Giù le mani da Federica!
Tornata alla ribalta in questi giorni la procedura di autodiagnosi che, secondo gli autori e successivi estensori dell’appello, permetterebbe di rilevare per tempo un probabile attacco cardiaco.
Ne cito un passo rilevante:
Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un attacco di cuore:
* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);
* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa(esempio: oggi è una bella giornata); se non ce la fa è sotto attacco;
* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);
* Chiedete al paziente di mostrarvi la lingua. (se la lingua sembra ingrandita o la muove solo lateralmente è anche questo un segno di chi è colpito da attacco cardiaco).
Nel caso si verifichino uno o più dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso e descrivete i sintomi della persona per telefono.
Le procedure sopra citate in realtà non riguardano la diagnosi dell’attacco cardiaco, bensì dell’ictus cerebrale e sono state estrapolate, per la cronaca, dal Cincinnati Prehospital Stroke Scale o CPS.
Errore marginale, obietteranno alcuni, sempre di salvare una vita si tratta. Inutile sottolineare le differenze non marginali tra attacco cardiaco e ictus, vale la pena ricordare che in Italia suggerire o praticare procedure di (auto)diagnosi a terzi senza essere medici regolarmente iscritti all’Ordine è reato *.
Questo non include, ovviamente, la prestazione di primo soccorso che è un dovere civico, prima che morale.
La regola, in ogni caso, è la seguente: se un vostro amico o parente ha subìto un trauma (caduta, impatto…), nel dubbio chiamate il 118 o la Guardia Medica.
Stuart D.
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* secondo un’interpretazione restrittiva e oltranzista della Legge commettete reato anche quando vostra moglie vi dice: “Caro, ho un dolore alla spalla” e voi, impiegati, salumieri e informatici le rispondete: “Uhmm vieni qui cara che ti faccio un massaggio“.
- Posted by Stuart D at 03:59 am
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