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Era nell’aria da almeno 10 anni e non solo tra gli addetti ai lavori. All’indomani dell’insediamento di Marco Tronchetti Provera al timone della Pirelli gli obiettivi erano chiari: crescere, internazionaiizzare, rimanere al passo con i grandi competitor del settore. Per perseguire questo obiettivo servivano due cose: Grandi capitali e investitori a lungo termine, e alleanze strategiche sui mercati internazionali (ricordo che già adesso il 94% del fatturato Pirelli matura all’estero). Le pagine dei rotocalchi di finanza e generalisti degli ultimi giorni si rimbalzano -con un piglio quasi di moralistico sdegno, soprattutto nei commenti- la recente acquisizione della maggioranza delle quote del gruppo da parte di Chinachem Corp. Inevitabili i commenti di quanti lamentano la perdita di un ennesimo gioiello del made in Italy nel mondo (i casi più famosi sono Gucci e Bulgari), quel made in italy cui tutti sembrano tenere fino a ché non si tratta di investire capitali propri.

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Dieci minuti, forse meno, di una serata buia come mille altre. Trattengo il fiato, non urlo, non muovo un muscolo. In rapida sequenza, modalità semiautomatica, trafitto nello stomaco da una raffica di schegge della mia infanzia. Fuori programma le immagini di un piccolo incontrollabile schizzato pieno di difetti di fabbrica che ha fatto cose terribili sin da quando ha aperto gli occhi. Cose terribili. Terribili e inaccettabili.

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In passato il “reietto” era lo sfortunato cui era riservata una sorte infame: isolato, abbandonato da amici, parenti. La società del bene che scaccia il male. Oggi esiste ancora una società? Esiste una differenza sostanziale tra bene e male? Esiste ancora una tipologia di essere umano (ricco, povero, bello, brutto) che non sia etichettabile ed imprigionabile in un arbitrario recinto da bestiame? Sì. Noi.

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E’ meglio avere rimorsi o rimpianti?

Era il 28 settembre 1918, s’avvicinava la fine della prima guerra mondiale. Un plotone d’assalto del Reggimento Duca di Wellington (inglese) s’avventa su una trincea nemica a Marcoing, presso Cambrai, in Francia. Uno dei soldati – Henry Tandey – si trova davanti, nella buca nemica, un caporale ferito e sanguinante. Potrebbe finirlo, con un colpo. Non lo fa: indugia, desiste, alla fine lo lascia andare. Quel caporale – avrebbe raccontato anni dopo il pluridecorato Tandey, in grado di fornire dati che avrebbero conferito autenticita’ all’episodio – era Adolf Hitler.

Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/1997/luglio/29/inglese_che_salvo_caporale_Hitler_co_0_9707297898.shtml

 

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Dicono. La felicità non è giungere a destinazione ma godersi il viaggio. Mi sono sempre chiesto che cazzo significasse. Cioè: realmente. A nessuno piace trascorrere tre ore sui sedili della classe economy compresso ai limiti della frattura delle vertebre, o ritrovarsi nello scompartimento con una famiglia disfunzionale che aborrisce l’uso delle scarpe in treno. A meno di muovermi su uno yacht da 45 metri attorniato da un esercito multietnico di modelle e open bar, nella stragrande maggioranza dei casi viaggiare è una merda.

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La “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” del 25 Novembre è, in realtà, il primo di 16 giorni (end: 10 Dicembre) che le Nazioni Unite, attraverso UN Women, dedicheranno a diverse campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su tematiche inerenti abusi e violenze sulla donna. Insomma: è una faccenda seria, di importanza internazionale, non la versione sfigata dell’8 Marzo. Le pagine dei giornali e i palinsesti televisivi sono già saturi di approfondimenti e di ipocrisia, posso quindi permettermi una digressione che tale, in fondo, non è.

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L’articolo include cenni storici, immagini, quotazioni, curiosità, informazioni sulle diverse serie uscite in Italia e nel mondo.

Introduzione a I Micronauti

Se siete maschi tra i 35 e 45, tendenzialmente etero, già solo (ri)leggere il termine “Micronauti” rievocherà in voi nostalgici ricordi di infanzia e di anni spensierati. Spensierati nel senso di privi di pensieri, nel senso che molto probabilmente da bambini, dopo aver polverizzato le rispettive scatole e mentre combinavate improbabili incroci macchina uomo macchina cavallo grazie agli arti magnetici, tutto pensavate tranne che, con un minimo di lungimiranza in più, oggi, nel 2013quasi2014 vi sareste ritrovati per le mani una piccola fortuna.

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Che Tom & Jerry, pur essendo un cartone animato, pur essendo americano, pur essendo disegnato da Hanna e Barbera (MGM), non sia un prodotto per bambini lo si capisce solo da adulti, quando se ne comprende l’assurda violenza, ben oltre quella concessa dal genere slapstick cui dovrebbe essere associato, e il neanche troppo implicito razzismo.

Circola la voce di un corto, “Blue Cat Blues“, (in italiano: Blues per Gatto triste) del 1956, in cui Tom e Jerry, depressi per amore, si suicidano lasciandosi investire da un treno.

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E’ proprio in uno dei circuiti più affascinanti del Campionato Mondiale di Formula 1 che si consuma il pastrocchio della Pirelli: le forature di Hamilton e Massa oltre al vero e proprio scoppio della gomma di Jean-Eric Vergne su Toro Rosso hanno falsato una gara che, fortunatamente, non ha riscontrato incidenti rilevanti.