[UPDATE 12 MAGGIO 2017] Quando si parla di imprenditoria italiana, sono tanti i nomi che sono un po’ il fiore all’occhiello della categoria. Uno su tutti è quello di Marco Tronchetti Provera.
Nato a Milano il 18 gennaio 1948, dal 1992 è fino al 2015 è stato Amministratore Delegato del Gruppo Pirelli; ne è diventato vice presidente esecutivo dal 20 Ottobre 2015. E anzi, potremmo tranquillamente definire il Tronchetti Provera come vero artefice del salvataggio di un’azienda che, da qualche anno a questa parte, aveva preso una “sola” dietro l’altra: prima il mancato accordo con Dunlop per l’espansione, poi i tentativi di acquisto delle 33,3 milioni di azioni Firestone (che nel 1988 venne venduta alla giapponese Bridgestone), infine la fallita scalata a Continental.
Tre operazioni estere che sono risultate essere non propriamente un successo e che portarono l’azienda milanese a vivere un momento di grande difficoltà economica, dal quale si riprese solo nel 2000, quando Pirelli vendette OTI (la società del gruppo che realizzava sistemi ottici), alla Corning Incorporated per la colossale cifra di 4,7 miliardi di dollari. Uno degli artefici di quest’operazione fu, ovviamente, Tronchetti Provera.
Il milanese classe ’48 è finito nuovamente sotto i riflettori di recente, quando ha annunciato di aver venduto la maggioranza di Pirelli ai cinesi di ChemChina, un’operazione che ha scatenato non poco “tran tran” mediatico ma che lo stesso Tronchetti Provera ha difeso, definendola come fondamentale per progettere l’azienda e i suoi dipendenti, ed evitare che Pirelli finisse nelle mani di più grandi gruppi industriali di pneumatici.

La famiglia e gli inizi di carriera

Nato nel 1948 e laureatosi alla Bocconi di Milano nel 1971, la vera svolta lavorativa di Tronchetti Provera avvenne a Londra, dove passò sei mesi presso la compagnia logistica e di trasporti P&O. Qui ebbe modo di vivere da vicino un settore particolarmente complesso come quello della logistica ed ebbe l’intuizione che i terminal per il movimento merci dovevano essere vicini necessariamente all’industria.
E’ per questo motivo che una volta tornato nel “Bel Paese” aprì un terminal a Rho, nel cuore più puro della Lombardia industriale. Questo terminale venne collegato ottimamente con i principali porti europei e fu proprio questo particolare a decretare il grande successo della strategia operativa di Provera, che rimase a capo della Sogemar (questo il nome dell’azienda che egli fondò al ritorno dalla capitale britannica) fino al 1986.

Gli anni della Pirelli

Marco Tronchetti Provera
Il matrimonio tra Marco Tronchetti Provera e Pirelli è da datarsi sempre 1986. In quell’anno Marco entra nella Pirelli & C. Sapa come socio accomandatario (quel socio che si occupa della gestione amministrativa della società e che risponde in maniera illimitata delle operazioni della stessa. Questa figura si differenzia da quella dell’accomandante che, invece, è un semplice “finanziatore” che risponde esclusivamente per la quota apportata).
La decisione di dare a Marco il ruolo di accomandatario venne direttamente da Leopoldo Pirelli, numero uno dell’omonima azienda di famiglia fino al 1996. Egli stesso disse che Marco “sarà più di un capo”.
Siamo arrivati al delicato periodo degli errori commessi con Dunlop, Firestone e Continental, tre momenti che hanno favorito la “scalata” di Marco Tronchetti Provera a capo dell’azienda di pneumatici milanese, avvenuta nel 1992, con l’obiettivo di risanarla.
Grazie al suo carattere da sempre molto forte, decise alcune svolte importanti, tra cui la dismissione di aree minori e la concentrazione su quelle di maggior forza, ovvero la produzione di pneumatici.
Tronchetti Provera decise anche di puntare molto forte sul settore immobiliare e trasformò l’area della Bicocca (il progetto prese il nome di “Grande Bicocca”), che fino ad allora era pieno di fabbriche fumose, in un quartiere residenziale di gran pregio, addirittura con un’università e teatro.
In quegli anni vennero presentati al mercato nuovi prodotti, tra cui lo storico pneumatico P6000, ancora oggi uno dei “cavalli di battaglia” dell’azienda.
Nel 2000, dopo la vendita di OTI, nelle casse di Pirelli entrano ben 4,7 miliardi di dollari (circa 4 miliardi di euro), che denaro verrà usato per tentare la scalata a Telecom Italia. Marco Tronchetti Provera, grazie anche all’aiuto della famiglia Benetton e di due banche, riesce infine ad acquistare il 27% di Olivetti, divenendo di fatto il nuovo azionista di riferimento della società di telecomunicazioni italiana.
Tra le novità che Tronchetti Provera mise in pratica all’arrivo nella nuova azienda ci sono state la pulizia del bilancio, la riduzione dell’indebitamento dopo l’OPA del 1999 e la fusione tra Telecom e Olivetti. In quegli anni, Telecom prova ad espandersi anche in Brasile e in Argentina, mentre in Italia, tra il 2004 e il 2005, avviene la fusione tra Telecom Italia e TIM.

A proposito della fusione TIM / Telecom, segnalo una discussione su L’inkiesta con la replica formale di Marco Tronchetti Provera (o meglio del suo Ufficio Stampa).
Marco Tronchetti Provera lascerà la presidenza Telecom nel 2006 dopo una serie di polemiche con la Presidenza del Consiglio relativamente all’introduzione, nel gruppo, di tutta una serie di nuove strategie ed accordi, tra cui anche uno con la NewsCorp del magnate Murdoch. Come venne riconosciuto qualche anno più tardi, ci si stava muovendo in un campo in cui aveva iniziato ad entrare anche la politica e che, proprio per questo motivo, divenne particolarmente difficile.
Nel frattempo l’attività di Pirelli cresce notevolmente, l’azienda si espande e crea dei nuovi stabilimenti di produzione negli Stati Uniti, in Romania e in Cina. Oggi l’azienda con sede a Milano si trova in 11 paesi, conta 20 stabilimenti e ha un totale di 30.000 dipendenti in tutto il mondo.

Le vicende giudiziarie

Varie sono state le vicende giudiziarie che hanno coinvolto Marco Tronchetti Provera, durante gli anni della sua carriera, per quanto riguarda la vicenda Telecom. Tuttavia, i magistrati hanno provveduto ad archiviare ogni capo di imputazione in quanto nessuna responsabilità è emersa.
In maniera principale ci riferiamo alla vicenda “dossier illegali”, in cui non è mai stato coinvolto, e a quella “Kroll”, per la quale inizialmente il presidente Pirelli venne condannato a 1 anno e 8 mesi, in primo grado, per poi essere pienamente assolto in appello perché il fatto non ha costituito un reato.
Relativamente a questa vicenda, il 17 aprile 2015 Marco Tronchetti Provera venne prescritto dal reato per decadenza dei termini, egli stesso annunciò di voler rinunciare alla prescrizione perché la considerava moralmente inaccettabile in quanto i fatti non erano stati commessi. Di conseguenza il procedimento venne riaperto ed egli fu assolto con formula piena, in secondo grado, l’11 giugno.

Più recente, fine settembre 2015, l’assoluzione “perché il fatto non costituisce reato” nella vicenda che ha visto Tronchetti Provera accusato di diffamazione ai danni di Carlo De Benedetti.

Gli impegni di Marco Tronchetti Provera

Ad oggi Tronchetti Provera è presidente, oltre che di Pirelli, anche di Camfin (holding di partecipazioni, maggiore azionista in Pirelli), del Gruppo Partecipazioni Industriali (maggior azionista di Camfin), della Prelios SPA (azienda nata nel 2010 da Pirelli RE dopo la fine del processo di rifocalizzazione sul core business gomme) e della Marco Tronchetti Provera & C. Sapa.
Altri compiti di primo piano sono quelli in Mediobanca, di cui è vice presidente, in RCS Quotidiani e presso la FC Internazionale Milano SPA, di cui è Consigliere di Amministrazione.

L’Inter

Legame quasi indissolubile quello tra Marco Tronchetti Provera e l’Inter (FC Internazionale). Innanzitutto per ragioni personali: è, infatti, forse solo dopo Moratti, il tifoso più in vista della squadra milanese. Inoltre Pirelli è, da ormai svariati anni, sponsor principale del team. Pur non comparendo nell’Organigramma dell’inter (cfr: http://www.inter.it/it/organigramma ) è chiara l’influenza, come vicepresidente dello sponsor principale, sulle scelte della squadra di Erick Thoir, tanto da rivestire in molte occasioni la voce della società. Come ad esempio, recentemente, dopo l’esonero dell’allenatore Pioli. ( http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Inter/10-05-2017/inter-tronchetti-provera-pioli-non-ha-funzionato-conte-nessuna-preclusione-200193175495.shtml

Il sociale

Importante l’impegno di Marco Tronchetti Provera sul sociale. Egli è infatti presidenze della Fondazione Pirelli, che ha l’obiettivo di diffondere la cultura e l’arte, e della Fondazione Silvio Tronchetti Provera, che sostiene la ricerca scientifica e tecnologica.

Riconoscimenti personali

Considerando l’impegno profuso da sempre nella sua attività, Marco Tronchetti Provera è stato giustamente insignito di tutta una serie di premi nel corso della sua carriera.
Il più importante è sicuramente quello di Cavaliere del Lavoro nel 1996, mentre due anni dopo ottiene il titolo di “Chevalier de l’Ordre National de la Légion d’Honneur” e di “Honourary Official of the Most Excellent Order of the British Empire”.

Approfondimenti su Marco Tronchetti Provera (risorse esterne)

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