Hereditary” è un film horror del 2018 dell’esordiente Ari Aster, da più parti considerato il film dell’orrore dell’anno.  A mio parere è effettivamente un film valido. Però? C’è un però. Se da un lato è antipatica la pratica cinematografica dello ‘spiegone’ allo spettatore, preso per mano come fosse un minus habens  incapace di capire ciò che è avvenuto sullo schermo, dall’altro dovrebbe esser censurabile anche il fenomeno opposto, ovvero  lasciare troppi interrogativi, interrogativi che non trovano oggettiva risposta durante la visione, al termine del film. Hereditary, purtroppo, appartiene alla seconda casistica.

Ecco quindi che, armato di internet e di una sana dose di humana pietas, fornisco la mia personale -e quindi oggettiva e incontrovertibile- interpretazione di Hereditary.

QUINDI: PER OVVI MOTIVI TUTTO CIO’ CHE SEGUE CONTIENE SPOILER

Trama (contiene spoiler – e 2!)

Nonna Elle muore. Funerale. La figlia, Annie, fa il suo elogio funebre di fronte al marito Steven, la figlia Charlie, il figlio Peter, e tipo una ventina di sconosciuti. Dice: “Oh e voi chi cazzo siete?“. Vabbè torniamo a casa, ché la giornata è stata già troppo lunga e faticosa. La casa è una villetta borghese dotata di un po’ di terreno e una casa sull’albero, in cui spesso Charlie si rintana a dormire. Steven è uno psichiatra, calmo, razionale. Annie è un’artista miniaturista, che ricostruisce e trasforma in opere d’arte i fatti più importanti della sua famiglia. Peter, per ora, è solo un ragazzino con la comprensibile propensione a farsi le sigarette ripiene di droga, fissare il culo delle sue compagne, e tipo dormire. Dorme sempre, Peter. Ma ne parliamo meglio dopo. 

Di tutti i personaggi finora incontrati, quello oggettivamente più interessante è Charlie, la figlia. Che giuro pensavo fosse fatta al computer, invece no, è proprio così di suo. Povera. Evidentemente disadattata e incapace di vestirsi in modo almeno degno, ha però ereditato dalla madre Annie un certo talento per il fai da te e per l’arte. Nei suoi migliori art attack produrrà armi improprie, feticci con la testa decapitata di un piccione, immagini del fratello morto. Un amore, guardi, signora mia! Eppure, questo piccolo testimonial della Durex, che tutti pensano essere il personaggio chiave del film, muore. Ma tipo muore malissimo. Decapitata. Peter, nel dubbio, va a dormire. Prendere carta e penna e annotare: nipote, femmina, decapitata.

Annie, che già ha il suo bel da fare nell’elaborare il lutto per la perdita della madre, si ritrova quindi in pochissimo tempo con il carico da mille della morte della figlia. I gruppi di sostegno psicologico sembrano non bastare più. A questo punto spunta Joan, anch’essa afflitta da un lutto recente, che frequenta lo stesso gruppo di Annie; una signora di mezza età gentile, cortese, di quelle che devono toccarti mentre ti parlano. “Si però le mani te le devi mettere in culo”, dice Annie. E Joan la porta a casa sua, e le mostra una roba superfighissima che ha imparato da una medium per evocare lo spirito di un defunto. 

E Annie, gasata dalla positiva esperienza paranormale appena vissuta, torna a casa e comunica a Steven e Peter che devono immediatamente fare una seduta spiritica per evocare lo spirito di Charlie. Che poi, uno dei pochissimi vantaggi dell’essere morti è che finalmente nessuno ti rompe le palle, e infatti né il marito né il figlio sembrano molto entusiasti della cosa: “O Madre, ma c’è la finale di Nebraska’s Got Talent stasera!“, dice Peter, che fino a cinque minuti prima stava dormendo . Niente da fare, prendiamoci tutti per mano, candela, oggetto simbolico e…. No niente, Steven, al primo segnale inquietante dall’aldilà si ritrae: “No! Basta! Non asseconderò mai più le tue follie!!!”. Si vabbé dai, dillo che ti sei cagato sotto.

Però Annie è determinata a risvegliare l’anima della figlia e gli eventi sembrano ormai precipitare. Uno spirito non meglio identificato aleggia nella stanza e conduce la donna in soffitta, dove trova il cadavere della madre, riesumato e decapitato. Prendere carta e penna e annotare: nonna, femmina, decapitata. Post Mortem, ok, ma la giuria decide di omologarla comunque: decapitazione valida. Quattro sì! 
Steven, che della famiglia è quello più razionale e maggiormente capace di controllare paura e basse emozioni: “Sta succedendo qualcosa di strano in questa casa…“. E indovina un po’ chi ha vinto il Premio “Grazie Al Cazzo” 2018? 

In tutto questo Peter sta dormendo. Dorme sempre Peter. A scuola, in macchina, a casa. A volte prova a stare sveglio, ma arriva uno spirito maligno a sbattergli violentemente la testa sul banco e tramortirlo per ore. Dorme sempre, Peter.

Annie si convince che sia il quaderno di Charlie, con i suoi disegni inquietanti e -forse- programmatici di morte e distruzione, l’origine dei fenomeni incontrollati all’interno della villa. Così chiede a Steven di distruggerlo, di bruciarlo nel fuoco. “E perché dovrei fare una cazzata simile?” , chiede, giustamente, il marito. “Perché tu sei quello più pratico di barbecue, carbonella, prepari delle salamelle spettacolo sulla brace e poi ho il ciclo quindi non discutere, cazzo!” . Ma lui è irremovibile, così tocca alla donna gettare il quaderno nel camino, con la conseguente -per una famosa proprietà transitiva satanica- immediata morte per autocombustione di Steven. 

Peter si sveglia. Tempo una ventina di minuti per realizzare in che anno si trova e scende giù nel tinello. Di fronte ai suoi occhi i resti, ancora fumanti, del padre, e la madre sospesa per aria intenta ad autodecapitarsi con un cavo d’acciaio.  Prendere carta e penna e annotare: madre, femmina, decapitata. Lo straziante scenario che si para dinnanzi al ragazzo è troppo inquietante, e al grido di: “Io ho bisogno di dormire cazzo lo volete capire???” si getta dalla finestra e atterra faccia in giù nell’orto. E si addormenta. 

Il momento è propizio per il demone -che abbiamo scoperto essere PAIMON- per (era ora!) impossessarsi del corpo di Peter. Che si sveglia con quell’aria un po’ così, quell’espressione un po’ così, che abbiamo noi, che abbiamo visto Amsterdam. Molte volte. Sale sulla casa sull’albero, eletta a sede operativa della setta, e Joan -che dopo la morte di Nonna Elle ne è diventata leader- lo incorona King Paimon. Gli adepti della setta si inginocchiano, completamente nudi. Peter, che ora è uno dei Re dell’Inferno in carne ed ossa, si guarda intorno perplesso: “Oh ma chi minchia sono sti cessi?”

Titoli di coda.

WHAT THE FUCK? Hereditary spiegato

Se per 3/4 di un film (che dura complessivamente 2 ore) si assiste alla messa in scena di un dramma di famiglia, i cui tratti orrorifici risiedono proprio nelle dinamiche tra i suoi componenti -in particolar modo nei rapporti tra Annie e i suoi figli, e nell’impatto che la malattia mentale ha su chi ne soffre e su chi gli sta vicino, nell’ultimo quarto si gettano esplicitamente le carte in tavola e si vira verso l’horror più classico, con demoni, presenze e via discorrendo. Gli indizi lasciati lungo il cammino sono pochi e frammentari tanto da straniare lo spettatore durante l’accelerata finale, fatta di immagini, simboli, splatter, possessioni. Il risultato finale appaga la vista, forse, ma non l’intelletto. Perché molti elementi bisogna intuirli o, come ho fatto io, andarseli a cercare sul web.

Il regista Ari Aster pare prendersi tutto il tempo che gli serve, e ancor di più, quando si tratta di dettagliare ogni singola sfumatura dei caratteri e dei traumi dei personaggi, ma ponziopilateggia alla grande quando si tratta di unire i puntini e rendere comprensibile ciò che accade a video (soprattutto le ragioni per cui succede quel che succede). Di seguito quindi spiegato ciò che molto probabilmente vi siete persi. E non per colpa vostra.

Prima dell’inizio di Hereditary: Il pregresso della storia, che non viene mostrato nel film

Nonna Elle perde il marito. Nel film viene spiegato che, probabilmente non troppo lucido, si lascia morire di stenti rifiutando il cibo. Elle non si rassegna alla sua morte e trova conforto in un gruppo psicologico di sostegno (lo stesso cui poi parteciperà Annie). Nell’impossibilità di farsene una ragione Elle si avvicinerà all’occultismo, un modo semplice per comunicare col marito. Nelle sue ricerche scoprirà testi satanici che spiegano come riportare in vita KING PAIMON, in demonologia uno dei Re dell’inferno, in grado una volta riportato nel mondo terreno, di dare ricchezza e fama ai suoi adoratori. Persuadendo i partecipanti del gruppo di sostegno fonderà una setta che ha come scopo riportare sulla Terra proprio Paimon, che necessita di un corpo maschile da abitare. Da notare che il satanismo della setta è ancora a livello “trial & error”, non hanno ben chiaro cosa, come, perché.

Il primo possibile corpo disponibile è il figlio di Elle (ovvero il fratello di Annie, non compare nel film , ma viene citato come morto suicida perché “la madre cercava di mettergli persone in corpo“). La seconda scelta sarà quindi il primogenito di Annie, Peter, che però verrà sempre tenuto lontano dalla nonna. Annie, tuttavia lascerà che Elle cresca Charlie, la bambina. Che, in effetti, sin dalla nascita, ospiterà Paimon in modo provvisorio. 

Inizia il film

Elle (che si era autoproclamata Regina della Setta) muore, la leadership viene lasciata a Joan. Paimon è nel corpo di Charlie e che qualcosa non vada nella bambina (al di là dell’aspetto) è chiaro a tutti. Annie in tutto questo è un’ignara pedina, ma avrà un ruolo chiave nello svolgersi della storia così come deve svolgersi. Ad esempio è lei ad insistere affinché Peter porti con sé la sorella alla festa (Che uno dice: Ma perché mai dovrebbe portare la sorella dodicenne ad una festa di sballati collegiali????“) che risulterà fatale per la bambina. 

Insomma, che succede?

C’è che nell’avvicinamento al satanismo la setta dimentica (o non capisce, essendo i testi di riferimento scritti in una lingua a loro sconosciuta —– lo dice Joan ad Annie) che King Paimon non necessita solo di un corpo maschile, ma anche del sacrificio, per decapitazione, di tre donne della stessa famiglia. Avete preso nota prima? Questo è il motivo per cui, in vita, e nonostante gli sforzi, Nonna Elle non riuscì ad usare il corpo del figlio come ospite di Paimon. E il motivo per cui il demone, nonostante Peter dorma sempre, non riesce ad impossessarsi subito del suo corpo. Nel momento in cui le tre donne sono state decapitate e il corpo maschile è “distratto” o indebolito (Peter è caduto dalla finestra), ecco che la possessione e la reincarnazione di Paimon può essere finalizzata.

Come tutti i demoni, Paimon, non può uccidere direttamente. Infatti Elle, la cui morte è cruciale per dare inizio a tutto, muore di vecchiaia. Può, tuttavia, influire sul libero arbitrio delle persone o modificare il corso degli eventi, o trollare i protagonisti (vedi la testata sul banco che procura a Peter, il sonnambulismo di Annie) affinché vi siano le morti che gli servono. Ecco quindi l’incidente di Charlie, il suicidio di Annie, la decapitazione post-mortem di Elle ad opera della setta. 

Paimon (King Paimon) esiste veramente?

No. Però è un personaggio che realmente esiste in demonologia. Non è un’invenzione degli sceneggiatori. Il simbolo utilizzato, sul ciondolo della nonna, sul palo contro cui finisce Charlie ecc… è effettivamente il sigillo di Paimon.

Paimon ha mai posseduto Annie?

No. Ma facendo leva sulle sue debolezze, sui traumi e, presumibilmente, una psiche non proprio sanissima, le fa compiere essenzialmente quello che vuole lui. Incluso il suicidarsi.

Quindi Charlie era posseduta da Paimon?

Si, ne era un host provvisorio.

Chi sono le persone presenti al funerale di Elle?

I componenti della setta, Joan inclusa, anche se non la si nota. 

Perché Paimon possiede Peter solo alla fine?

Perché prima mancava la condizione essenziale, ovvero il sacrificio delle tre donne per decapitazione.

Ho trovato Toni Collette bravissima e in parte!

Perché Toni Collette è così anche nella vita reale. Ci scommetto 2 euro.

Perché la setta fa tutta sta manfrina?

Per soldi e potere. Ovvero ciò che Paimon può dare ai suoi adoratori. L’incapacità di affrontare un lutto è una motivazione molto tangenziale, alla radice di tutto c’è il vil denaro.

E il libero arbitrio?

La famiglia non ha alcun libero arbitrio. Succede quel che deve succedere. 

Perché Steven prende fuoco? 

Non lo so. Tu non lo sai.  E neanche il regista lo sa. 

Is that why she thinks she can stop it by burning the Charlie’s sketchbook – the first time she tries, she catches fire — but the second time, her husband Steve catches fire?
Exactly. Even that scene is meant to play as Annie’s big redemptive moment, she’s going to sacrifice herself for her son. It’s a beautiful gesture but part of the cruel logic of the film is it’s an empty gesture. Ultimately, it’s not her choice to make. She thinks there’s a design here and she can end things if she sacrifices herself. But there’s no design and there are no rules. There is a malicious logic at play.

Fonte: https://variety.com/2018/film/awards/hereditary-ari-aster-answers-burning-questions-1202841448/

 

 

HEREDITARY: spiegazione di trama e finale

Category: asides
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