La nuova frontiera del comment spamming
Chi gestisce un blog, sia esso personale o aziendale, conosce fin troppo bene l’intraprendenza degli spammer. Intraprendenza che, fino ad oggi, si è però tradotta nella pratica in un attacco tanto cieco e brutale quanto prevedibile e facilmente individuabile con un minimo di occhio:
- il commento è palesemente offtopic o sottende una leccata di culo troppo bella per essere vera
- il commento è scritto in una lingua diversa da quella del blog
- il commento include sempre uno o più link verso le tipiche risorse amate dai commentatori automatici: v-i-a-g-r-a, casino online, software adobe a 14 $, repliche di rolex ecc.
Per il titolare di un blog a basso traffico (tipo quello che stai visitando proprio ora) che riceve pochi commenti, non è in genere necessario installare un plugin apposito che filtri il comment spamming: basta dedicare qualche minuto ogni due o tre giorni e cancellare l’evidente spam dalla queue list.
Nell’ultima settimana, con mio sommo gaudio, gli ultimi articoli pubblicati hanno improvvisamente ricevuto una pletoria di commenti sensati, ora divertenti, ora critici, provocazioni o semplici attestazioni di stima. Evviva! mi sono detto, finalmente il mio sito muove un po’ di utenza attiva, e tutto questo senza neanche dover parlare di Lady Gaga o dei Tokio Hotel!
Pia illusione. In realtà l’evoluzione delle tecniche di acquisizione automatizzata di link facili (seppur con il nofollow) in giro per il web ha condotto a qualcosa di simile al commento automatico “perfetto”. Credo di aver già capito il tipo di software utilizzato (una nuova release fresca fresca, ma non ne rivelerò il nome, anche perchè i pochi lettori che ho l’acquisterebbero subito) e questo mio post serve, oltre a complimentarmi con gli sviluppatori, a mettere in guardia titolari di blog, specie ad alto traffico, con un gran numero di commenti.
- il commento è sensato e della stessa lingua del blog (è sensato perchè il bot fa il parsing dei precedenti commenti e li riutilizza: io ho tre commenti in croce e li ho subito riconosciuti, ma immagino sia difficile ricordarsi a memoria tutti i commenti pubblicati se ce ne sono moltissimi)
- non vi sono link all’interno del corpo del commento
- il campo URL del mittente è ovviamente utilizzato, ma collega a siti con dominio di secondo livello, nessun Url tracciante, affiliazione.
Un blogger distratto o ingenuo molto probabilmente approva un commento dalla struttura sopra riportata.
Disabilitare i commenti può essere una soluzione, ma giustamente è l’ultima cosa che un blogger farebbe. Tanto più che, in caso non lo sappia, almeno su Wordpress disabilitare i commenti OGGI significa che vengono disabilitati i commenti sugli articoli che scriverai da OGGI in avanti. Dei vecchi articoli va disabilitata la funzione commenti separatamente.
Mi sono deciso quindi ad installare WP-Spamfree (http://wordpress.org/extend/plugins/wp-spamfree/), che nonostante le accuse da parte di molti di succhiare eccessive risorse del server, su altri blog che gestisco -leggermente più visitati di beingstuart.com, ha finora svolto egregiamente il proprio compito.
Nel momento in cui scrivo, non ho più ricevuto commenti come quelli di cui ho scritto poc’anzi. Ma la notte è ancora lunga. Scriverò qui di seguito eventuali aggiornamenti.
- Posted by Stuart D at 09:41 am
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Basta mette un captcha.. o mi sfugge qualcosa?
Ciao Francesco,
il captcha potrebbe risolvere la cosa, anche se mi risulta non essere sempre così impenetrabile dagli spam bot.
La maggior parte dei blog che lurko ogni tanto (ivi incluso il blog del Tagliaerbe) non fanno uso di captcha anche perchè essendo il commento un “valore aggiunto” del blog, salvo attacchi reiterati degli spammer, si tende a togliere una barriera -seppur utile- a favore della maggior facilità di interazione con l’utenza.
Cordiali saluti. Stuart
[...] This post was mentioned on Twitter by Alessandro Politanò. Alessandro Politanò said: La nuova Frontiera del Comment Spamming http://bit.ly/9I9uIC By Stuart! [...]