Giù le mani da Federica!

Published On 12 maggio 2011 | asides | di

Tornata alla ribalta in questi giorni la procedura di autodiagnosi che, secondo gli autori e successivi estensori dell’appello, permetterebbe di rilevare per tempo un probabile attacco cardiaco.

Ne cito un passo rilevante:

Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un attacco di cuore:

* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);

* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa(esempio: oggi è una bella giornata); se non ce la fa è sotto attacco;

* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);

* Chiedete al paziente di mostrarvi la lingua. (se la lingua sembra ingrandita o la muove solo lateralmente è anche questo un segno di chi è colpito da attacco cardiaco).

Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso e descrivete i sintomi della persona per telefono.

Le procedure sopra citate in realtà non riguardano la diagnosi dell’attacco cardiaco, bensì dell’ictus cerebrale e sono state estrapolate, per la cronaca, dal Cincinnati Prehospital Stroke Scale o CPS.

Errore marginale, obietteranno alcuni, sempre di salvare una vita si tratta. Inutile sottolineare le differenze non marginali tra attacco cardiaco e ictus, vale la pena ricordare che in Italia suggerire o praticare procedure di (auto)diagnosi a terzi senza essere medici regolarmente iscritti all’Ordine è reato *.

Questo non include, ovviamente, la prestazione di primo soccorso che è un dovere civico, prima che morale.

La regola, in ogni caso, è la seguente: se un vostro amico o parente ha subìto un trauma (caduta, impatto…), nel dubbio chiamate il 118 o la Guardia Medica.

Stuart D.


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* secondo un’interpretazione restrittiva e oltranzista della Legge commettete reato anche quando vostra moglie vi dice: “Caro, ho un dolore alla spalla” e voi, impiegati, salumieri e informatici le rispondete: “Uhmm vieni qui cara che ti faccio un massaggio“.

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