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	<title>Being Stuart &#187; asides</title>
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	<description>Stuart Delta sito ufficiale</description>
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		<title>L&#8217;interinale Pres. Mario Monti che afferma: &#8220;Il posto fisso è monotono&#8221;. Ironia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 18:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un equivoco di fondo, però.
E mi rammarica profondamente che Lei, che è persona indubbiamente dotta e illuminata e meritevole di ogni rispetto, ci sia cascato.


Innanzitutto La ringrazio, Presidente Monti, per aver così sinteticamente e lucidamente espresso quello che è anche un mio intimo pensiero. Il fatto che io sia, ormai da più di dieci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>C&#8217;è un equivoco di fondo, però.<br />
E mi rammarica profondamente che Lei, che è persona indubbiamente dotta e illuminata e meritevole di ogni rispetto, ci sia cascato.</em></strong></p>
<p><strong><em><span id="more-940"></span></em></strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-941" title="Mario_Monti" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2012/02/Mario_Monti-237x300.jpg" alt="Mario_Monti" width="237" height="300" /></p>
<p>Innanzitutto La ringrazio, Presidente Monti, per aver così sinteticamente e lucidamente espresso quello che è anche un mio intimo pensiero. Il fatto che io sia, ormai da più di dieci anni, &#8220;<em>imprenditore di me stesso</em>&#8220;, credo basti da solo a testimoniare, quantomeno, la mia coerenza.</p>
<p>Tuttavia un particolare che a Lei e a molti suoi coetanei, politici e non, sfugge è che i giovani di oggi (e per giovani di oggi intendo chiunque, dai 18 ai 99 anni, sia abile al lavoro) sanno benissimo che il &#8220;posto fisso&#8221; è monotono.<br />
Diamine, ci viene quotidianamente fatto un lavaggio del cervello in modo che si sia tutti così splendidamente individualisti ed edonisti, non Le viene in mente neanche per un attimo che nessuno, spontaneamente, si abbasserebbe mai a piantar bulloni alla catena di montaggio, timbrare documenti, vestire culi ciccioni in un negozio, battere i tasti di un registratore di cassa facendosi venire le emorroidi?</p>
<p>Basta accedere ad un social network a caso, leggerà ogni giorno decine di lamentele di lavoratori dipendenti: chi si lamenta dell&#8217;orario, della puzza del collega, i pettegolezzi di corridoio, quella stronza del piano di sopra che è stata promossa perchè ha dato il culo al dirigente, del capo che fa le avance, dei pochi sbocchi e possibilità di carriera, del cibo della mensa che fa schifo, delle scarse soddisfazioni, la macchinetta del caffè che non funziona, l&#8217;ufficio troppo caldo, l&#8217;ufficio troppo freddo e via discorrendo. <strong>Sono d&#8217;accordo con Lei, il posto fisso è davvero monotono. Voglio rilanciare: è alienante, disumanizzante, contronatura. </strong></p>
<h3>Eppure, tantissimi giovani vedono il posto fisso (alias: impiego presso struttura pubblica o privata con contratto a tempo indeterminato) come una chimera, come un obiettivo. Tutti rincoglioniti privi di ambizioni? Tutti bamboccioni? Tutte aspiranti pecore della catena di montaggio? Nossignore.</h3>
<p>Io so che non è così, Lei sa che non è così.</p>
<p>Queste <em>boutade</em> fatte così, per sollevare ad arte eguale approvazione ed indignazione non rendono giustizia alla Sua cultura e alla Sua provata esperienza di economista.</p>
<p>Cosa rende, ancora nel 2012, il posto fisso così agognato da tantissimi disoccupati che pur avrebbero la loro bella convenienza a mettersi in proprio o adeguarsi alla tanto reclamizzata flessibilità? E&#8217; molto semplice: <strong>adempimenti fiscali più semplici e, soprattutto, accesso al credito.</strong></p>
<p>Dal dopoguerra il sistema bancario (creditizio) si è plasmato ed evoluto intorno alla busta paga e al cedolino della pensione. E mi sorprende, non poco, che questo sistema obsoleto, iniquo, arbitrario, non si sia smosso di una virgola nonostante siano almeno vent&#8217;anni che i Governi ce la menano con la flessibilità e la piccola imprenditoria.</p>
<p>Non Le dirò quanto dichiaro l&#8217;anno. Ma non si preoccupi: lavoro con le aziende, non potrei evadere neanche volendo, mi creda. Mi ritengo benestante, non ho debiti in giro, prestando opera intellettuale non ho neanche merci ferme e spese di magazzino. Eppure se entro in una qualsiasi Banca a chiedere un mutuo sa cosa mi rispondono? &#8220;<em>Il Suo reddito è ok ma&#8230; ha un genitore o qualcuno in possesso di busta paga o pensione che possa garantire per Lei, meglio se ha un immobile di proprietà, e/o una sorella carina e disponibile da impegnare alla bisogna?</em>&#8221;</p>
<p>Non mi fraintenda, Signor Presidente. Di avere una casa di proprietà non me ne è mai fregato un cazzo. E non si preoccupi per me o per il mio stato fisico-psichico: è vero, per guadagnare, netto, ciò che guadagna un impiegato che lavora otto ore al giorno io, di giorni, ne lavoro sette su sette, per 12 ore almeno, ma è una vita che mi sono scelto. Non mi lamento, va bene così.<br />
E non voglio lamentarmi neanche se penso che in pensione non ci andrò mai. Lei è del &#8216;43, ancora lavora, apprezzo il buon esempio.</p>
<p>Il problema è sapere che lo Stato è un socio inoperoso che si accaparra, se va bene, tra il 50% e il 60% di quello che guadagno. E, non contento, per prendersi parte dei miei sudati soldi mi sottopone a sadici giochini mnemonico-matematici di concentrazione ogni qualvolta devo compilare un modulo F24: codici e codicilli, imposte e controimposte, percentuali, inps, tasse regionali, comunali, scadenze. E&#8217; in questi momenti che penso che lo Stato non sia dalla mia parte.</p>
<p>Si auspicava un mondo del lavoro incentrato sulla &#8220;persona&#8221;. In un modo o nell&#8217;altro, con le buone o con le cattive, lo si è ottenuto. Ma non si è tenuto sufficientemente conto del fatto che <span style="text-decoration: underline;">il mercato del lavoro non è un&#8217;entità a se stante, ma è strettamente interconnesso con Fisco e Sistema Creditizio</span>. I quali, di fatto, sono rimasti incentrati sulla &#8220;busta paga&#8221;. Se, con i poteri che Le sono stati conferiti non inizierà un serio e radicale mutamento anche di questi due capisaldi del sistema economico italiano, la società anglosassone che Lei (così come tutti i suoi predecessori) sogna, ossia fatta di piccoli imprenditori che vendono servizi ad altri imprenditori, vestono Gucci e tutti insieme fanno girare l&#8217;economia, si disgregherà in tante piccole società primitive come quella dei Puffi, con il Puffo Falegname che fa i mobili in cambio delle mele di Puffo Agricoltore, con Puffo Barbiere che fa i capelli a Puffo Idraulico che gli ripara il bagno e tanti incazzatissimi Puffi Forzuti a protezione della comunità che, desiderosi di menare le mani, non aspettano altro che un incaricato dello Stato vada a far loro visita.</p>
<p>Rispettosamente, porgo i miei ossequi.<br />
Stuart.</p>
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		<title>Giù le mani da Federica!</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 10:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[asides]]></category>

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		<description><![CDATA[Tornata alla ribalta in questi giorni la procedura di  autodiagnosi che, secondo gli autori e successivi estensori  dell&#8217;appello, permetterebbe di rilevare per tempo un probabile attacco  cardiaco.
Ne cito un passo rilevante:
Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un attacco di cuore:
* Chiedete alla persona di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Tornata alla ribalta in questi giorni la procedura di  autodiagnosi che, secondo gli autori e successivi estensori  dell&#8217;appello, permetterebbe di rilevare per tempo un probabile attacco  cardiaco.<span id="more-868"></span></strong></em></p>
<p>Ne cito un passo rilevante:</p>
<blockquote><p>Nei prossimi 4 punti vi è il segreto per riconoscere <strong>se qualcuno ha avuto un attacco di cuore</strong>:</p>
<p>* Chiedete alla persona di sorridere (non ce la farà);</p>
<p>* Chiedete alla persona di pronunciare una frase completa(esempio:  oggi è una bella giornata); se non ce la fa è sotto attacco;</p>
<p>* Chiedete alla persona di alzare le braccia (non ce la farà o ci riuscirà solo parzialmente);</p>
<p>*  Chiedete al paziente di mostrarvi la lingua. (se la lingua sembra   ingrandita o la muove solo lateralmente è anche questo un segno di chi è   colpito da attacco cardiaco).</p>
<p>Nel caso si verifichino uno o più  dei sovra citati punti chiamate  immediatamente il pronto soccorso e  descrivete i sintomi della persona  per telefono.</p></blockquote>
<p>Le procedure sopra citate in realtà non riguardano la diagnosi dell&#8217;attacco cardiaco, bensì dell&#8217;<strong>ictus cerebrale</strong> e sono state estrapolate, per la cronaca, dal Cincinnati Prehospital Stroke Scale o CPS.</p>
<p>Errore  marginale, obietteranno alcuni, sempre di salvare una vita si tratta.  Inutile sottolineare le differenze non marginali tra attacco cardiaco e  ictus, vale la pena ricordare che in Italia suggerire o praticare  procedure di (auto)diagnosi a terzi senza essere medici regolarmente  iscritti all&#8217;Ordine è reato *.</p>
<p>Questo non include, ovviamente, la prestazione di primo soccorso che è un dovere civico, prima che morale.</p>
<p>La regola, in ogni caso, è la seguente: se un vostro amico o parente ha subìto un trauma (caduta, impatto&#8230;), <strong>nel dubbio chiamate il 118 o la Guardia Medica</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Stuart D.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Commenta questo articolo su Facebook: </strong><a href="https://www.facebook.com/notes/stuart-delta/durante-una-cena-federica-cade-giu-le-mani-da-federica/10150173452157687" target="_blank">https://www.facebook.com/notes/stuart-delta/durante-una-cena-federica-cade-giu-le-mani-da-federica/10150173452157687</a></p>
<p>* secondo un&#8217;interpretazione restrittiva e oltranzista della Legge commettete reato anche quando vostra moglie vi dice: &#8220;<em>Caro, ho un dolore alla spalla</em>&#8221; e voi, impiegati, salumieri e informatici le rispondete: &#8220;<em>Uhmm vieni qui cara che ti faccio un massaggio</em>&#8220;.<strong><br />
</strong></p>
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		<title>R.E.M. Collapse into now (2011).</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 13:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scenario è grosso modo questo: sono le 13.28 e aspetti trepidante che tuo figlio torni da scuola. Oggi aveva la verifica di matematica e hai passato la notte a vegliare mentre ripassava formule e teoremi, silenzioso, chino sulla scrivania. Con discrezione sei entrato nella sua camera, hai posato latte caldo e biscotti vicino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_842" class="wp-caption alignnone" style="width: 550px"><img class="size-full wp-image-842" title="rem-collapse-into-now" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2011/03/rem-collapse-into-now.jpeg" alt="R.E.M. Collapse into now" width="540" height="540" /><p class="wp-caption-text">R.E.M. Collapse into now</p></div>
<p><span id="more-841"></span>Lo scenario è grosso modo questo: sono le 13.28 e aspetti trepidante che tuo figlio torni da scuola. Oggi aveva la verifica di matematica e hai passato la notte a vegliare mentre ripassava formule e teoremi, silenzioso, chino sulla scrivania. Con discrezione sei entrato nella sua camera, hai posato latte caldo e biscotti vicino a quaderni e matite, gli hai sorriso e gli hai accarezzato la testa spettinandolo un po&#8217;, poi sei uscito socchiudendo la porta. Nessuna raccomandazione, nessun consiglio: il tuo modo di fargli capire che in caso di bisogno ci saresti stato ma che prima di tutto riponevi in lui grande fiducia. Il citofono, tre suoni prolungati, che sanno di festa; tiri un mezzo sospiro di sollievo, sai che l&#8217;umore di una persona si può dedurre anche da questi particolari. Non lascerai che bussi e attenda sul pianerottolo, apri subito la porta e ti piazzi sull&#8217;uscio per accoglierlo. L&#8217;ascensore giunge al piano e tuo figlio ti sorride sventolando un foglio protocollo pieno di scritte blu e qualche segno rosso, ma prima di porgertelo assicura: &#8220;<em>E&#8217; andata bene</em>&#8220;. Afferri la verifica senza mascherare la tua impazienza e non ti curi di altro che non sia quel numero posto in alto a destra: Sette e mezzo.</p>
<p>Sette e mezzo. Verifica ampiamente superata. Tuttavia pensi: perchè non otto? O nove? Magari un dieci? Ma tutto vuoi, tranne che spezzare l&#8217;entusiasmo del tuo pargolo, che neanche le grigiastre occhiaie riescono a nascondere. Così gli chiedi: &#8220;<em>Ci sono state molte insufficienze?</em>&#8220;. E quando ti sentirai rispondere &#8220;<em>Sì</em>&#8220;sarai pervaso, finalmente, dal giusto sentimento di orgoglio paterno: Dieci? Suvvia, mio figlio non è un secchione! Nove? Tipico voto da cocchino del professore! Otto?  Sì la prossima volta sarà di certo un otto!</p>
<p>Per un fan dei R.E.M., la cui inscalfibile passione rimane costante da ormai più di 20 anni, l&#8217;uscita di un nuovo album, o meglio, la prima ora di ascolto, è caratterizzata da sensazioni assai simili a quelle sopra esposte. Ti aspetti una nuova &#8220;The One I love&#8221;, un pezzo che riporti a &#8220;Fall on me&#8221;, canzoni che entrino nella storia della musica come &#8220;Losing my religion&#8221; o &#8220;Everybody Hurts&#8221;, pretendi che il tuo gruppo abbia messo insieme una collezione eterogenea di brani di altissimo livello come in &#8220;New Adventures in Hi-Fi&#8221; o &#8220;Green&#8221;. Quando al termine dei 40 minuti di <strong>Collapse into Now </strong>ti ritrovi a dire che è <em>solo</em> un gran bell&#8217;album una breve ma dolorosa fitta, in fondo in fondo, la provi. Ed è a quel punto che, fortunatamente, l&#8217;esame di realtà ti suggerisce un ragionamento più obiettivo e rassicurante: <strong>se Collapse into Now fosse stato realizzato da una band esordiente</strong>, pompata all&#8217;inverosimile dalla propria etichetta discografica con la complicità di radio e MTV varie, <strong>la critica discografica starebbe in questo momento gridando al miracolo e migliaia di persone nel mondo si starebbero strappando le vesti dall&#8217;eccitazione</strong>.</p>
<p>Sì, perchè il panorama mainstream musicale del terzo millennio ha abbracciato la seguente filosofia commerciale: le major scelgono un artista, gli creano intorno un <em>hype</em> del tutto arbitrario, gli accreditano uno o due singoli più o meno vendibili, finanziano un intero album (composto dai due singoli più una decina di riempitivi insulsi per fare volume) che verrà promosso con ogni mezzo lecito e illecito per un bimestre scarso al termine del quale ricominceranno il ciclo con un altro artista. La storia, insomma, sta saturandosi, stagione dopo stagione, di future comparse di quelle trasmissioni nostalgiche in stile: &#8220;<em><strong>Che fine ha fatto..?</strong></em>&#8221;</p>
<p>Al momento non esistono (non è neanche nell&#8217;interesse dei discografici, che esistano) band in grado di compilare un intero album con brani di altissima qualità, senza riempitivi o b-sides inserite in extremis per raggiungere un minutaggio tale da giustificarne la pubblicazione.</p>
<p>&#8220;<strong>Collapse into now</strong>&#8220;, nonostante il prevedibile insuccesso di vendite (insomma, l&#8217;album venderà, ma non stravenderà), è una fortunata eccezione all&#8217;assunto sopra esposto. 12 brani, che presentano una discreta varietà di soluzioni musicali, composti da una versione particolarmente cinica e ispirata dei R.E.M.<br />
Ideale successore del precedente &#8220;Accelerate&#8221; (2008): stesso produttore, Jacknife Lee e medesima predominanza delle chitarre elettriche di Peter Buck e del <em>quarto-non-ufficiale</em> membro Scott McCaughey. Al contrario di ciò che accadeva nei precedenti lavori (a partire da &#8220;Up&#8221; del 1998 in avanti, alias dall&#8217;uscita dal gruppo di Bill Berry), tuttavia, non si notano evidenti debolezze o b-side stranamente inserite nella tracklist finale.<br />
Un album che esalterà -e non poco!-  coloro che amano già alla follia il gruppo ma che dubito raggranellerà un numero rilevante di nuovi fan.</p>
<h3><strong>Collapse into now, canzone per canzone.</strong></h3>
<p>Si inizia con il primo singolo:(1) &#8220;<strong>Discoverer</strong>&#8220;. Rilasciato in download legale gratuito a fine 2010. In tempo per guadagnarsi il mio personalissimo award di &#8220;Più bella canzone del 2010&#8243;. Il migliore anthem possibile per Collapse into now: orecchiabilissimo e trascinante. Se mi ritrovassi ubriaco in un karaoke e mi obbligassero (tutti, al karaoke, cantiamo perchè qualcuno ci ha obbligato a farlo!) a cantare un pezzo dei R.E.M., sceglierei senza dubbio questo.</p>
<p>(2) &#8220;<strong>All the best</strong>&#8220;, un up-tempo corale e ben prodotto. Che forse risente troppo della vicinanza, nella timeline dell&#8217;album, con la ben più carismatica canzone precedente uscendone lievemente offuscata.</p>
<p>Si prosegue con il primo, vero, singolo per l&#8217;Europa: (3) &#8220;<strong>Überlin</strong>&#8221; (per gli U.S.A. è stato scelto &#8220;<em>Mine Smells like honey</em>&#8220;), una ballata sognante e stralunata, lettera d&#8217;amore del gruppo alla città ove è stato -parzialmente- registrato il disco, Berlino. Un brano davvero valido, con un testo intimista stranamente comprensibile, forse un po&#8217; debole e &#8220;poco R.E.M.&#8221; per fare da biglietto da visita per l&#8217;intero album. Una nota: circola su varie TV nazionali un finto videoclip di supporto, un collage di pezzi del video di &#8220;Daysleeper&#8221;. Il video ufficiale della canzone è questo:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZITh-XIikgI?fs=1&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="390" src="http://www.youtube.com/v/ZITh-XIikgI?fs=1&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>(4) &#8220;<strong>Oh my heart</strong>&#8221; è l&#8217;unico pezzo vag(hissim)amente politicizzato dell&#8217;intero disco. Una ballata acustica che riporta ai tempi di &#8220;Out of Time&#8221; dal vago retrogusto southern e nostalgico.</p>
<p>Se vi state chiedendo che fine abbia fatto Eddie Vedder, che compare come guest singer in (5) &#8220;<strong>It Happened Today</strong>&#8220;, sappiate che fa &#8220;<em>oooh oooh eeeh oooh&#8230;!</em>&#8221; nei minuti finali della canzone. Una ballata acustica dal testo ipercinico, il riassunto, negativo, di una giornata, che termina con una lunghissima (quasi 2 minuti) <em>wordless harmony</em>, una soluzione musicale che i R.E.M. hanno padroneggiato già svariate volte in passato (es: &#8220;Me in honey&#8221;).</p>
<p>La canzone più bella: (6) &#8220;<strong>Every day is yours to win</strong>&#8220;. In contrasto con la sarcastica &#8220;It happened today&#8221;, anche qui un&#8217;impalpabile negatività la fa da padrona tuttavia Michael, che canta con voce filtrata, come un amico al di là del telefono (&#8221;Turn you inside-out&#8221;, &#8220;King of comedy&#8221;&#8230;) è qui a darti coraggio, a dirti che &#8220;<em>&#8230;.è così che sono fatti gli eroi..</em>&#8220;.<br />
Egoisticamente -ed erroneamente, lo ammetto- la considero un dono per me e per tutti coloro che nel corso della propria vita hanno trascorso periodi in cui  sembrava che solo un cantante potesse capirli e confortarli.</p>
<p>(7) &#8220;<strong>Mine Smells Like Honey</strong>&#8220;, il primo singolo per gli Stati Uniti. Ovvia alternativa a &#8220;Discoverer&#8221;, che il gruppo si era già bruciato due mesi prima con la release per il web. Up-tempo rock n&#8217; roll ballabile e orecchiabile di facilissima presa, che frena bruscamente lasciando il posto alla quasi-gospel (8) &#8220;<strong>Walk it back</strong>&#8220;, dolce ed intimista addio ad una donna, ad un amico o, come temo, ai fan.</p>
<p>(9) &#8220;<strong>Alligator_Aviator_Autopilot_Antimatter</strong>&#8220;. Puro rock n&#8217; roll con la sciattissima cantante canadese Peaches a ricoprire il ruolo di backing vocalist, che  di solito spetta a Mike Mills. Non temo smentita, la scelta è azzeccatissima nel conferire al brano quel feeling scanzonato e trashy tipico del rock da strada. Un altro dei miei pezzi favoriti dell&#8217;intero album. E&#8230; occhio al video.</p>
<p><script src="http://player.ooyala.com/player.js?embedCode=gzaGFiMjo1V0C3GyOvealjjdOTIX38EJ&amp;deepLinkEmbedCode=gzaGFiMjo1V0C3GyOvealjjdOTIX38EJ%2CxhYmFiMjok3bR8S1bNnxiIREUVFfd2Gb"></script></p>
<p>Si prosegue con un altro, fulmineo (1&#8242;40&#8243; di durata) up-tempo  (10) &#8220;<strong>That Someone is You</strong>&#8220;che, a dispetto della mia cordiale antipatia per le canzoni brevi, trovo davvero valido: nelle rapide strofe il cantato di Michael Stipe si incastra perfettamente con quello di Mike Mills (in questo caso quasi predominante) per culminare in un ritornello corale di quelli che ti rimangono in testa per un&#8217;intera giornata.</p>
<p>Un&#8217;altra ballata sognante e vagamente psichedelica (11) &#8220;<strong>Me, Marlon Brando, Marlon Brando and I</strong>&#8221; , forse il pezzo più debole dell&#8217;intera collezione. Non mi si fraintenda, come canzone in sè non è malaccio, ma sembra un <em>frankestein</em> di tutto ciò che non mi piace dei R.E.M. Non saprei spiegare meglio -e so di non aver detto abbastanza, ma forse ho detto troppo- il feeling che questa canzone mi trasmette.</p>
<p>Si conclude con (12) &#8220;<strong>Blue</strong>&#8220;, la canzone che meno sarà apprezzata dagli ascoltatori occasionali della band di Athens. Parte con un esplicito reprise di &#8220;Country Feedback&#8221; che viene mantenuto quando Michael Stipe inizia a sproloquiare attraverso il filtro vocale già utilizzato in &#8220;Every day is yours to win&#8221;. La ritmica si stoppa momentaneamente e alla melodia centrale ci pensa Patti Smith, che già in passato aveva collaborato con i R.E.M. (&#8221;E-Bow the letter&#8221;). Tutto fuorchè un brano di facile comprensione, insomma, ma che trova legittimazione nel <em>mood</em> dell&#8217;intero disco. Disco che si conclude con un reprise, come a voler &#8220;chiudere il cerchio&#8221;, della canzone di apertura: &#8220;Discoverer&#8221;.</p>
<h3>In conclusione</h3>
<p>La mia valutazione di Collapse into now credo sia evidente. <strong>Un disco davvero bello, una, due, tre, dieci spanne sopra la porcheria che ci viene propinata quotidianamente attraverso i media</strong>, rock vero, forse impossibile da etichettare (ma con i R.E.M. è sempre stato così) ma assolutamente genuino. Per i fan e non. Collapse into now riesce persino a non sfigurare con i classici del gruppo ed è sicuramente superiore, come qualità media globale, a tutto ciò che è uscito dopo &#8220;New Adventures in Hi-Fi&#8221;.</p>
<p>Un limite, grosso, dell&#8217;album è che sì, i brani sono tutti di qualità eccelsa e non vi sono reali tempi morti. Ma manca un brano che spicchi sugli altri, che possa effettivamente trascinare con sè le vendite. Senza dover necessariamente ripescare dal  glorioso passato manca una &#8220;Daysleeper&#8221;, manca una &#8220;Imitation of Life&#8221;, manca quell&#8217;urlo forte, dirompente, che comunichi al mondo: &#8220;Siamo tornati, cazzo!&#8221;.</p>
<p>Un altro limite attiene all&#8217;immagine della band in sè: il trio è invecchiato, e male. E non è una questione anagrafica: i Rolling Stones, ad esempio, sono persin più anziani, eppure sono riusciti, rinnovando la propria immagine, a capitalizzare totalmente lo status di &#8220;mostri sacri del rock&#8221;. Idem gli U2, coetanei dei R.E.M. e ad essi spesso associati, nonostante le vaccate degli ultimi album riescono ad ogni release a creare il giusto <em>hype</em> intorno a sè: sono anziani, ma nessuno pare accorgersene soprattutto le nuove leve. Il gruppo di Athens invece sente sulle spalle il peso di una carriera costellata di canzoni che rimarranno nella storia della musica e, conseguentemente, il peso di grandissime aspettative soprattutto da parte della Warner, che negli anni pare essersi disinnamorata di loro lasciandoli sempre più a loro stessi.</p>
<p>I R.E.M. del 2011 sembrano voler dire (e leggendo con attenzione i testi di Collapse into now questa comunicazione non è neanche tanto velata): abbiamo dato. Ora lasciateci in pace.</p>
<p>Per la cronaca, questo era l&#8217;ultimo album per la Warner Bros e il gruppo è ufficialmente &#8220;disoccupato&#8221;; non credo sarà un problema accasarsi con un&#8217;altra major, di certo è che Collapse into now rappresenta il voltare, reale, di una pagina della sua storia. Il destino, adesso, è nelle mani solo e unicamente, dei R.E.M. : ringiovanirsi e sfruttare il proprio talento/genio per tornare ad essere un peso massimo della musica o rassegnarsi a strimpellare &#8220;Losing My Religion&#8221; a festival e revival televisivi.</p>
<p>Stuart D.</p>
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		<title>OROSCOPO 2011 &#8211; Previsioni REALI per tutti i segni zodiacali</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 10:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Come ogni capodanno astrologi professionisti (alias: zotici dalla   dubbia sessualità pagati per le loro previsioni) e dilettanti (alias:   zotici dalla dubbia sessualità che non vengono pagati ecc. ecc.)   rilasciano risibili profezie valevoli per i successivi 365 giorni: dal   campionato di calcio alla scena politica internazionale, da eventi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-833" title="zodiaco_oro" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/12/zodiaco_oro.jpg" alt="zodiaco_oro" width="540" height="405" /></p>
<p>Come ogni capodanno astrologi professionisti (alias: zotici dalla   dubbia sessualità pagati per le loro previsioni) e dilettanti (alias:   zotici dalla dubbia sessualità che non vengono pagati ecc. ecc.)   rilasciano risibili profezie valevoli per i successivi 365 giorni: dal   campionato di calcio alla scena politica internazionale, da eventi   catastrofici al gossip.</p>
<p>L&#8217;attrazione gravitazionale di   Spazzino-Giove, che ripulisce il sistema solare da asteroidi che   diversamente impatterebbero sulla Terra, anche nel 2010 pare non aver   portato i previsti tragici ribaltoni politici in Italia, Stati Uniti e   Vaticano.<span id="more-832"></span></p>
<p>Il transito di Venere in Pesci è stato anch&#8217;esso   ininfluente: per i nati sotto quel segno tanto amato da Venditti si   prevedevano infatti orge, storie di sesso degne di un romanzo a caso di   Melissa P. Ma di tutto questo, almeno per il sottoscritto, non si è   visto nulla di neanche lontanamente paragonabile.</p>
<p><small>A   proposito. Vendo in blocco attrezzatura bondage, SM, coadiuvanti   erotici e una decina di scatole di Durex. Il tutto come nuovo, mai   usato. Vendita tra privati, formula &#8216;visto e piaciuto&#8217;, accetto Paypal e   ricariche postepay.</small></p>
<p><strong><big>Ma torniamo all&#8217;Oroscopo 2011.</big></strong></p>
<p>Previsioni valide, anzi validissime, da Gennaio 2011 a Dicembre 2011.</p>
<p><strong>ARIETE</strong>:   Lo sfintere anale maschile è più elastico di quello femminile: grande   prosperità vi attende nel 2011, specie nel primo trimestre, se  eviterete  di dimostrare la veridicità o la fallacia di questo assunto  anatomico.</p>
<p><strong>TORO</strong>:  Se vi dicono che siete noiosi  anche quando sognate e la cosa suscita in  voi un leggerissimo  imbarazzo, beveteci sopra un white russian.  Ricordate che la  preparazione casalinga di questo cocktail prevede  l&#8217;utilizzo della  panna da montare (non montata, ovviamente) e non il  latte.</p>
<p><strong>GEMELLI</strong>:  Siete per vostra natura  generosi e disponibili, tuttavia pagare 1000  euro un panino al  prosciutto solo perchè siete in vacanza non vi farà  apparire munifici ma  idioti. Se avete in programma gite fuori porta a:  Venezia (zona piazza  San Marco), Roma (zona Vaticano), Firenze  (dappertutto), i panini  portateli da casa.</p>
<p><strong>CANCRO</strong>:  La forma,  talvolta, sovrascrive la sostanza: la salsa va a parte e non   direttamente sulla pietanza da condire. Si consiglia alle donne cancro   animaliste di ridurre il consumo di Tampax durante il 2011 in quanto   sono testati sugli animali. Se vi state chiedendo come&#8230; beh, anche io.</p>
<p><strong>LEONE</strong>:   Nel secondo semestre comincerete a capire quanto stupido sia scrivere   sempre in maiuscolo, abbondare con la punteggiatura (in primis punti   esclamativi e interrogativi) e usare le K. In generale il 2011 sarà   tranquillo salvo complicazioni, prospero salvo disgrazie, amoroso salvo   corna.</p>
<p><strong>VERGINE</strong>:  Se state aspettando il  grande  amore, forse arriverà, o forse no. Dipende da voi. C&#8217;è anche la   possibilità che siate voi il grande amore che qualcuno sta aspettando.   Insomma, meglio che ci pensiate più seriamente nel 2012. Nel frattempo   le stelle suggeriscono l&#8217;acquisto di biancheria intima erotica e   l&#8217;apertura di un blog per sole donne.</p>
<p><strong>BILANCIA</strong>:   Un&#8217;importante comunicazione vi giungerà per posta all&#8217;inizio del 2011.   Non esaltatevi troppo però. E&#8217; Equitalia che vi ricorda una rata   dell&#8217;INPS (o una multa non pagata) di cui credevate che lo Stato si   dimenticasse. Il consiglio è di non andare nel panico: solo negli Stati   Uniti si finisce in galera per queste cose.</p>
<p><strong>SCORPIONE</strong>:   Dovete fare assolutamente qualcosa per risolvere i vostri odori   corporei: voi non li sentite, gli altri sì. Le stelle suggeriscono di   aumentare il consumo di limone e verdura cruda. Pare funzioni. Dal punto   di vista amoroso non si segnalano mutamenti evidenti: illudersi di   potersi fare una donna non significa essersela fatta.</p>
<p><strong>SAGITTARIO</strong>:   l&#8217;uomo si è posto al vertice della catena alimentare grazie alla   consapevolezza di sè, alla capacità di linguaggio e ai pollici   opponibili. Se vi trovate di fronte ad un orso nel bosco, fare finta di   essere morti non vi salverà la vita. Migliaia di campeggiatori  sfigurati  possono testimoniare che detto trucchetto è largamente  inefficace.  Detto questo, per tutto il 2011 copritevi se sentite freddo  e scopritevi  se sentite caldo.</p>
<p><strong>CAPRICORNO</strong>: La  vostra  carta natale, i vostri bioritmi, e i pianeti suggeriscono di non  fare  troppe minchiate nel 2011: ad esempio evitate di pagare con  potepay su  Ebay, comprare stereo negli Autogrill o bere dodici  vodkalemon prima di  mettervi al volante.  Se un tossico vi si dovesse  avvicinare chiedendovi  una sigaretta è altamente sconsigliato  rispondere: &#8220;Non fumo, drogato!&#8221;</p>
<p><strong>ACQUARIO o AQUARIO</strong> questo è il problema. Se sia più nobile d&#8217;animo sopportare gli   oltraggi, i sassi e i dardi  dell&#8217;iniqua fortuna, o prender l&#8217;armi   contro un mare di triboli e  combattendo disperderli. Il vostro è   l&#8217;unico segno che avrà una previsione d&#8217;autore (Shakespeare, prima che   lo chiediate) per il 2011.</p>
<p><strong>PESCI</strong>: il  delirio  sessuale promiscuo estremo previsto per il 2010 non si è  purtroppo  avverato. Ma nel 2011 quella iettatrice malefica di Venere  abbandonerà  il Vostro segno lasciando il posto a Eros, che vi renderà  magnetici e  attraenti specie nei confronti delle persone del Vostro  stesso sesso.  Non lamentatevi: è pur sempre un&#8217;ottima alternativa ad  ammazzarvi di  pornazzi.</p>
<p>BUON ANNO!</p>
<p>Stuart D.</p>
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		<title>&#8220;CRAWL (e altre storie)&#8221; &#8211; tracklist provvisoria</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 13:42:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Crawl (e altre storie) &#8211; Stuart Delta
Disponibile dal 7 Marzo 2011. Licenza Creative Commons (Some rights reserved).
Formati Html per la lettura sul web, PDF e ePub per la lettura tramite Kindle e i più comuni ebook reader.
Non è prevista, almeno inizialmente, una versione cartacea. 
Download gratuito.
Iscriviti alla pagina Facebook di Stuart Delta per aggiornamenti, brani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>&#8220;Crawl (e altre storie) &#8211; Stuart Delta</h3>
<p>Disponibile dal 7 Marzo 2011. Licenza <strong>Creative Commons</strong> (Some rights reserved).</p>
<p>Formati Html per la lettura sul web, PDF e ePub per la lettura tramite Kindle e i più comuni ebook reader.<br />
Non è prevista, almeno inizialmente, una versione cartacea. <span id="more-825"></span></p>
<p><strong>Download gratuito.</strong></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/stuart.delta.official" target="_blank">Iscriviti alla pagina Facebook di Stuart Delta</a> per aggiornamenti, brani in anteprima e altre amenità.</p>
<h3>Tracklist*</h3>
<ul>
<li> Prologo</li>
<li><strong>Crawl</strong></li>
<li>Cadavere Atipico (interlude)</li>
<li><strong>Donnaonirika</strong></li>
<li><strong>La Trilogia dei Serial Killer</strong></li>
<li>&#8212; Sequoia Noise (interlude)</li>
<li>&#8212; She-Judas (extended version)</li>
<li>&#8212; Been [ever] tasting her (Altered / Serial Killer Remix / 2011 &#8211; extended)</li>
<li>&#8212; Dissolve (extended version)</li>
<li><strong>20 Metri</strong></li>
<li><strong>Tre Storie di ordinaria felicità</strong></li>
<li>- Epilogo</li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-828" title="spacer" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/12/spacer.gif" alt="spacer" width="1" height="30" /></p>
<p>* la tracklist presentata, nonchè la copertina (soprattutto la copertina!) potrebbero essere soggette a variazioni di qualunque tipo, in qualsiasi momento.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-830" title="copertina_face" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/12/copertina_face-199x300.jpg" alt="copertina_face" width="199" height="300" /></p>
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		<title>LA FORMULA by Ideas LifeStyle</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 22:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[asides]]></category>

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Tra &#8220;Personal Marketing&#8221; e &#8220;Attitudine all&#8217;impresa vincente&#8221;, &#8220;LA FORMULA&#8221; di Ideas LifeStyle patrocinato da Piernicola De Maria è un corso dal vivo (non un webinar, non un workshop, non uno showcase autocelebrativo di success-history) dedicato a Consulenti, Formatori e Coach; più in generale, a tutti coloro che hanno una passione, che hanno fortemente desiderato trasformarla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-817" title="P2S Success others watch" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/12/P2S-Success-others-watch.jpg" alt="P2S Success others watch" width="540" height="270" /></p>
<p>Tra &#8220;Personal Marketing&#8221; e &#8220;Attitudine all&#8217;impresa vincente&#8221;, &#8220;<a href="http://ideaslifestyle.com/corso/" target="_blank"><strong>LA FORMULA</strong></a>&#8221; di <a href="http://ideaslifestyle.com" target="_blank">Ideas LifeStyle</a> patrocinato da <a href="http://piernicola.com" target="_blank">Piernicola De Maria</a> è un corso <strong>dal vivo</strong> (non un webinar, non un workshop, non uno showcase autocelebrativo di success-history) dedicato a Consulenti, Formatori e Coach; più in generale, a tutti coloro che hanno una passione, che hanno fortemente desiderato trasformarla in un&#8217;attività imprenditoriale e che si sono decisi per il grande passo.</p>
<p><span id="more-815"></span></p>
<h3>LA FORMULA. Milano, 21, 22, 23 Gennaio 2011</h3>
<h3>Presentazione del corso sul sito ufficiale: <a href="http://ideaslifestyle.com/corso/" target="_blank">http://ideaslifestyle.com/corso/</a></h3>
<p>Prima che pensiate che questa è una spudoratissima marketta (per i non addetti ai lavori: un articolo per la pubblicazione del quale il sottoscritto ha percepito un compenso in valuta corrente o in beni di prima necessità) assicuro i maliziosi lettori che non è così per i seguenti motivi:</p>
<p>1.<strong> Conosco Piernicola da anni</strong> e già in tempi non sospetti siamo stati entrambi protagonisti di interessanti cross-worship attraverso i rispettivi blog (vedi ad esempio il post sulle Cartomanti e il Cold Reading di qualche mese fa).</p>
<p>2. Di Piernicola posso confermare l&#8217;assoluta competenza e notorietà nel ramo Pnl, Mythoself, Coaching, Comunicazione e Motivazione. Il Corso da lui organizzato ha qualcosa che TUTTI gli altri corsi non hanno: ti insegnano cosa c&#8217;è DOPO l&#8217;essersi spezzati la schiena anche in orario notturno per costruirsi un personale, inscalfibile, valore professionale. Molti corsi ti insegnano ad essere il &#8220;migliore&#8221; consulente, il &#8220;migliore&#8221; formatore, il &#8220;migliore&#8221; coach: <strong>NESSUN corso ti insegna come capitalizzare il tuo talento e la tua conoscenza senza piagnucolare dietro i successi dei tuoi concorrenti</strong>.</p>
<p>3. <strong>Al corso ci sarò pure io</strong>. Sì hai letto bene. Dopo aver smitizzato cartomanti, fantasmi, fine del mondo e, seppur sotto mentite spoglie,  l&#8217;eccessiva e ingiustificata seriosità del search marketing, mi ritroverò a parlare di<strong> &#8220;Personality-Driven Business&#8221;.</strong></p>
<h3>Personality-Driven Business</h3>
<p>Il termine &#8220;personality-driven business&#8221;, in italiano, è di fatto intraducibile letteralmente. Nella sua accezione positiva (ne ha anche diverse negative) è quel fenomeno per cui uno spudoratissimo egocentrico/edonista/esibizionista &#8220;capitalizza&#8221; la sua naturale inclinazione e invece di chiudersi in un autocompiaciuto narcisistico isolamento riesce a trasmettere nel prossimo (clienti, amici, partner) una sorta di carisma, di fascinazione.</p>
<p>Un esempio recente? La campagna di Barack Obama è stata fortemente personality-driven: programma politico in secondo piano, è stata la persona, il personaggio a mettersi in rilievo.</p>
<p>Questo fenomeno è applicabile ai propri quotidiani affari? Secondo me sì. Con metodo, dedizione e una bella faccia da culo <img src='http://www.beingstuart.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Non potrò insegnarti ad essere il miglior &#8220;imbianchino&#8221; (Piernicola docet) del mondo, ma potrò PROVARE a suggerirti qualche tecnica per essere l&#8217;imbianchino con la più simpatica faccia da schiaffi del mondo.</p>
<p>Ci vediamo a Milano.</p>
<p>Stuart D.</p>
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		<title>GET AN ATTITUDE!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 13:26:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[asides]]></category>

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		<description><![CDATA[
1. La vita è tua. Puoi essere Gandhi o puoi essere Hitler. A nessuno frega un cazzo. La vera disgrazia è fingere di essere Hitler se sei Gandhi e voler essere Gandhi quando sei Hitler. Questo no, il mondo non te lo perdonerà.
2. Quando pensi che basti (e che tu debba) essere il migliore, nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-812" title="attitude" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/12/attitude.jpg" alt="attitude" width="540" height="123" /><span id="more-811"></span></p>
<p>1. La vita è tua. Puoi essere Gandhi o puoi essere Hitler. A nessuno frega un cazzo. La vera disgrazia è fingere di essere Hitler se sei Gandhi e voler essere Gandhi quando sei Hitler. Questo no, il mondo non te lo perdonerà.</p>
<p>2. Quando pensi che basti (e che tu debba) essere il migliore, nel tuo campo, fermati un attimo e rifletti sulle diverse carriere di un talentuoso calciatore come Antonio Di Natale e di una tutto sommato mediocre ala destra come David Beckham.</p>
<p>3. Nessuno è tanto importante da meritare le tue lacrime. Nessuno è insostituibile, nessuno realmente speciale. Fai attenzione però: vale anche per gli altri, nei tuoi confronti.</p>
<p>4. Coloro che nel corso della loro esistenza hanno rinnegato il loro bisogno di appartenenza, riconoscimento e gratificazione sociale li riconosci dalle tombe sudicie e senza fiori.</p>
<p>5. Un bambino che ha ricevuto un dono scarterà, felice, il pacco. Guarderà il giocattolo che gli è stato regalato e sorriderà, felice. Dopo cinque minuti lo vedrai giocare con la scatola, l&#8217;imballo e con il nastro. Anche negli adulti, in modo diverso, accade questo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-813" title="attitudine" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/12/attitudine.png" alt="attitudine" width="352" height="178" /></p>
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		<item>
		<title>Antivirus gratuiti per Facebook</title>
		<link>http://www.beingstuart.com/250milliampere/antivirus-gratuiti-per-facebook.html</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Nov 2010 13:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
				<category><![CDATA[asides]]></category>

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		<description><![CDATA[
Anche se sono in molti a considerare Facebook un universo parallelo, impermeabile ai virus e malware che circolano in Rete, in realtà è continuamente attraversato da minacce informatiche. Attacchi resi ancor più subdoli perchè facilitati dal rapporto di totale fiducia che lega l&#8217;utente al social network. Link che portano a siti discutibili (quei link che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-806" title="virusflu" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/virusflu.jpg" alt="virusflu" width="540" height="375" /></p>
<p>Anche se sono in molti a considerare Facebook un universo parallelo, impermeabile ai virus e malware che circolano in Rete, in realtà è continuamente attraversato da minacce informatiche. Attacchi resi ancor più subdoli perchè facilitati dal rapporto di totale fiducia che lega l&#8217;utente al social network. Link che portano a siti discutibili (quei link che promettono la visione di uno &#8220;sconvolgente&#8221; video su alieni, 11 settembre, mc donald ecc. ecc.) con trojan incorporato, applicazioni malevoli ma apparentemente innocue o &#8220;cazzare&#8221;che promettono features quali il bottone &#8220;Dislike&#8221; (per citare una delle ultime), giochi, test.<span id="more-804"></span></p>
<p>Un antivirus tradizionale quindi, potrebbe non essere sufficiente o in grado di rilevare in tempo utile applicazioni o link ostili o potenzialmente dannosi per il vostro pc.</p>
<h3>Safe Ego (Bit Defender)</h3>
<p><a href="http://apps.facebook.com/bd-safego/" target="_blank">http://apps.facebook.com/bd-safego/</a></p>
<p>Safe Ego è quello che utilizzo, è un&#8217;applicazione che una volta attivata effettua una continua scansione dei vostri link, quelli dei vostri amici e ha inoltre un&#8217;interessante valutazione del livello di privacy del vostro profilo.</p>
<p><a href="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/SafeEgo.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-805" title="SafeEgo" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/SafeEgo-150x150.jpg" alt="SafeEgo" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Segnalo inoltre:</p>
<p><strong>Norton Safe Web</strong></p>
<p><a href="http://apps.facebook.com/nortonsafeweb/" target="_blank">http://apps.facebook.com/nortonsafeweb/</a></p>
<p>Applicazione gratuita della Norton specializzata nell&#8217;analisi dei link esterni pubblicati su Facebook. Disponibile l&#8217;opzione &#8220;<strong>Auto-Scan</strong>&#8221; (va abilitata appositamente) che effettua un continuo check del news feed alla ricerca di link verso siti potenzialmente malevoli.</p>
<h3>Defensio</h3>
<p><a href="http://apps.facebook.com/defensio/" target="_blank">http://apps.facebook.com/defensio/</a></p>
<p><strong>ATTENZIONE</strong>: tenete sempre a mente che sia SAFE EGO, sia DEFENSIO, sia SAFE WEB di Norton sono Applicazioni, per attivare le quali dovete consentire l&#8217;accesso alle vostre informazioni private  (come accade per TUTTE le applicazioni). Se avete la paranoia della privacy la loro attivazione, pertanto, non è consigliata.<br />
Come non è consigliata la vostra permanenza su Facebook, chiaramente&#8230; <img src='http://www.beingstuart.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>Antivirus Mcafee per Facebook &#8220;Gratis&#8221;?</h3>
<p>Segnalazione doverosa, ma di fatto separata dal corpus principale dell&#8217;articolo, per l&#8217;applicazione di McAfee sviluppata con Facebook (partnership stretta agli inizi del 2010, fonte: <a href="http://newsroom.mcafee.com/article_display.cfm?article_id=3612" target="_blank">http://newsroom.mcafee.com/article_display.cfm?article_id=3612</a>). Presentata come &#8220;gratuita&#8221;, in realtà <strong>non lo è</strong>. L&#8217;applicazione è utilizzabile senza alcun costo per sei mesi, dopodichè per continuare a garantirsene l&#8217;efficacia è necessario acquistare una licenza (prima del download &#8220;gratis&#8221; sono richieste le credenziali della propria carta di credito).</p>
<p>L&#8217;antivirus per Facebook di Mcafee non l&#8217;ho testato. Quindi se qualche lettore ha esperienza diretta con l&#8217;applicazione, è invitato a commentare l&#8217;articolo.</p>
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		<title>FUR IS JUST, PLAIN, STUPID</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 12:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
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Ovvero, ipotizzando che sia possibile frenare (o quantomeno diminuire) la produzione di pellicce utilizzando comunicazione, pubblicità, slogan, campagne informative e di sensibilizzazione: le strade finora battute, le leve motivazionali finora utilizzate, sono realmente efficaci oppure bisogna tentare un approccio diverso?

Voglio fare una doverosa ed intellettualmente onesta premessa.
Non sono un animalista integralista (un &#8220;talebanimalista&#8221; come dicono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/furstupid_blog_big.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-770" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/furstupid_blog.jpg" alt="" width="540" height="401" /></a></p>
<h3>Ovvero, ipotizzando che sia possibile frenare (o quantomeno diminuire) la produzione di pellicce utilizzando comunicazione, pubblicità, slogan, campagne informative e di sensibilizzazione: le strade finora battute, le leve motivazionali finora utilizzate, sono realmente efficaci oppure bisogna tentare un approccio diverso?</h3>
<p><span id="more-771"></span></p>
<p><strong>Voglio fare una doverosa ed intellettualmente onesta premessa.</strong></p>
<p>Non sono un animalista integralista (un &#8220;<em>talebanimalista</em>&#8221; come dicono alcuni). Rispetto in egual misura ogni forma di vita del pianeta Terra e sono contro ogni forma di maltrattamento, violenza e indiscriminato sfruttamento degli animali. Ciò non toglie però che accetti il fatto -traendone ogni possibile beneficio gastronomico- che l&#8217;uomo è onnivoro ed è al vertice della catena alimentare. Sono, in linea di principio, <em>maldisposto</em> nei confronti di vivisezione e sperimentazione sugli animali;  tuttavia non posso negare di far uso quotidiano di farmaci, come gli antidolorifici, che, senza il sacrificio di centinaia di cavie da laboratorio,  probabilmente oggi non sarebbero in commercio. Per le gentili lettrici: neanche il Tampax sarebbe in commercio.</p>
<p>Detto questo, la mia posizione sulla vendita di pellicce è chiara: <strong>contrario, al 101%</strong>.</p>
<h3>Nel terzo millennio presentare la pelliccia come simbolo di eleganza e raffinatezza è un ossimoro.</h3>
<p>L&#8217;uomo, nel corso della sua storia, è passato dal coprirsi con stralci di pellame e pellicce  ricavate dagli animali cacciati all&#8217; elaborare materiali da abbigliamento sempre più raffinati e termicamente efficaci come il kevlar. Presentare la pelliccia (ovvero derma e annesso cutaneo di un cadavere, non dimentichiamolo), oggi, come simbolo di lusso, eleganza, buon gusto è una stupidata reazionaria senza paragone alcuno.</p>
<p>Eppure il mercato delle pellicce, dopo una leggera flessione verso la metà degli anni &#8216;90, è cresciuto costantemente muovendo, all&#8217;inizio del millennio in corso <strong>311.000.000 di dollari solo negli Stati Uniti</strong> (fonte: <a href="http://business.highbeam.com/industry-reports/textiles/fur-goods" target="_blank">http://business.highbeam.com/industry-reports/textiles/fur-goods</a> ).</p>
<p>La fonte sopracitata fa menzione, tra i presunti motivi del calo vendite della metà degli anni &#8216;90, delle tante campagne per i diritti degli animali. Campagne che quindi hanno avuto -forse- un&#8217;efficacia verificabile ma effimera.</p>
<h3>Analisi di qualche nota campagna anti-pellicce</h3>
<h3><a href="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/fur_naked.jpeg"><img class="alignnone size-medium wp-image-780" title="fur_naked" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/fur_naked-202x300.jpg" alt="fur_naked" width="202" height="300" /></a></h3>
<p><strong>(2007) Eva Mendes</strong> presta nome e corpo (e un po&#8217; di culo, nel senso anatomico del termine) alla P.E.T.A. per una campagna dal payoff molto semplice: <strong>&#8220;PELLICCE? Piuttosto andrei (uscirei) nuda&#8221;</strong>.</p>
<p>Al di là del messaggio immediato: &#8220;<em>Eva Mendes e PETA sono contro le pellicce</em>&#8220;, viene trasferito qualcosa di più profondo? E&#8217; una provocazione in grado di deprecare per sempre l&#8217;abbinamento pellicce-simbolo di ricchezza?</p>
<ul>
<li>Non tutte (purtroppo) sono come Eva Mendes. La donna <em>normale</em> (che non è bella, non è famosa) non si riconosce in alcun modo in quell&#8217;icona. La donna normale ambisce ai &#8220;simboli&#8221; (tra cui le pellicce) anche e soprattutto perchè NON è Eva Mendes o una starlette similare.</li>
<li>Eva Mendes è famosa: la sua stessa persona implica ostentazione di successo, notorietà e ricchezza.</li>
</ul>
<p>La campagna quindi è un discreto veicolo per un messaggio di sensibilizzazione che però è rimane in larga parte sulle scrivanie della PETA. Il target cui si rivolge è sbagliato proprio perchè non ne ha alcuno.</p>
<p>Dello stesso tenore la medesima campagna &#8220;<em>I&#8217;d rather go naked</em>&#8221; di qualche anno prima che ebbe come testimonial <strong>Christy Turlington</strong> e che lanciò, di fatto, questo format PETA.</p>
<p><a href="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/christy.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-783" title="christy" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/christy-300x210.jpg" alt="christy" width="300" height="210" /></a></p>
<p>Il messaggio implicito e subdolo in questo caso assume persino connotati negativi: <strong>indossare pellicce è sbagliato però sfruttare il corpo femminile</strong> (Christy Turlington era una top model tra le più famose al mondo negli anni 90) <strong>è giusto?<br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/original.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-784" title="original" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/original-221x300.jpg" alt="original" width="221" height="300" /></a></p>
<p>Il <em>trash</em> <em>patinato</em> prosegue nel<strong>2008</strong> con <strong>Amanda Beard</strong> (campionessa olimpica, medaglia d&#8217;oro, di nuoto). E continua l&#8217;allontanamento dei modelli umani selezionati dal PETA dai modelli umani che incontriamo al bar, al supermercato, in coda alla posta.</p>
<p>In questo caso, il payoff: &#8220;<strong>Be Comfortable in your own skin&#8230;</strong>&#8221; (Sii a tuo agio con la tua pelle&#8221;) è debole perchè dando per scontato che in inverno non si gira nudi -neanche volendo- essere a proprio agio con la propria pelle e il proprio corpo non preclude l&#8217;acquisto di una pelliccia.</p>
<h3>Il filone splatter  (shock tacticts)</h3>
<p>In questo tipo di campagna, vengono proposte immagini forti, sanguinarie, di animali maltrattati unicamente perchè ritenuti colpevoli di avere una pelliccia ottima da strappare ed indossare.</p>
<p><strong>&#8220;Your Fur Had A Face&#8221;</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-786" title="furface" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/furface.jpg" alt="furface" width="300" height="300" /></p>
<p>No, l&#8217;immagine non è cliccabile. Fatevela bastare così com&#8217;è.</p>
<p><strong>&#8220;Here&#8217;s the rest of your fur coat.&#8221;<br />
</strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-787" title="PERSIAwhite300" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/PERSIAwhite300-227x300.jpg" alt="PERSIAwhite300" width="227" height="300" /></p>
<p>(anche per questa foto, niente zoom!)</p>
<p><strong>Il motivo per cui questo tipo di campagna funziona meno di quanto si pensi attiene ad un assunto ormai consolidato: <span style="color: #ff0000;">le shock tacticts non funzionano</span>. </strong>E non funzionano per un paradosso molto semplice<strong>: lo strumento (il sangue) con cui si vorrebbe catturare l&#8217;attenzione in realtà la distoglie, lo stesso strumento (la morte) con cui si vorrebbe scuotere la coscienza in realtà la irrigidisce.</strong></p>
<p>Le due tipologie principali di campagna anti pelliccia hanno due evidenti difetti: pongono -involontariamente- un muro tra il messaggio e il target cui si rivolgono. Corpi umani perfetti e nudi di celebrità e immagini scioccanti falliscono in quello che dovrebbe essere il fine prìncipe di una campagna di advertising<strong>: l&#8217;empatia tra emittente e ricevente.</strong></p>
<h3><strong>Destabilizzare il simbolo dalle sue fondamenta.</strong></h3>
<p>L&#8217;unica strada percorribile se si vuole abbattere la produzione e la vendita di pellicce: cos&#8217;è la pelliccia per chi l&#8217;acquista? Benessere &#8211; Lusso &#8211; Moda &#8211; Soldi &#8211; Carriera (o meglio, la carriera del marito-amante). In sintesi: riconoscimento e affermazione sociale.</p>
<p><strong>A chi si rivolge una campagna antipelliccia?</strong></p>
<p>A coloro che posseggono una pelliccia e che non hanno alcun problema ad acquistarne un&#8217;altra ; a coloro che non posseggono una pelliccia ma vorrebbero acquistarne una; a coloro che non posseggono una pelliccia e vorrebbero tanto poterne acquistare una (ed è il primo acquisto che farebbero se vincessero al Gratta &amp; Vinci)</p>
<p>Ad un soggetto appartenente ad una delle tipologie sopra presentate non può fregare di meno se Eva Mendes odia pellicce o se 12 ermellini vengono torturati a morte. Ma il fatto che il semplice possesso di una pelliccia possa identificarlo come un <strong>COGLIONE</strong>, questo sì, gli interessa un po&#8217; di più.</p>
<p>Devo riconoscere che PETA, in almeno una campagna, si è avvicinato a ciò che intendo:</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-793" title="petacampaign5" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/petacampaign5.jpg" alt="petacampaign5" width="450" height="338" /></p>
<p>&#8220;<strong>If you need Fur to keep Warm, You&#8217;ve got problems</strong>&#8220;. (trad: &#8220;se hai bisogno di una pelliccia per scaldarti, hai dei problemi&#8221;).</p>
<p>Pur mantenendo saldi gli artigli sul <em>fil rouge</em> della nudità e non rinunciando al trash, <strong>il payoff punta dritto dritto all&#8217;ego dell&#8217;acquirente di pellicce</strong> (&#8221;<em>&#8230;hai dei problemi..</em>&#8220;), con un sottile sarcasmo che apprezzo e non poco.</p>
<p>Si può fare di più ed è questo, a mio parere, il metodo migliore: <strong>colpire l&#8217;ego dell&#8217;acquirente.</strong> Non è l&#8217;arma definitiva, ovviamente, ma è la semente con cui si può preparare un terreno di battaglia su cui la vittoria possa essere più agevole.</p>
<p>Non dubito che PETA vanti, tra le sue fila, creativi di prim&#8217;ordine. Dubito che il mio consiglio verrà ascoltato, posso solo auspicarmi che la guerra contro il mercato delle pellicce, combattuta anche attraverso l&#8217;advertising, si evolva e utilizzi strumenti di persuasione mirati al demolire, per sempre, tutta quella simbologia recondita nascosta all&#8217;interno del pelo degli animali.</p>
<p>Reference: <a href="http://www.peta.org/issues/animals-used-for-clothing/fur.aspx" target="_blank">Fur is Dead, sul sito PETA</a></p>
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		<title>INPS: qualche esperto mi spiega questo?</title>
		<link>http://www.beingstuart.com/250milliampere/inps-qualche-esperto-mi-spiega-questo.html</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 11:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stuart D</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;immagine sottoriportata è stata estratta pochi secondi fa dal mio analizzatore di accessi (utilizzo sia Google Analytics che il più semplice web-stat.com, da quest&#8217;ultimo è stata creata la snap).

La prima impressione è che un impiegato (si dice così?) dell&#8217;Instituto Nazionale Previdenza Sociale si sia collegato a Google.it cercando proprio &#8220;Stuart Delta&#8220;, giungendo su questo blog.
Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;immagine sottoriportata è stata estratta pochi secondi fa dal mio analizzatore di accessi (utilizzo sia <strong>Google Analytics</strong> che il più semplice <strong>web-stat.com</strong>, da quest&#8217;ultimo è stata creata la snap).</p>
<p><a href="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/inps1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-758" title="inps" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/inps1-300x64.jpg" alt="inps" width="300" height="64" /></a></p>
<p>La prima impressione è che un impiegato (si dice così?) dell&#8217;Instituto Nazionale Previdenza Sociale si sia collegato a Google.it cercando proprio &#8220;<strong>Stuart Delta</strong>&#8220;, giungendo su questo blog.</p>
<p><span id="more-751"></span>Le ragioni di questo mi sono ignote (qualche idea?). Una volta sull&#8217;<strong>home page</strong>, da buon <em>random surfer</em>, si è gustato il demotivational &#8220;<strong>Garnier, aiuta le bionde..</strong>&#8220;, poi è tornato all&#8217;home page. &#8220;<em>Ehi! Siamo qui per lavorare!</em>&#8220;, deve aver riflettuto tra sè e sè, quindi ha visitato la pagina &#8220;<strong>Info</strong>&#8220;, trovando ben poco; ha poi letto &#8220;<strong>Judas Day 2009</strong>&#8221; (&#8221;<em>Judas? Come Giuda? uhm, vediamo un po&#8217;&#8230;</em>&#8220;), breve carrellata delle foto, poi di nuovo alla pagina <strong>Info</strong>. Infine <strong>home page</strong> e arrivederci.</p>
<p>Non ho -purtroppo- amici all&#8217;INPS. In ogni caso chi mi conosce digita direttamente l&#8217;Url beingstuart.com quindi escludo una mera ricerca navigazionale. Una possibilità è che la ricerca sia stata effettuata non da un impiegato dell&#8217;Inps ma da un utente che ne stava sfruttando la WiFi (ci sono hotspot gratuiti da quelle parti?).</p>
<p>A supporto delle indagini posso dire che non è arrivata alcuna comunicazione via email nelle ore successive a questa visita.</p>
<p>Chi lo va a spiegare ora all&#8217;INPS che &#8220;<strong>Stuart Delta&#8221; è, parzialmente, un nome d&#8217;arte</strong> e che non è così strano che Mr. Stuart Delta non abbia una posizione contributiva aperta?</p>
<h3>AGGIORNAMENTO ore 13.38</h3>
<p>L&#8217;INPS è tornata su queste pagine.</p>
<p><a href="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/INPS2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-761" title="INPS2" src="http://www.beingstuart.com/wp-content/uploads/2010/11/INPS2-300x48.jpg" alt="INPS2" width="300" height="48" /></a></p>
<p>Questa volta l&#8217;accesso, che parte sempre da Google.it, è dovuto al giustificatissimo (dal loro punto di vista) timore della <strong>fine del mondo nel 2012</strong>. No, cari amici dell&#8217;Inps, fortunatamente per voi anche nel 2012 potrete continuare la sanguinosa questua a favore dei nostri amati pensionati.</p>
<p><strong>Un suggerimento</strong>: vista l&#8217;attuale situazione economico-sociale, visto che un numero sempre maggiore di lavoratori autonomi, precari, piccoli imprenditori, artigiani e commercianti sta maturando la consapevolezza che non andrà mai in pensione perchè in pensione non potrà mai andarci, ritengo che ci siano <em>problemucci</em> un po&#8217; più importanti di Nibiru e dell&#8217;inversione dei poli da affrontare. E non nel 2012: <strong>ieri</strong>.</p>
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