asides

Hereditary” è un film horror del 2018 dell’esordiente Ari Aster, da più parti considerato il film dell’orrore dell’anno.  A mio parere è effettivamente un film valido. Però? C’è un però. Se da un lato è antipatica la pratica cinematografica dello ‘spiegone’ allo spettatore, preso per mano come fosse un minus habens  incapace di capire ciò che è avvenuto sullo schermo, dall’altro dovrebbe esser censurabile anche il fenomeno opposto, ovvero  lasciare troppi interrogativi, interrogativi che non trovano oggettiva risposta durante la visione, al termine del film. Hereditary, purtroppo, appartiene alla seconda casistica.

Debunked

Sta crescendo, ad un ritmo preoccupante (preoccupante per la fiducia che si vorrebbe riporre nel genere umano, si intende), il numero di video dal titolo: “I bought Mystery Box from the Dark Web“. Il plot è pressoché identico per tutti, lo youtuber mostra un pacco imballato di dimensioni variabili, racconta di averlo acquistato sul “dark web” e, assumendo un’aria drammatica, lo apre mostrandone il contenuto. Il classico unboxing, vecchio come è vecchio Youtube. Il contenuto di tali scatole varia da oggetti di scarso valore, fino a cellulari e tablet, seppur chiaramente usati, ma non mancano mai elementi inquietanti come armi insanguinate, pen drive, fotografie, messaggi criptici e sostanze non meglio identificate. Tutto vero? Ovviamente no. Si tratta dell’ennesimo meme, challenge, giochino tra youtuber che ha come fine ultimo fare views e subscribers.

Reviews

Per ragioni sportive e di salute, pur non essendo astemio (giammai!), sono un abituale consumatore di birra analcolica da svariati anni. Non appena ne esce una nuova mi precipito a testarla e, con buona approssimazione, posso dire di aver assaggiato tutte le birre analcoliche attualmente in vendita in Italia. Se molti brand stanno, nell’ultimo periodo, spingendo anche lato marketing il loro prodotto senza alcool, significa che l’utenza di questo tipo di bevanda sta crescendo. Ritengo quindi un dovere civico —anche per svecchiare un po’ i contenuti del blog—  stilare una mia personale classifica delle migliori birre analcoliche sul mercato. 

Reviews

Con le decine di milioni di euro risparmiate dalla RAI in seguito all’eliminazione dai Mondiali della nostra Nazionale (Sky e Mediaset si sono spartiti i diritti televisivi), era lecito aspettarsi un’edizione con i fuochi d’artificio: ospiti di superlusso, una cordata di conduttori, fregne che escono anche dal pavimento, scenografie da film di Spielberg. E invece, pare, non sarà così. Un po’ sottotono causa imminenti elezioni e la promessa -purtroppo pienamente mantenuta!- di mettere al bando le solite canzonette, parte anche quest’anno la kermesse del Festival di Sanremo 2018. 68° edizione del Festival della canzone italiana. A fine serata, al Dopofestival, Mario Luzzato Fegiz dichiarerà a gran voce: “Si può fare audience anche con canzoni impegnate!”. No, carissimo. A tirar su lo share è stata per lo più la presenza di Fiorello. 

Ma come ogni anno, vediamo le canzoni una ad una…

Sportsbook

Nel momento in cui scrivo mancano più di 24 ore a Italia vs Svezia ossia la gara di ritorno dello spareggio che deciderà chi, tra la Nazionale e gli Ikea-Boys parteciperà ai Mondiali di Russia 2018. Non so come finirà, in me convivono in parti uguali razionale pessimismo e romantico ottimismo, ma comunque vada domani sera, non saranno in pochi a pretendere la testa di Ventura. E’ una metafora, ok? Le dimissioni sono più che sufficienti. 

Sportsbook

Duelli intensi quelli tra Marc Marquez della Honda e Andrea Dovizioso della Ducati in questo campionato del mondo 2017. Questo è duello che abbiamo visto fino ad oggi in MotoGP e questo è quello che ci saremmo aspettati anche in questo gran premio australiano di motociclismo; peccato per l’italiano che ha subìto un brutto colpo durante i giri liberi e non è riuscito, a causa di ciò, ad essere competitivo: 11° in partenza e 13° alla fine.

Reviews

C’era davvero bisogno del sequel di un film cult, Blade Runner (Ridley Scott, 1982), uscito trentacinque anni orsono e che ha fatto addormentare un’intera generazione di (oggi) quarantenni? Probabilmente NO. Tuttavia, il 2049 di Villeneuve (Arrival, Sicario, Enemy ecc.), con alle spalle la produzione proprio di Ridley Scott, che si incastra (ed espande, con rispetto) perfettamente nell’ideale continuity dell’originale è un’opera che ha una sua logica d’essere, merita una visione -ovvero: merita una visione al CINEMA, diversamente si perde l’80% del wow-factor dato da fotografia e scenografie- e forse anche più di una.