L’interinale Pres. Mario Monti che afferma: “Il posto fisso è monotono”. Ironia

Published On 2 febbraio 2012 | asides | di

C’è un equivoco di fondo, però.
E mi rammarica profondamente che Lei, che è persona indubbiamente dotta e illuminata e meritevole di ogni rispetto, ci sia cascato.

Mario_Monti

Innanzitutto La ringrazio, Presidente Monti, per aver così sinteticamente e lucidamente espresso quello che è anche un mio intimo pensiero. Il fatto che io sia, ormai da più di dieci anni, “imprenditore di me stesso“, credo basti da solo a testimoniare, quantomeno, la mia coerenza.

Tuttavia un particolare che a Lei e a molti suoi coetanei, politici e non, sfugge è che i giovani di oggi (e per giovani di oggi intendo chiunque, dai 18 ai 99 anni, sia abile al lavoro) sanno benissimo che il “posto fisso” è monotono.
Diamine, ci viene quotidianamente fatto un lavaggio del cervello in modo che si sia tutti così splendidamente individualisti ed edonisti, non Le viene in mente neanche per un attimo che nessuno, spontaneamente, si abbasserebbe mai a piantar bulloni alla catena di montaggio, timbrare documenti, vestire culi ciccioni in un negozio, battere i tasti di un registratore di cassa facendosi venire le emorroidi?

Basta accedere ad un social network a caso, leggerà ogni giorno decine di lamentele di lavoratori dipendenti: chi si lamenta dell’orario, della puzza del collega, i pettegolezzi di corridoio, quella stronza del piano di sopra che è stata promossa perchè ha dato il culo al dirigente, del capo che fa le avance, dei pochi sbocchi e possibilità di carriera, del cibo della mensa che fa schifo, delle scarse soddisfazioni, la macchinetta del caffè che non funziona, l’ufficio troppo caldo, l’ufficio troppo freddo e via discorrendo. Sono d’accordo con Lei, il posto fisso è davvero monotono. Voglio rilanciare: è alienante, disumanizzante, contronatura.

Eppure, tantissimi giovani vedono il posto fisso (alias: impiego presso struttura pubblica o privata con contratto a tempo indeterminato) come una chimera, come un obiettivo. Tutti rincoglioniti privi di ambizioni? Tutti bamboccioni? Tutte aspiranti pecore della catena di montaggio? Nossignore.

Io so che non è così, Lei sa che non è così.

Queste boutade fatte così, per sollevare ad arte eguale approvazione ed indignazione non rendono giustizia alla Sua cultura e alla Sua provata esperienza di economista.

Cosa rende, ancora nel 2012, il posto fisso così agognato da tantissimi disoccupati che pur avrebbero la loro bella convenienza a mettersi in proprio o adeguarsi alla tanto reclamizzata flessibilità? E’ molto semplice: adempimenti fiscali più semplici e, soprattutto, accesso al credito.

Dal dopoguerra il sistema bancario (creditizio) si è plasmato ed evoluto intorno alla busta paga e al cedolino della pensione. E mi sorprende, non poco, che questo sistema obsoleto, iniquo, arbitrario, non si sia smosso di una virgola nonostante siano almeno vent’anni che i Governi ce la menano con la flessibilità e la piccola imprenditoria.

Non Le dirò quanto dichiaro l’anno. Ma non si preoccupi: lavoro con le aziende, non potrei evadere neanche volendo, mi creda. Mi ritengo benestante, non ho debiti in giro, prestando opera intellettuale non ho neanche merci ferme e spese di magazzino. Eppure se entro in una qualsiasi Banca a chiedere un mutuo sa cosa mi rispondono? “Il Suo reddito è ok ma… ha un genitore o qualcuno in possesso di busta paga o pensione che possa garantire per Lei, meglio se ha un immobile di proprietà, e/o una sorella carina e disponibile da impegnare alla bisogna?

Non mi fraintenda, Signor Presidente. Di avere una casa di proprietà non me ne è mai fregato un cazzo. E non si preoccupi per me o per il mio stato fisico-psichico: è vero, per guadagnare, netto, ciò che guadagna un impiegato che lavora otto ore al giorno io, di giorni, ne lavoro sette su sette, per 12 ore almeno, ma è una vita che mi sono scelto. Non mi lamento, va bene così.
E non voglio lamentarmi neanche se penso che in pensione non ci andrò mai. Lei è del ’43, ancora lavora, apprezzo il buon esempio.

Il problema è sapere che lo Stato è un socio inoperoso che si accaparra, se va bene, tra il 50% e il 60% di quello che guadagno. E, non contento, per prendersi parte dei miei sudati soldi mi sottopone a sadici giochini mnemonico-matematici di concentrazione ogni qualvolta devo compilare un modulo F24: codici e codicilli, imposte e controimposte, percentuali, inps, tasse regionali, comunali, scadenze. E’ in questi momenti che penso che lo Stato non sia dalla mia parte.

Si auspicava un mondo del lavoro incentrato sulla “persona”. In un modo o nell’altro, con le buone o con le cattive, lo si è ottenuto. Ma non si è tenuto sufficientemente conto del fatto che il mercato del lavoro non è un’entità a se stante, ma è strettamente interconnesso con Fisco e Sistema Creditizio. I quali, di fatto, sono rimasti incentrati sulla “busta paga”. Se, con i poteri che Le sono stati conferiti non inizierà un serio e radicale mutamento anche di questi due capisaldi del sistema economico italiano, la società anglosassone che Lei (così come tutti i suoi predecessori) sogna, ossia fatta di piccoli imprenditori che vendono servizi ad altri imprenditori, vestono Gucci e tutti insieme fanno girare l’economia, si disgregherà in tante piccole società primitive come quella dei Puffi, con il Puffo Falegname che fa i mobili in cambio delle mele di Puffo Agricoltore, con Puffo Barbiere che fa i capelli a Puffo Idraulico che gli ripara il bagno e tanti incazzatissimi Puffi Forzuti a protezione della comunità che, desiderosi di menare le mani, non aspettano altro che un incaricato dello Stato vada a far loro visita.

Rispettosamente, porgo i miei ossequi.
Stuart.

One Response to L’interinale Pres. Mario Monti che afferma: “Il posto fisso è monotono”. Ironia

  1. seowebmaster says:

    Questo articolo è stampare e distribuire come volantino…
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    Cosa rende, ancora nel 2012, il posto fisso così agognato da tantissimi disoccupati che pur avrebbero la loro bella convenienza a mettersi in proprio o adeguarsi alla tanto reclamizzata flessibilità? E’ molto semplice: adempimenti fiscali più semplici e, soprattutto, accesso al credito.
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    ma neanche un commento finora ??

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