Dopo i fatti di Ancona e, oggi, di Pavia, c’è già chi pensa di mettere al bando la libera vendita dello spray al peperoncino. Strumento, efficace, di difesa, pensato affinché le donne abbiano una possibilità di difendersi da stupri, molestie e aggressioni. 

Questo perché quella che, da facto, è un’arma impropria, è sporadicamente usata da ragazzini (maschi), baby gang (di maschi), scippatori (maschi) per delinquere, creare disturbo e, nei casi più gravi, stragi. E siccome la principale fonte di diritto in Italia non è il Parlamento, non sono le Sentenze, non sono gli usi e costumi bensì quel tratto dell’apparato digerente che va dallo stomaco al culo, poco ci manca che per colpa di alcune CHECCHE venga messa al bando una delle poche armi di difesa a disposizione, legale, delle donne. 

Prima che il Legislatore giunga, con spirito censorio, ad impedire che si dia il giusto nome alle cose, proverò a dare il giusto nome alle cose:

SEI UN MASCHIO E HAI CON TE LO SPRAY AL PEPERONCINO? 

Per qualsiasi motivo tu ce l’abbia, NON SEI UN UOMO.

Lo spray al peperoncino è un accessorio femminile tanto quanto lo è un lucidalabbra, una giarrettiera, un pennello per il fard. Andresti in giro con un cazzo di reggiseno? No ? E quanto uomo pensi di essere con uno spray al peperoncino in tasca, coglione?

Se sei d’accordo, condividi l’immagine sottostante sui social. Ridicolizziamo questi criminali prima che venga tolta alle donne un’arma di difesa (legale al 100%, per ora) per colpa di questi mezzi uomini.

 

Spray al peperoncino: arma di difesa per donne, e arma di aggressione per mezzi uomini

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