunte capacità curative saranno considerate illegali? “Illegali”?

La notizia in sè non è neanche freschissima (risale a quasi un anno fa e fu oggetto di catena via email nel Dicembre 2009), ma grazie ai soliti social media è tornata alla ribalta proprio nelle ultime ore, unitamente alle solite manifestazioni di indignazione e malcelato razzismo.

Lasciamo parlare la singola immagine che circola:

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La didascalia di accompagnamento, con pochissime variazioni, è questa:

Queste foto rappresentano una festa che si è svolta a Gaza, dove Hamas “ha benedetto” 450 matrimoni. La maggioranza degli uomini, tra i promessi sposi, avevano un’età compresa fra i 25 ed i 30 anni. La maggioranza delle “donne” , tra i promessi sposi, avevano meno di 12 anni.
Il mondo ignora che i più ripugnanti abusi sessuali su bambine hanno luogo grazie all’autorizzazione che la legge islamica dà autorizzando questi matrimoni fin dall’età di 4 anni, per le donne.
In quest’occasione ogni promessa sposa ha ricevuto da Hamas un bouquet di matrimonio ed una somma di 500 dollari americani.
Le foto di questi matrimoni ci dicono tutto.

E’ successo davvero quanto dichiarato dal disinformatissimo estensore della foto?